La prescrizione cartella esattoriale indica la perdita di efficacia della pretesa tributaria o contributiva contenuta nella cartella. La prescrizione cartella esattoriale determina l’estinzione del debito senza necessità di ulteriori atti. La prescrizione cartella esattoriale impedisce all’ente di riscossione di richiedere il pagamento dopo la scadenza del termine stabilito dalla legge.
La prescrizione cartella esattoriale non è unica per tutti i tributi. La durata della prescrizione varia in base alla natura del credito. La giurisprudenza ha chiarito che i debiti derivanti da imposte erariali si prescrivono in dieci anni, mentre i tributi locali e i contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni. Alcune entrate, come il bollo auto, hanno un termine di prescrizione di tre anni.
La Cassazione ha precisato che l’articolo 2953 del codice civile si applica solo quando vi è un titolo giudiziale definitivo. La sentenza passata in giudicato trasforma la prescrizione breve in prescrizione decennale. La prescrizione cartella esattoriale decorre dal momento in cui la cartella diventa esecutiva. Questo avviene dopo il decorso di sessanta giorni dalla notifica, salvo sospensioni o interruzioni. Nei paragrafi successivi vengono analizzati i termini di prescrizione delle singole categorie di imposte e contributi.
Termini di prescrizione cartella esattoriale
I termini di prescrizione cartella esattoriale sono differenziati a seconda del tributo o del contributo. Per le imposte erariali come Irpef, Iva, Ires e Irap la prescrizione è di dieci anni. Per le imposte locali come Imu, Tasi e Tari la prescrizione è di cinque anni. Per i contributi Inps e Inail la prescrizione è di cinque anni. Per le contravvenzioni stradali e le sanzioni amministrative la prescrizione è di cinque anni. Per il bollo auto la prescrizione è di tre anni. Per il canone Rai e l’imposta di registro la prescrizione è di dieci anni.
La Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza n. 23397 del 2016, ha stabilito che la durata della prescrizione dipende dalla natura del credito azionato. Se il credito deriva da un accertamento definitivo o da una sentenza passata in giudicato, si applica la prescrizione decennale. Se invece il credito deriva da una cartella non opposta, la prescrizione rimane quinquennale per le entrate soggette a prescrizione breve. Questa distinzione è fondamentale per valutare la validità delle pretese contenute nella cartella.
La prescrizione cartella esattoriale deve essere eccepita dal contribuente. L’eccezione di prescrizione può essere sollevata con ricorso davanti alla Commissione Tributaria competente o in sede di opposizione agli atti esecutivi. Nei paragrafi successivi vengono illustrati gli effetti della notifica e le cause di interruzione della prescrizione.
Notifica e interruzione della prescrizione cartella esattoriale
La notifica della cartella esattoriale segna il punto di partenza per il calcolo della prescrizione. La notifica avviene tramite servizio postale o tramite messo notificatore. La data di notifica è quella in cui il destinatario riceve la cartella. La notifica costituisce un atto interruttivo della prescrizione. Ogni successivo sollecito di pagamento o intimazione notificata interrompe il decorso della prescrizione e fa ripartire un nuovo termine.
La giurisprudenza ha stabilito che l’estratto di ruolo non è titolo idoneo per eccepire la prescrizione. Il Decreto Legge n. 146 del 2021 ha limitato la possibilità di impugnare l’estratto di ruolo. L’eccezione di prescrizione deve quindi essere proposta in sede di opposizione o ricorso. Questo orientamento riduce le possibilità di annullamento delle cartelle solo sulla base della visione degli estratti di ruolo.
La conoscenza delle regole sulla notifica è fondamentale per verificare la validità delle cartelle. Nei paragrafi successivi vengono esaminati i rapporti tra prescrizione cartella esattoriale, decadenza dei termini di notifica e le recenti novità legislative introdotte dal 2025.
Decadenza e prescrizione cartella esattoriale
La decadenza della cartella esattoriale è diversa dalla prescrizione. La decadenza indica il termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate-Riscossione deve notificare la cartella. Se la notifica avviene oltre il termine di decadenza, la cartella è nulla. Per le imposte sui redditi la cartella deve essere notificata entro il 31 dicembre del terzo o quarto anno successivo alla dichiarazione, a seconda del tipo di controllo. Per i tributi locali la cartella deve essere notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo all’accertamento. Per le multe stradali la cartella deve essere notificata entro due anni dalla consegna del verbale da parte del Comune.
La prescrizione riguarda invece il periodo entro il quale l’ente può riscuotere un credito dopo che la cartella è diventata definitiva. Decadenza e prescrizione operano quindi su piani distinti ma complementari. La conoscenza di entrambi gli istituti è necessaria per stabilire se un credito iscritto a ruolo sia ancora valido o se sia estinto. Nei paragrafi successivi vengono illustrate le novità 2025 che incidono sul sistema delle cartelle esattoriali.
Prescrizione cartella esattoriale e novità 2025
Nel 2025 la disciplina delle cartelle esattoriali ha subito modifiche rilevanti. Il Decreto Legislativo n. 110 del 2024 ha introdotto il discarico automatico dei ruoli non riscossi entro cinque anni dall’affidamento. Il discarico automatico non estingue il debito, che può essere nuovamente affidato in presenza di nuovi elementi reddituali o patrimoniali. Questa misura riduce la permanenza delle cartelle inesigibili nei carichi dell’agente della riscossione.
La Legge di Bilancio 2025 ha riaperto i termini per la definizione agevolata delle cartelle, nota come rottamazione quater. I contribuenti decaduti dalla rottamazione possono essere riammessi presentando domanda entro il 30 aprile 2025. È stata inoltre prevista una disciplina più favorevole per la rateizzazione. Per debiti fino a 120.000 euro è possibile ottenere fino a 84 rate mensili senza documentazione aggiuntiva. In presenza di comprovate difficoltà economiche, il piano può essere esteso fino a 120 rate mensili.
Le novità 2025 sulla prescrizione cartella esattoriale e sugli strumenti di riscossione mirano a semplificare la gestione dei carichi e a favorire soluzioni sostenibili per i contribuenti. Nei prossimi paragrafi vengono riportati esempi pratici e casi applicativi per comprendere meglio gli effetti di queste modifiche.
Vincenzo
Cartelle esattoriali mai notificate o scaduta che devo fare
Concetta Caudullo
Buongiorno, ho ricevuto una cartella dall’agenzia delle entrate nella quale vi sono a mio avviso 2 cartelle scadute, una delle quali da 2700€ la cui ultima notifica risale al 21/12/2017.
Sono contributi INPS per una partita IVA che avevo.
Volevo capire, visto che sono passati più di 5 anni, è possibile annullarla?
Francesco minieri
Non si legge il tempo massimo per la notifica da quando lo stesso debito è stato iscritto a ruolo. Es. Se l’iscrizione a ruolo è avvenuta il 19 agosto 2019 la cartella è stata notificata il 10 dicembre 2021 la stessa è decaduta. 2) se il creditore è invitarla e dal 2006 non risultano atti interruttivi per oltre 20 anni, poteva chiedere all’agenzia della riscossione l’emissione della cartella esattoriale? Grazie si resta in attesa di riscontro.
Mario
Nel 2013 non ho pagato in bollo auto
Successivamente nel 2016 è stata notificata agenzia entrate riscossioni
Ad oggi nel 2023 risulta ancora da saldare
Agenzia entrate risponde che non vanno in prescrizione
È vero devo pagarla
Grazie x attenzione
Oggi risulta da pagare va 800€
Francesco Antonio Pellitta
Sono stato condannato dal Tribunale a 15 giorni di carcere commutata nell’ammenda di 3700.00 nel 2012 e confermata dalla cassazione nel novembre 2015 e non ho pagato nel 2023,mi e’ pervenuta una cartella esattoriale di euro 4.146,88 che non ho pagato.Come mi devo comportare e cosa posso fare?Grazie.
massimiliano
NEL 2017 HO RICEVUTO UNA CARTELLA ESATTORIALE DA EQUITALIA PER DEBITI PER IL QUALE VALE LA PRESCRIZIONE DI 5 ANNI, PER DISTRAZIONE NON HO MAI PAGATO .
POSSO RICHIEDERE OGGI LA PRESCRIZIONE ALL AGENZIA DELLE ENTRATE?
Avv. Cacciola Francesco
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