Finanziamento non pagato? Ecco cosa rischi davvero

Quando si richiede un finanziamento e non si riesce a pagarlo si può incorrere nel rischio del pignoramento. Questo perché, se non paghi il finanziamento la finanziaria può pignorare i beni del debitore dopo aver ottenuto un decreto ingiuntivo senza ricevere opposizione. Le finanziarie con crediti insoluti, solitamente prediligono la strada del pignoramento dello stipendio, ed è per questo motivo che in fase di valutazione nella concessione del credito, chiede Buste Paga e Certificazione Unica. Proprio perché nel caso risulti un’insolvenza nella restituzione del prestito, può avere una prova da utilizzare per mostrare un reddito da pignorare.

Finanziamento non pagato dopo 5 anni

Il ritardo nel pagamento di una o più rate di un finanziamento può innescare una reazione a catena dai risvolti particolarmente fastidiosi per l’utente come la segnalazione nelle banche dati del circuito finanziario (CRIF). L’inserimento del vostro nominativo come cattivo pagatore all’interno del CRIF porta inesorabilmente ad essere banditi da qualsiasi ulteriore accesso al credito.

I dati contenuti nel database del CRIF che accompagnano il vostro storico creditizio sono:

  • Dati anagrafici del debitore
  • Codice fiscale (per le società anche partita IVA, denominazione e sede legale)
  • Dati relativi alla richiesta di prestito e al tipo di rapporto in essere (mutuo, prestito, fido bancario)
  • L’importo del credito
  • Lo stato della richiesta (se il finanziamento è stato concesso, rifiutato oppure estinto)
  • I rimborsi effettuati dal debitore

La presenza di tali dati nel circuito può precludere la concessione di eventuali altri prestiti, in quanto la finanziaria, una volta riscontrato il vostro storico negativo, potrà astenersi dal prestarvi altro denaro.

I dati relativi a prestiti e finanziamenti presenti nel sistema di informazioni creditizie di CRIF vengono cancellati automaticamente, decorsi i tempi di conservazione stabiliti dal Codice di condotta per i Sistemi di Informazioni Creditizie (approvato dal Garante Privacy il 12 settembre 2019). Tali tempistiche cambiano in base al tipo di segnalazione e si va da 90 giorni, per richieste ancora in fase di valutazione o ritardi brevi regolarizzati, fino ad arrivare a un massimo di 5 anni (60 mesi) per le situazioni di inadempimento persistente, calcolati dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento.

Non ho pagato il finanziamento per comprare l’auto, quali sono le conseguenze?

Acquistare un bene con l’ausilio di un finanziamento non implica in alcun modo il coinvolgimento del bene stesso nella pratica di erogazione o restituzione del credito, a meno che non sussista un’ipoteca a copertura del debito.

Se il Sig. Bianchi acquista un’auto e per farlo richiede un finanziamento, pari, inferiore o superiore al prezzo dell’auto e per una qualsiasi ragione non dovesse pagare le rate del prestito erogato, la finanziaria non potrà in alcun modo rivalersi sul bene acquistato. Qualora si arrivasse ad un pignoramento dei beni per recuperare il credito, al Sig. Bianchi verranno pignorati i beni in suo possesso indipendentemente dal fatto che abbia ancora o meno l’auto.

Differente panorama per il mutuo sull’acquisto della casa, in quanto l’immobile coperto da ipoteca sarà il primo bene pignorato dalla banca come conseguenza del mancato pagamento del mutuo.

Quando è prevista la prescrizione per un finanziamento non pagato?

Per prescrizione si intende l’estinzione dei diritti per decorso del tempo ed in ambito giuridico ogni credito ha una propria tempistica di prescrizione.

Per legge la prescrizione applicabile in caso di finanziamento non pagato è quella ordinaria, ovvero dopo 10 anni ma, in realtà, è davvero molto raro che accada, anche per il fatto che nel lungo lasso di tempo che dovrà intercorrere tra la scadenza dell’ultima rata prevista dal finanziamento e la prescrizione non dovranno arrivare comunicazioni formali, da parte della finanziaria, inerenti la restituzione del debito; ogni comunicazione notificata al debitore, infatti, farà ripartire da zero il percorso di prescrizione.

Il nostro Sig. Bianchi ha un finanziamento in corso di cui non paga le rate e la cui estinzione è prevista per gennaio 2025;
A partire dal gennaio 2025 partirà il processo di prescrizione con decorso previsto a gennaio 2035 (10 anni dopo);
A gennaio 2026 la finanziaria invia al Sig. Bianchi raccomandata R/R relativa alla restituzione del debito;
La prescrizione riparte da gennaio 2026 con decorrenza a gennaio 2036.

Tuttavia, se pur raro, non è impossibile che un finanziamento non pagato vada in prescrizione.

Debiti con la banca non pagati, ecco quali sono i rischi

Il nostro codice civile dice che:

“il debitore è responsabile delle obbligazioni da questi contratte con tutto il suo patrimonio presente e futuro”.

Letteralmente significa che se in un futuro il debitore verrà assunto presso una società, erediterà dei beni, otterrà un risarcimento da un’assicurazione o vincerà al gioco, tali beni, in quanto ricevuti in un momento successivo alla nascita dell’obbligazione, potranno essere pignorati.

Inoltre i debiti contratti con le banche sono da considerarsi ereditari pertanto, in caso di morte del debitore, i suoi eredi saranno passibili di tutte le conseguenze derivanti dal debito contratto, incluso il pignoramento.

Dal momento in cui il debitore viene ritenuto moroso, ossia insolvente, oltre all’iscrizione in CRIF come cattivo pagatore, scattano gli interessi legali secondo il tasso stabilito dal Ministero annualmente (per il 2026 pari all’1,60%); la banca invierà regolare sollecito tramite raccomandata e, nel caso il debitore persista nel non pagare, verrà notificato dal giudice un atto di precetto, ossia un’intimazione in cui si dà al debitore il termine massimo di 10 giorni per pagare spontaneamente, dopodiché la banca potrà agire con l’espropriazione forzata anche risolvendo il contratto e procedendo all’immediata richiesta di quanto dovuto, fino ad arrivare ad esercitare il diritto di ipoteca sulla casa oggetto della stipula del mutuo, messa a garanzia del debito.

Ultimo gradino del recupero crediti è l’espropriazione forzata, ovvero l’aggressione ai beni del debitore da parte del creditore, al fine di rivenderli per ricavarne denaro utile a ricoprire il debito. Nel caso in cui l’insolvenza persista per più di 6 mesi, la banca può risolvere il contratto e procedere all’immediata richiesta di quanto dovuto, fino ad arrivare ad esercitare il diritto di ipoteca sulla casa oggetto della stipula del mutuo, messa a garanzia del debito.

Il processo espropriativo può essere di tre tipi:

  • espropriazione mobiliare presso il debitore;
  • espropriazione immobiliare;
  • espropriazione presso terzi.

Cosa rischio con un finanziamento non pagato?

Se avete un finanziamento in corso e siete stati sempre regolari nel pagamento delle rate ma accade che un mese, per una serie di motivi, non riusciate a far fronte all’impegno, basterà comunicare il problema alla finanziaria che cercherà con voi la soluzione ottimale per risolvere la questione. Anche nel caso in cui non doveste avvisare, sempre trattandosi di un caso sporadico, la finanziaria vi avviserà del mancato pagamento con un sollecito bonario e informale, anche solo a mezzo telefonico.

Nel momento in cui l’insolvenza diventa di grave importanza, invece, si viene dapprima segnalati nelle banche dati (CRIF) entrando in una blacklist che vi precluderà qualsiasi accesso al credito e, in seguito, darà il via ad un iter atto al recupero del credito che partirà con la richiesta di un decreto ingiuntivo in tribunale da parte del creditore.

Trascorsi i 40 giorni previsti per poter opporsi al decreto, in mancanza di contestazioni da parte del debitore, si avvierà la procedura di esecuzione forzata, a cui può conseguire il pignoramento.

Grazie al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), attraverso la procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il soggetto debitore, con l’aiuto di un Organismo di Composizione della Crisi, potrà organizzare un piano di restituzione del debito in base alle proprie effettive disponibilità economiche.

Non riesco più a pagare la macchina

Quando si acquista un’auto e la concessionaria propone il pagamento rateizzato, non è il venditore che rateizza ma, più semplicemente, si appoggia ad una società finanziaria che anticiperà la somma per voi e da voi pretenderà il rimborso.

Nel momento in cui uscite dalla concessionaria con la vostra nuova auto, quindi, il rapporto in essere sarà esclusivamente tra voi e la finanziaria, escludendo di fatto il venditore.

I prestiti personali non sono vincolati ai beni, ed il finanziamento ottenuto per l’acquisto dell’auto è da ritenersi completamente dissociato dal veicolo stesso, pertanto il fatto di non riuscire a pagare le rate della macchina comporta le stesse conseguenze del non riuscire a pagare un finanziamento personale, ossia:

  • Iscrizione blacklist come cattivo pagatore
  • Solleciti da parte della finanziaria (o del call center esterno di cui la stessa si avvale)
  • Decreto ingiuntivo
  • Tentativo di pignoramento dello stipendio (qualora non venga venduto il credito)

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri