Come pagare i debiti: Consigli per chi non riesce a far fronte all’indebitamento

Se ti interessa sapere come pagare i debiti  devi sapere come prima cosa che questa locuzione indica il percorso con cui si organizzano le esposizioni non sostenibili: censimento dei creditori, calcolo del budget disponibile, scelta dello strumento adatto al tipo di debito (rateizzazione fiscale, accordo con la banca, consolidamento, sovraindebitamento) ed eliminazione dei comportamenti che aggravano l’insolvenza.

Come pagare i debiti: i punti fermi

  • Primo passo: si elencano creditori, importi residui, tassi e rate, separando i debiti fiscali da quelli con banche, finanziarie e privati.
  • Debiti fiscali: le cartelle si pagano con il modulo pagoPA e si rateizzano fino a 72 rate, o fino a 120 rate se la difficoltà economica è dimostrata.
  • Debiti bancari: il saldo e stralcio richiede una liquidità iniziale, mentre il consolidamento unifica i finanziamenti in una rata più bassa e di durata maggiore.
  • Crisi grave: la procedura di sovraindebitamento, assistita da un OCC, può bloccare i pignoramenti e portare all’esdebitazione.
  • Ordine di rimborso: con più debiti si sceglie tra il metodo della valanga (tasso più alto) e quello della palla di neve (importo più piccolo).
  • Errori: nuovi prestiti o cessioni del quinto per coprire vecchi debiti e notifiche ignorate peggiorano la posizione.

Come fare il punto della situazione debitoria

Foglio di calcolo stampato con colonne per creditore, importo residuo, tasso e rata, accanto a una calcolatrice
Un prospetto con creditore, importo, tasso e rata rende confrontabili debiti di natura diversa.

Ogni piano di rimborso parte da un censimento completo: si annotano tutti i creditori, l’importo totale residuo, il tasso di interesse e la rata mensile di ciascun debito. Senza questo quadro non è possibile stabilire quale strumento sia adatto né quanto reddito si possa destinare ai creditori.

Elencare debiti, importi, tassi e rate

Per ogni posizione si registrano quattro dati e, dove manca un tasso, lo stato del debito, per esempio cartella in riscossione o finanziamento in recupero.

Prospetto tipo per il censimento dei debiti
Creditore Importo residuo Tasso o stato del debito Rata mensile
Banca o finanziaria Capitale ancora dovuto Tasso di interesse Importo della rata
Agenzia delle Entrate-Riscossione Somma indicata in cartella Cartella notificata o rateizzata Rata del piano, se concesso
Privato Somma concordata Eventuali interessi pattuiti Rata pattuita

Distinguere debiti fiscali e debiti privati

I debiti con il Fisco e con gli enti pubblici, riscossi tramite cartella esattoriale, seguono regole proprie di pagamento e rateizzazione. I debiti con banche, finanziarie e privati si gestiscono invece con accordi diretti, consolidamento o procedure di sovraindebitamento. La distinzione indirizza verso la sezione corretta di questa guida.

Calcolare il budget disponibile

Il budget reale si ottiene sottraendo dal reddito netto mensile le spese indispensabili: affitto o mutuo, bollette, alimentari, medicinali. Ciò che resta è la cifra destinabile ai debiti. Le spese superflue, come regali, vacanze e cene fuori, si azzerano o si analizzano voce per voce, e un software di gestione del bilancio familiare aiuta a seguirne l’andamento.

  1. Elencare ogni debito con creditore, importo residuo, tasso e rata.
  2. Separare i debiti fiscali da quelli privati o bancari.
  3. Calcolare reddito netto meno spese essenziali.
  4. Scegliere lo strumento più adatto in base al budget residuo.

Quando il quadro coinvolge più persone della famiglia, la condivisione dei dati con un familiare aiuta a valutare le condizioni di ogni soluzione prima di sottoscriverla.

Debiti con il Fisco: come rateizzare le cartelle esattoriali

Scrivania con una cartella di pagamento cartacea, un computer portatile aperto su un'area riservata online e un calendario
La richiesta di rateizzazione si presenta online nell’area riservata oppure via PEC con il modello apposito.

Le cartelle esattoriali si rateizzano con una richiesta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che concede la dilazione ai sensi dell’DPR 602/73, art. 19, in base alla soglia di debito e alle condizioni economiche dichiarate o documentate. La cartella è l’atto con cui l’ente esattore recupera le somme iscritte a ruolo dagli enti creditori.

Piani di rateizzazione delle cartelle in base all’importo
Piano Numero massimo di rate Condizione Documentazione
Ordinario, debito sotto 120.000 euro 72 rate (6 anni), costanti o crescenti Nessuna prova di difficoltà Non richiesta
Esteso, debito sotto 120.000 euro 120 rate Difficoltà economica non compatibile con il piano ordinario Dimostrazione della difficoltà
Debito sopra 120.000 euro Come da piano concesso Situazione di difficoltà ISEE allegato

Se il debito è sotto 120.000 euro: chiedere la rateizzazione online

Fino a 120.000 euro la richiesta si presenta in modo autonomo, senza intermediari, con il servizio «Rateizza adesso» o via PEC.

  1. Accedere all’area riservata del sito dell’ente con SPID o CIE.
  2. Selezionare il servizio «Rateizza adesso» e indicare le cartelle da dilazionare.
  3. Scegliere il piano ordinario fino a 72 rate, costanti o crescenti, oppure il piano fino a 120 rate allegando la prova della difficoltà.
  4. In alternativa, compilare il modello R1 e inviarlo alla PEC indicata nel modello stesso.

Se il debito supera 120.000 euro: allegare l’ISEE

Oltre la soglia di 120.000 euro la situazione di difficoltà si dimostra allegando l’ISEE. Il servizio online copre importi fino a 120.000 euro, quindi per cifre superiori si usa il modello inviato via PEC.

Se la cartella non è dovuta: ricorso o sospensione

Un atto illegittimo o infondato si contesta con ricorso tributario, che può portare all’annullamento totale o parziale. In parallelo, entro 60 giorni dalla notifica, si può chiedere la sospensione legale della riscossione (Legge 228/2012) nei casi di pagamento anteriore alla formazione del ruolo, sgravio dell’ente creditore, prescrizione o decadenza precedenti al ruolo esecutivo, sospensione amministrativa o giudiziale, sentenza di annullamento. La domanda va presentata nell’area riservata o via PEC con il modello SL1.

Altre soluzioni fiscali: adesione, transazione e rottamazioni

L’accertamento con adesione è un accordo con l’Agenzia delle Entrate, possibile solo senza ricorso davanti al giudice tributario: riduce le sanzioni fino a un terzo del minimo e si paga in unica soluzione entro 20 giorni, oppure in 8 rate trimestrali (16 sopra 50.000 euro). La transazione fiscale riguarda imprese in crisi con un piano di risanamento ed esclude tributi locali come IMU, TASI e TARI. Le rottamazioni (DL 193/2016, DL 148/2017, DL 119/2018) e lo stralcio fino a 5.000 euro del Decreto Sostegni 2021 sono misure a finestra temporale, non strumenti sempre disponibili.

Come azzerare i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

Il debito fiscale si cancella solo con l’annullamento di una cartella illegittima, ottenuto tramite ricorso tributario, oppure con l’esdebitazione al termine di una procedura di sovraindebitamento. La rateizzazione dilaziona il pagamento senza ridurlo.

Quando decadono i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

La prescrizione o la decadenza, se maturate prima che il ruolo sia reso esecutivo, giustificano la richiesta di sospensione entro 60 giorni dalla notifica. I termini effettivi dipendono dal tributo e dall’ente creditore, i cui riferimenti sono riportati nella prima pagina della cartella.

Come pagare una cartella esattoriale: pagoPA, banca, posta e bonifico

Una cartella si paga con il modulo pagoPA allegato all’atto, precompilato con l’importo dovuto entro la scadenza e con un codice che lo collega alla cartella. Chi paga dopo la scadenza versa l’importo aggiornato automaticamente alla data del versamento, perché agli interessi di mora si applica il calcolo giornaliero dalla notifica al pagamento.

pagoPA
Piattaforma pubblica per i pagamenti elettronici verso gli enti pubblici.
Ruolo
Elenco dei debitori e delle somme dovute, formato dall’ente creditore e trasmesso all’agente della riscossione.
Coobbligato
Soggetto tenuto al pagamento in pari grado con altri: se uno dei due proprietari di un immobile salda per intero, la cartella è estinta.

Canali di pagamento disponibili

  • Servizio «Paga online» sul sito dell’ente e nell’app Equiclick.
  • Canali telematici di banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento aderenti al nodo pagoPA.
  • Sportelli di banche, Poste e tabaccai.
  • Sportelli dell’agente della riscossione, dove il contante è ammesso fino a 5.000 euro (Legge 197/2022, art. 1, comma 384).

Come pagare una cartella senza bollettino o con bonifico

Senza il bollettino cartaceo si usa «Paga online» oppure l’home banking, perché il pagamento telematico non richiede l’allegato fisico. Il pagamento parziale, o in acconto, si effettua agli sportelli dell’agente oppure con il bollettino Mod. F35 compilato in ogni parte, presso gli uffici postali o in home banking.

Se il pagamento avviene dall’estero: modulo o bonifico con causale

Se la banca è collegata al nodo pagoPA si usa il modulo. Altrimenti si dispone un bonifico sul conto dell’agente della riscossione, indicando in causale il codice fiscale del debitore e il numero della cartella; per una rata si aggiungono il protocollo del piano e il numero della rata.

Compensazione e antiriciclaggio

Le somme per imposte erariali si compensano con crediti della stessa natura tramite il modello F24 Accise, codice tributo RUOL. Per le persone giuridiche, contanti e assegni pari o superiori a 8.000 euro complessivi richiedono la dichiarazione antiriciclaggio.

Quale strategia di rimborso scegliere con più debiti

Con più debiti non estinguibili contemporaneamente si adotta un ordine di rimborso: il metodo della valanga privilegia il tasso più alto, quello della palla di neve l’importo più piccolo. In entrambi i casi si paga la rata minima su tutti i debiti tranne uno, su cui si concentra l’intero budget residuo calcolato nella fase di censimento.

Confronto tra metodo della valanga e metodo della palla di neve
Criterio Valanga Palla di neve
Debito pagato per primo Quello con il tasso di interesse più alto Quello con l’importo totale più piccolo
Sugli altri debiti Si paga il minimo Si paga il minimo
Quando un debito si estingue La cifra passa al debito con il secondo tasso più alto La cifra passa al successivo per importo
Vantaggio principale Costo complessivo degli interessi più basso nel lungo periodo Spinta motivazionale dei primi debiti chiusi

Come faccio a pagare tutti i miei debiti?

Si calcola il budget mensile (reddito netto meno spese essenziali), si sceglie un ordine di rimborso e lo si mantiene finché ogni debito è estinto. La valanga conviene quando i tassi differiscono molto, la palla di neve quando conta chiudere rapidamente il maggior numero di posizioni.

Il metodo vale per i debiti privati e bancari. Le cartelle esattoriali seguono le regole proprie di rateizzazione descritte sopra, perché l’inadempimento di un piano comporta conseguenze specifiche. Se il budget residuo non copre nemmeno le rate minime, nessun ordine di rimborso è sufficiente e occorre passare agli strumenti delle sezioni successive.

Debiti con banche e finanziarie: saldo e stralcio o consolidamento

Per i debiti con banche, finanziarie e società di recupero le due soluzioni principali sono il saldo e stralcio, che riduce il debito da pagare, e il consolidamento, che ne dilaziona il rimborso. La scelta dipende dalla disponibilità di liquidità immediata e dal numero di creditori coinvolti.

Saldo e stralcio: come funziona

Il saldo e stralcio è un accordo bonario con il creditore o con la società di recupero: si offre una somma ridotta, per esempio inferiore del 40% o del 50% rispetto al dovuto, in un’unica soluzione o in pochissime rate, a fronte della chiusura definitiva del debito. L’accordo riguarda un creditore alla volta.

Se si dispone di liquidità iniziale: proporre il saldo e stralcio

Una somma disponibile subito, come TFR, risparmi o un aiuto familiare, rende credibile la proposta. Senza questa liquidità il creditore non ha motivo di accettare una riduzione.

Se manca la liquidità: valutare il sovraindebitamento

Con molti creditori, anche fiscali, e nessuna somma da offrire, il saldo e stralcio non è praticabile e la strada è la procedura descritta più avanti.

Saldo e stralcio e sovraindebitamento a confronto
Criterio Saldo e stralcio Sovraindebitamento
Natura Accordo bonario con il creditore Procedura con OCC e giudice
Creditori coinvolti Uno alla volta, banca o finanziaria Banche, finanziarie, Fisco e altri creditori
Liquidità Necessaria in forma di somma iniziale Non indispensabile
Esito Chiusura del debito a importo ridotto Piano di rientro o esdebitazione

Consolidamento dei debiti: quando conviene

Il prestito di consolidamento sostituisce i finanziamenti in corso con un’unica rata mensile, ottenuta allungando la durata. La rata si abbassa, ma il costo complessivo dipende dal tasso e dalla durata, quindi si confrontano tutte le condizioni prima della richiesta. Le questioni specifiche, come il consolidamento senza garante, per cattivi pagatori, per iscritti in CRIF e la scelta dei debiti consolidabili, sono da spostare in una pagina dedicata.

Sovraindebitamento: quando i debiti non sono sostenibili

Il sovraindebitamento è l’incapacità di rimborsare regolarmente i debiti, anche tenendo conto delle disponibilità dei successivi 12 mesi. Le procedure, nate con la Legge 3/2012 e confluite nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, permettono di ristrutturare o cancellare i debiti e di fermare le azioni esecutive. La pagina di Banca d’Italia sul sovraindebitamento ne descrive il quadro generale.

Requisiti e soggetti ammessi

È sovraindebitato chi non fa fronte alle spese con le entrate correnti o non salda i debiti scaduti liquidando il patrimonio prontamente liquidabile. Possono accedere i consumatori, i professionisti, le aziende agricole, le start up innovative e le imprese sotto la soglia di fallibilità.

Procedure disponibili

Piano del consumatore
Riservato a chi non ha contratto debiti per fini imprenditoriali.
Liquidazione del patrimonio
Accessibile al consumatore e a chi ha debiti di natura imprenditoriale.
Concordato minore
Riservato a chi ha debiti di natura imprenditoriale.

Il ruolo dell’OCC e l’esdebitazione

L’OCC assiste il debitore nell’elaborazione del piano, che è poi omologato dal tribunale. Il percorso parte da una relazione di parte con tutti i debiti, i redditi e il patrimonio, su cui si deposita l’istanza di nomina dell’organismo. L’esdebitazione è la liberazione definitiva dai debiti residui al termine della procedura. Tra i vantaggi possibili figurano il blocco dei pignoramenti su casa e stipendio, l’inibizione del recupero crediti e rate commisurate alle entrate, con abbattimenti anche superiori all’80% del debito.

Se non si può pagare nulla: il caso dell’incapiente

L’incapiente, privo di qualsiasi capacità di pagamento, può accedere alla procedura e ottenere l’abbattimento totale dei debiti.

Esempio di valutazione di un nucleo familiare

Una famiglia con due entrate mensili di 1.000 e 1.800 euro e una casa da 100.000 euro ha un mutuo ipotecario regolare (privilegiato) da 800 euro al mese con capitale residuo di 90.000 euro e prestiti personali (chirografari) con rate da 900 euro al mese. La valutazione preliminare confronta entrate, uscite e patrimonio e distingue i debiti privilegiati da quelli chirografari prima di stabilire la convenienza della procedura.

Cosa fare se non ci sono soldi per pagare i debiti

Senza liquidità la scelta dipende dal tipo di creditore: le cartelle si rateizzano, con le banche si chiede la sospensione dei pagamenti per alcuni mesi o un accordo, e in assenza di qualsiasi capacità di pagamento si accede al sovraindebitamento come incapiente. In ogni caso il passo iniziale resta il censimento dei debiti e del budget.

Come pagare i debiti se non si hanno soldi?

Si rateizzano le cartelle, fino a 72 rate o fino a 120 con difficoltà dimostrata, e si propone alle banche una sospensione temporanea delle rate. Se il reddito non lascia margine nemmeno per questo, l’OCC valuta la procedura con cancellazione totale per l’incapiente.

Cosa fare se si hanno troppi debiti?

Si elenca ogni posizione, si separano debiti fiscali e privati e si associa a ciascun gruppo lo strumento adatto: rateizzazione, saldo e stralcio, consolidamento o sovraindebitamento. La valutazione preliminare di entrate, uscite e patrimonio indica se la procedura è conveniente.

Come essere aiutati quando i debiti sono troppi?

Il supporto istituzionale è l’OCC, che assiste nelle procedure di sovraindebitamento insieme a un legale esperto. Banca d’Italia pubblica informazioni sul tema. Prestiti da conoscenti o intermediari non qualificati non rientrano tra gli aiuti affidabili.

Dopo quante rate non pagate scatta il pignoramento?

Non esiste un numero di rate valido per ogni debito, perché la tempistica dipende dal creditore e dall’atto. Per le cartelle, il mancato pagamento nei termini o la mancata istanza tempestiva di rateizzazione o sospensione avvia le procedure cautelari ed esecutive. Per i debiti privati il passaggio tipico è il decreto ingiuntivo. Il metodo per conoscere i tempi è leggere il contratto e gli atti notificati.

Chi ha già un piano di rateizzazione deve rispettarne le scadenze, perché la sua decadenza riapre la riscossione sull’intero importo.

Gli errori da evitare quando non si riesce a pagare

Gli errori più gravi sono contrarre nuovi debiti per coprire quelli in scadenza e ignorare le notifiche dei creditori. Entrambi aumentano interessi, rata e rischio di azioni esecutive, riducendo i margini di trattativa.

Nuovi prestiti e cessioni del quinto

Chiedere un nuovo finanziamento o una cessione del quinto per pagare altri debiti, quando la posizione è già al limite, aggrava la spirale degli interessi e rende insostenibile la rata. Sono pratiche frequentemente proposte da broker a chi è già indebitato, e vanno distinte dal consolidamento, che sostituisce i debiti esistenti.

Ignorare notifiche e solleciti

Non rispondere a solleciti e notifiche accelera decreti ingiuntivi, pignoramenti e azioni legali. I termini decorrono dalla notifica: la sospensione legale di una cartella si chiede entro 60 giorni e la rateizzazione deve essere richiesta prima che parta la riscossione. Un atteggiamento collaborativo e tempestivo offre margini di trattativa migliori.

Prestiti da privati non qualificati

Ricorrere a conoscenti o a persone non qualificate espone a condizioni onerose e a pressioni, perché chi presta mira a un tornaconto. Un aiuto da familiari stretti può essere una risorsa, ma va regolato in modo chiaro, trattandosi sempre di denaro.

Conseguenze del mancato pagamento

Il mancato pagamento comporta recupero crediti, segnalazione CRIF, decreto ingiuntivo e, per le cartelle, interessi di mora giornalieri e procedure cautelari o esecutive.

Domande frequenti

Come pagare i debiti se non si hanno soldi?

Senza liquidità si agisce per tipo di debito: le cartelle esattoriali si rateizzano, con le banche si chiede la sospensione dei pagamenti o un accordo, e se la capacità di pagamento è nulla il sovraindebitamento consente l’accesso come incapiente, con possibile cancellazione totale dei debiti tramite OCC.

Cosa fare se si hanno troppi debiti?

Il primo passo è elencare ogni creditore con importo residuo, tasso e rata, separando i debiti fiscali da quelli bancari. Poi si sceglie lo strumento: rateizzazione per le cartelle, saldo e stralcio o consolidamento per i debiti privati, sovraindebitamento quando nessun pagamento regolare è sostenibile.

Come faccio a pagare tutti i miei debiti?

Con più debiti si calcola il budget mensile, cioè reddito netto meno spese essenziali, e lo si destina a un ordine di rimborso. Il metodo della valanga estingue per primo il tasso più alto ed è il più economico; quello della palla di neve parte dall’importo minore.

Dopo quante rate non pagate scatta il pignoramento?

Non esiste un numero di rate valido per ogni debito: dipende dal creditore e dall’atto. Per le cartelle, il mancato pagamento o la mancata istanza tempestiva di rateizzazione o sospensione apre le procedure cautelari ed esecutive; per i debiti privati il passaggio tipico è il decreto ingiuntivo.

Quando decadono i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

La prescrizione o la decadenza, se maturate prima che il ruolo diventi esecutivo, consentono di chiedere la sospensione legale della riscossione entro 60 giorni dalla notifica della cartella. I termini concreti variano per tributo ed ente creditore e si verificano con l’ente indicato nella cartella.

Quanto costa un avvocato per il sovraindebitamento?

Il costo non ha un importo fisso: dipende dalla complessità della pratica e dall’assistenza richiesta nelle tre fasi, valutazione iniziale, costruzione del piano e assistenza in tribunale. Una valutazione preliminare di entrate, uscite e patrimonio permette di ottenere un preventivo e di misurare costi e benefici.

Come azzerare i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

Il debito fiscale si cancella con l’annullamento ottenuto da un ricorso tributario, se la cartella è illegittima, o con una procedura di sovraindebitamento e l’esdebitazione; per l’incapiente la cancellazione può essere totale. La rateizzazione dilaziona fino a 72 o 120 rate, senza ridurre l’importo.


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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri