Legge sovraindebitamento 2019 e 2020 cosa cambia

Cosa dice il testo della Legge sovraindebitamento 2019 

La Legge sul sovraindebitamento, meglio nota come Legge anti suicidi, è stata riformata ; la vecchia Legge n3 del 2012, infatti, il 14 febbraio 2019 è stata inserita nel nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, apportando alcuni sostanziali cambiamenti pur mantenendone immutate struttura e finalità. 

La Legge sul sovraindebitamento nasce come procedura di composizione della crisi per consentire alle famiglie e a piccole imprese non fallibili, in avanzato stato di sofferenza economica (sovraindebitate) la possibilità di liberarsi della posizione debitoria cui vertono, rientrando di quanto dovuto in forma ridotta ; la procedura prevede la presentazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, assicurando nel contempo al creditore il pagamento del debito, seppur parziale, basandosi su un piano omologato dal Tribunale a mezzo di taglio del debito e dilazione del pagamento. 

Una delle novità previste dalla nuova Legge sul sovraindebitamento prevede una procedura attraverso la quale sarà possibile cancellare i debiti senza il pagamento dei creditori ; chiamata “esdebitazione a zero incassi”, questa procedura è stata inserita per coloro che non possono far fronte ai pagamenti nemmeno in parte, ossia coloro che dimostrano di essere di fatto nullatenenti. Una novità per tutti coloro che, fino ad oggi, pur essendo in situazioni di sovraindebitamento non hanno potuto usufruire della Legge 3/2012 in quanto privi di redditi o beni intestati da utilizzare nella transazione per pagare i creditori

Legge sovraindebitamento : cosa cambia nel 2020 

Il Codice della Crisi d’Impresa e dell‘Insolvenza, decreto legislativo del 12 gennaio 2019, n. 14, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 S.O. n. 6, entrerà in vigore nell’agosto del 2020, decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione in G.U, come previsto dall’art. 389 d.lgs. 14/2019. 

Tra le parti del decreto che rimangono invariate troviamo le tre procedure per ottenere l’esdebitazione, anche se con nomi differenti : 

  • Piano del consumatore” diventa “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore” ; 
  • “Accordo con i creditori” diventa “Concordato minore” ; 
  • Liquidazione del patrimonio” diventa “Liquidazione controllata”. 

Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore è riferito a chi ha debiti di natura privata, anche verso l’Agente della riscossione esattoriale, ossia non concernenti l’attività d’impresa, e prevede : 

  • Presentazione in tribunale del programma di pagamento da parte dell’O.C.C. o del professionista designato ; 
  • Autorizzazione del Giudice ; 
  • Assenza del parere dei creditori. 

Il concordato minore è riservato, invece, a chi ha contratto debiti derivanti da attività d’impresa, professionale o lavorativa ; il procedimento è uguale al precedente eccetto che per il terzo punto, in quanto si dovrà ottenere il consenso dei creditori che costituiscono il 60% dei crediti complessivi. 

La liquidazione controllata è un’alternativa alla proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento ; qui sarà lo stesso debitore, tramite l’ausilio dell’O.C.C. o del professionista a richiedere il pagamento del debito tramite l’integrale liquidazione del proprio patrimonio. 

Per quanto riguarda la cancellazione dei debiti, la normativa dispone quanto segue: 

«Il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’Occ, può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che indichi in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento. La proposta ha contenuto libero e può prevedere il soddisfacimento, anche parziale, dei crediti in qualsiasi forma». 

Mentre viene meno il pagamento totale dei crediti con privilegio, pegni o ipoteche : 

«E’ possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possano essere soddisfatti non integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti oggetto della causa di prelazione, come attestato dall’OCC». 

Sovraindebitamento 2019 con Equitalia 

Il tribunale di Busto Arsizio, con sentenza del 15 settembre 2014, è stato il primo in Italia ad applicare la nuova Legge sul sovraindebitamento riguardante Equitalia, emettendo una sentenza a favore del cittadino sul quale gravava una cartella di Equitalia di più di 80.000euro. Tale cartella è stata ritenuta dal Giudice troppo alta rispetto le possibilità del cittadino e, tenuto conto della reale disponibilità del debitore, ha deciso di ridurre di circa l’87% il debito, portandolo dagli 87mila iniziali a 11mila. Sicuramente questo non rimarrà certo un caso isolato, anzi, costituisce un precedente che farà da apripista per migliaia di casi. 

In caso di piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il raccordo tra sovraindebitamento e Equitalia è semplice, in quanto il debitore può utilizzare sia lo strumento della rottamazione-ter per riduzione e rateizzazione il proprio debito con Equitalia, sia il cd. “saldo e stralcio” di buona parte dei debiti fiscali e previdenziali, se l’ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) non supera i 20mila Euro. 

E’ inoltre possibile l’estinzione dei debiti in forma agevolata, pagando una percentuale ridotta a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, senza corrispondere sanzioni e interessi di mora. 

In base al proprio ISEE la quota viene calcolata come segue : 

  • ISEE fino a 8.500 Euro : 16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo 
  • ISEE da 8.500,01 a 12.500 Euro : 20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo 

ISEE da 12.500,01 a 20.000 Euro : 35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo 

Legge 3/2012 aggiornata 2019 PDF 

Ulteriori novità contenute nella riforma della Legge 3/2012, di cui potrete trovare il testo integrale in PDF sulla Gazzetta Ufficiale, consistono nell’estensione della procedura di sovraindebitamento non solo ai debiti privati ma anche a quelli dei soci illimitatamente responsabili per debiti estranei a quelli sociali e nel dare la possibilità ai membri di una stessa famiglia di presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento, ovvero di richiedere l’applicazione di un’unica procedura. 

Il nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, inoltre, sostituisce anche la vecchia Legge fallimentare e la parola “fallimento” viene sostituita con l’espressione «liquidazione giudiziale», in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che storicamente si accompagna alla parola «fallito». 

Online potete trovare diverse versioni del Codice della Crisi e dell’Insolvenza in PDF, ma molte sono relative alle varie bozze messe in rete prima dell’approvazione definitiva, e contengono disposizioni in seguito non inserite nel testo definitivo o modificate in fase finale. 

E’ importante sapere che: 

  • Il Codice è stato emanato in attuazione della legge 155 del 2017 
  • Per la maggior parte delle norme previste, il Codice andrà in vigore il 16 agosto 2020 
  • Il Codice riforma e disciplina in maniera organica tutto il settore concorsuale, sostituendosi alle precedenti riforme sia in termini di procedure fallimentari che di sovraindebitamento 

Legge 3/2012 aggiornata 2019 testo 

La Legge sul sovraindebitamento, dalla 3/2012 a tutte le successive modifiche, è la soluzione equa e concreta per privati, piccoli imprenditori, liberi professionisti e tutti i soggetti “non fallibili”che hanno la possibilità di pagare i loro debiti in base alle proprie risorse e la volontà ripulire il proprio nome tornando ad una vita serena senza l’assillo di operatori del recupero crediti, ufficiali giudiziari e quanto di peggio possa togliere il sonno. 

Nel testo della Legge 3/2012 relativa al sovraindebitamento, viene chiarita meglio la definizione del termine “non fallibile” che spesso ricorre nella normativa in riferimento alle persone che ne possono usufruire ; la definizione è data dal fatto che non possono fare ricorso alla legge fallimentare, applicabile solo a società commerciali (spa, srl). 

I soggetti non fallibili sono: 

  • Lavoratori autonomi o liberi professionisti, incluse le associazioni professionali e le società semplici ; 
  • Imprenditori agricoli ; 
  • Enti non commerciali (associazioni di volontariato, Onlus, associazioni sportive o non governative ; 
  • Le persone fisiche ; 
  • Gli eredi di un imprenditore defunto ; 
  • Le start-up innovative ; 
  • Gli enti pubblici. 

Inoltre rientrano tra i soggetti “non fallibili” i relativi soci nel caso di società di persone e le imprese commerciali “sotto soglia”, quindi di piccole dimensioni, non rientranti tra i parametri indicati dalla legge fallimentare. Per sotto soglia si intende : 

  • Attivo patrimoniale annuo non superiore a 300 mila euro (nei tre anni che precedono la presentazione della domanda) ; 
  • Ricavi lordi per un ammontare annuo non superiore a 200 mila euro (nei tre anni che precedono la presentazione della domanda) ; 
  • debiti per un ammontare non superiore o pari a 500 mila euro. 

Legge sovraindebitamento : i forum 

Ognuno di noi può condividere le proprie esperienze on line rendendole di pubblico dominio al fine di dare o ricevere suggerimenti di ogni genere ; il web sharing rappresenta un modo per realizzarci come individui, dando sfogo a quella parte dell’essere umano che ha bisogno di socializzare e sentirsi parte di un gruppo. 

Esistono svariati forum riguardo la Legge sul sovraindebitamento e argomenti affini all’interno dei quali è possibile trovare domande di utenti relative alla propria situazione con Equitalia, banche e finanziarie, suggerimenti e consigli su come comportarsi in una determinata situazione quando si ha a che fare con società di recupero crediti, pignoramenti e quant’altro. Se da una parte constatare che esistono milioni di persone sommerse dai debiti come voi vi fa sentire meno soli, è bene precisare che per ogni singola situazione di sovraindebitameno esiste una strada personale da percorrere e, come in tutte le problematiche, non si può generalizzare dando una soluzione valida per tutti. 

Il nostro parere, pertanto, è che va bene leggere ed informarsi, ma la strada giusta da percorrere potrà indicarvela solo un professionista, dopo aver analizzato accuratamente la vostra situazione personale. 

Come uscire dai debiti con la procedura di sovraindebitamento 

Nel 2018 la percentuale delle famiglie italiane in stato di sovraindebitamento ha raggiunto la percentuale del 10% : ogni dieci famiglie almeno una lotta quotidianamente con debiti che non riuscirà mai a pagare. Stiamo parlando di 2 milioni e mezzo di famiglie, 7 milioni di persone. Solo nel 2018 sono andati all’asta più di 245.000 immobili. 

Per poter usufruire della Legge sul sovraindebitamento è necessario seguire un iter ben preciso : 

  • Rivolgersi all’O.C.C. o ad un professionista competente in materia che valuterà la vostra posizione e il rientro nei criteri di fattibilità, in primis l’effettiva situazione di sovraindebitamento
  • Una volta stabilito il possesso dei requisiti, fornire tutta la documentazione necessaria ai fini della stesura del piano da sottoporre al Tribunale ; 
  • Non commettere alcuna azione negativa od omissione riguardo la documentazione prodotta e il patrimonio esistente : pena l’esclusione dalla procedura e conseguenti azioni da parte del Tribunale 

A questo punto il Giudice avrà 120 giorni per determinare la fattibilità del piano proposto, a seguito della quale, in caso di omologazione della pratica, inizierete il vostro percorso per riabilitare il vostro nome, rientrando del debito contratto, e avendo nuovamente accesso al credito con una posizione positiva nella società. 

Sovraindebitamento sentenze 2019 

Ad oggi sono numerose le sentenze a favore dei debitori che si sono rivolti al Tribunale per chiedere l’applicazione della Legge sul sovraindebitamento ; tra quelle che hanno avuto maggiore risonanza ricordiamo la prima applicazione, avvenuta a Parma, con la riduzione di un debito da 240mila a 160mila euro e come creditori l’INPS e ben 4 finanziarie ; ciò che ha lasciato sbalorditi, dando al tempo stesso una speranza a chiunque si ritrovi nelle stessa difficile situazione, è il lasso di tempo consentito all’uomo per rientrare del debito : 30 anni. 

L’88% della somma, secondo il giudice, dovrà andare all’INPS, essendo questi il principale creditore mentre la rimanenza andrà alle finanziarie che hanno concesso i prestiti per l’acquisto della casa. 

2 Comments

  1. Fabio Braggion
    • Debito Bancario

Leave a Reply