Gli atti di disposizione del patrimonio sono identificati come tutte le disposizioni che modificano in modo significativo il patrimonio del debitore.

Con modifica del patrimonio del debitore si intende sia una diminuzione che un aumento, purché la modifica sia considerata significativa ed esuli dall’ordinaria amministrazione.

Atti di disposizione del patrimonio, quali sono

Gli atti di disposizione del patrimonio sono:

  1. la vendita o la donazione di immobili;
  2. la vendita o la donazione di quote societarie;
  3. la vendita o la donazione di beni mobili di alto valore;
  4. l’accettazione o la rinuncia di un’eredità;
  5. la costituzione di trust;
  6. la costituzione di fondi patrimoniali;
  7. la costituzione di garanzie (come ipoteche o pegni).

Cos’è il patrimonio in diritto

Per capire se un determinato atto può essere considerato un atto di disposizione del patrimonio, è utile conoscere cosa si intende per “patrimonio” in diritto.

Secondo le norme giuridiche, con patrimonio si intendono tutti i rapporti attivi e passivi (compresi crediti e debiti) che:

  • possono avere una valutazione economica;
  • fanno capo a un determinato soggetto.

Il patrimonio (con attivi e passivi) può essere preso a garanzia da eventuali creditori dell’individuo.

Atti di disposizione del patrimonio: quali beni non possono essere conferiti nel fondo patrimoniale

Alcuni tipi di beni, in possesso del soggetto a cui è intestato l’atto di disposizione del patrimonio, non possono essere conferiti nel fondo patrimoniale, che può rendere i beni impignorabili ed evitare il recupero crediti.

Questi beni sono:

  1. i beni mobili non registrati (come il mobilio di una casa o oggetti e gioielli di valore);
  2. i beni che fanno parte di un altro fondo patrimoniale.

Al di fuori di queste categorie di beni che non possono far parte del fondo patrimoniale, tutti gli altri beni (come beni immobili, mobili registrati o titoli di credito) e i diritti che gli intestatari hanno su di essi possono entrare nel fondo.