Nel presente articolo rispondo a cosa siano gli interessi usurari, quale sia la disciplina vigente in Italia aggiornata al 2025 e quali siano le conseguenze pratiche per istituti di credito e soggetti privati. In primo luogo definisco il concetto di usura bancaria e interesse usurario, quindi esamino la normativa principale (legge n. 108/1996, art. 644 c.p., d.lgs. 70/2011) e il calcolo delle soglie (TEGM e tassi soglia). Proseguo poi illustrando le procedure applicabili, i limiti, le casistiche tipiche (aperture di credito, prestiti personali, cessione del quinto) e le sanzioni civili e penali che ne derivano. Infine analizzo esempi pratici e criteri operativi di tutela per i consumatori.

Che cosa sono gli interessi usurari

Gli interessi usurari si configurano quando il tasso di interesse, unitamente agli oneri accessori, supera un limite di legge stabilito per la tipologia di operazione creditizia. Tale limite è definito come tasso soglia ai sensi della legge n. 108/1996, art. 2, e dell’art. 644, comma 3, del codice penale. Il criterio oggettivo dell’usura presunta richiede che il tasso applicato superi la soglia legale. La disciplina esclude la necessità di provare lo stato di bisogno del debitore, rendendo rilevante il superamento del limite soglia. Il prossimo paragrafo evidenzierà i parametri tecnici di calcolo e la normativa attuale.

Normativa vigente in Italia per gli interessi usurari

La normativa italiana in materia di usura comprende anzitutto la legge 7 marzo 1996, n. 108, che ha introdotto la rilevazione del TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) da parte del Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), ai fini del calcolo delle soglie. L’art. 2 della legge stabilisce che il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari si ottiene a partire dal tasso medio rilevato, aumentandolo di un quarto e aggiungendo un margine di 4 punti percentuali, senza che la differenza tra tasso medio e tasso soglia superi gli 8 punti. La disciplina si integra con l’art. 644 c.p., che punisce penalmente chi applica o richiede interessi eccedenti il tasso soglia. Con il decreto‑legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, è stata modificata la metodologia di calcolo. A titolo di riferimento, per il trimestre luglio‑settembre 2025 il MEF ha pubblicato i nuovi tassi soglia usura mediante decreto prot. 29322/2025.

La rilevazione del TEGM da parte della Banca d’Italia è effettuata periodicamente e costituisce la base del calcolo della soglia. Per esempio la comunicazione del 30 giugno 2025 specifica che i valori medi rilevati nel primo trimestre 2025 costituiscono la base per i tassi soglia del terzo trimestre 2025.

Nel paragrafo seguente illustro la modalità di calcolo del tasso soglia e le tabelle applicative per le categorie di operazioni creditizie.

Meccanismo di calcolo delle soglie e categorie di operazioni

Il calcolo del tasso soglia per l’usura prevede i seguenti passaggi tecnici: (1) rilevazione del TEGM per ciascuna categoria di operazione creditizia; (2) aumento del tasso medio del 25 %; (3) aggiunta di un margine di 4 punti percentuali; (4) verifica che la differenza tra tasso soglia e tasso medio non superi 8 punti. Le soglie variano in funzione della categoria dell’operazione (aper­ture di credito in conto corrente, prestiti personali, cessione del quinto, mutui ipotecari, leasing, factoring). Per esempio, per il trimestre ottobre‑dicembre 2025 la soglia per i prestiti contro cessione del quinto varia da 15,49 % a 20,71 % in base all’importo, mentre per il credito revolving si attesta al 23,40 %.

Tabella sintetica delle soglie per alcune categorie (ottobre–dicembre 2025):

Soglie usura IV trimestre 2025 (dati Banca d’Italia)
Categoria operazione Classe importo Soglia usura %
Apertura di credito in conto corrente fino a 5.000 € 16,95 %
Apertura di credito in conto corrente oltre 5.000 € 15,05 %
Scoperto senza affidamento fino a 1.500 € 23,49 %
Scoperto senza affidamento oltre 1.500 € 23,43 %
Credito personale 17,88 %
Credito finalizzato 17,48 %
Credito revolving 23,40 %
Mutuo ipotecario tasso fisso 8,48 %
Mutuo ipotecario tasso variabile 9,28 %
Leasing immobiliare tasso fisso 11,08 %
Leasing immobiliare tasso variabile 10,93 %
Prestiti con cessione del quinto in base all’importo 15,49 % – 20,71 %
Leasing strumentale fino a 15,95 %
Factoring 9,75 % – 12,01 %

La conoscenza di queste soglie è fondamentale per chi stipula un contratto di credito, poiché se il tasso applicato eccede la soglia, la clausola è nulla e possono scattare sanzioni civili e penali. Successivamente affronto le conseguenze pratiche per banche e consumatori.

Conseguenze civili e penali per l’applicazione di interessi usurari

In caso di applicazione di tasso eccedente la soglia, il contratto è affetto da nullità ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., che prevede che la clausola che prevede interessi usurari è nulla e non sono dovuti interessi oltre il tasso legale. Inoltre, l’art. 644 c.p. prevede la reclusione da cinque a dodici anni e multa da oltre 10.329 € per chi sfrutta lo stato di bisogno del contraente richiedendo interessi usurari. Sul piano prudenziale, il Banca d’Italia e la Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato possono sanzionare le banche o gli intermediari che violano le soglie pubblicandole nei propri locali come previsto dalla legge. Gli utenti possono agire in sede civile per ottenere la restituzione degli interessi pagati in eccedenza. Nel paragrafo che segue propongo alcune casistiche pratiche tipiche per il consumatore.

Casistiche pratiche e strumenti di tutela per il consumatore

Tra le casistiche tipiche rientrano: prestiti personali, finanziamenti autoveicolo, apertura di credito in conto corrente, scoperto senza affidamento e cessione del quinto. In ciascuno di questi casi il consumatore deve verificare la soglia applicabile e confrontarla con il TAEG del contratto. Se il TAEG supera la soglia, si configura l’interesse usurario. Il debitore può chiedere l’intervento del proprio legale e presentare opposizione o impugnazione del contratto. Una buona pratica consiste nel conservare il contratto di finanziamento, richiedere copia dell’estratto conto e della rilevazione del TEGM per il periodo applicativo. Inoltre si può segnalare la pratica all’Autorità Garante del Mercato e agire in via penale qualora vi siano i requisiti dello sfruttamento dello stato di bisogno.

Infine è opportuno che il debitore segnali la violazione alla banca e contesti l’applicazione del tasso, chiedendo la restituzione delle somme versate oltre il limite. Opposizione e azione da parte del consumatore devono avvenire nei termini di legge.