Strumenti di pagamento

Strumenti di pagamento: quali sono

Tra gli strumenti di pagamento, oltre alla moneta sono promossi e costantemente incrementati numerosi mezzi di pagamento alternativi, molti dei quali si appoggiano alle tecnologie informatiche e consentono di modernizzare e velocizzare non solo le abitudini dei cittadini, ma anche delle imprese e della Pubblica Amministrazione, snellendone il lavoro e sostenendo così la crescita economica.

Gli strumenti di pagamento sono il mezzo per trasferire denaro da un soggetto ad un altro. Solitamente si distingue il contante da altri strumenti, quali assegni, bonifici, addebiti diretti, carte di credito e moneta elettronica; inoltre, lo sviluppo di internet e delle tecnologie informatiche permette di effettuare dei pagamenti anche il computer e il cellulare (e-payments e m-payments). Ciò permette una maggiore flessibilità di utilizzo, minori costi e anche una sicurezza maggiore.

Contante

Il denaro contante, che consiste in banconote e monete, consente un passaggio immediato di fondi da un soggetto ad un altro, e in più è immediatamente riutilizzabile. I contanti vengono utilizzati per transazioni face to face, cioè tra soggetti fisicamente presenti e per un importo monetario contenuto, garantendo l’anonimato della transazione.

In Italia la moneta legale è l’Euro, introdotto il 1° gennaio 1999 ed entrato ufficialmente in circolazione il 1° gennaio 2002, sostituendo la Lira. L’Euro in Italia può essere utilizzato per tutti i pagamenti, ma quelli tra privati non devono essere di importo superiore a 1000 euro: in tal caso la transazione deve essere effettuata con strumenti di pagamento alternativi ai contanti (cfr. art. 18 del D.L. n. 124/2019). Per il servizio di rimessa di denaro di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), numero 6), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, il limite è di 1000 euro.

Assegno

L’assegno è un titolo di credito cartaceo esistente in due tipologie: l’assegno bancario e l’assegno cartaceo.

L’assegno bancario (e a questo assimilato anche l’assegno postale) presenta l’ordine scritto di pugno del correntista nei confronti della sua banca di pagare a un soggetto terzo o a se stesso una determinata somma di denaro. Gli assegno bancari e postali sono titoli i cui moduli sono rilasciati rispettivamente dalle banche e da Poste Italiane S.p.A., ed entrambi riportano la clausola di non trasferibilità, sempre necessaria nel caso di importi superiori a 1000 euro.

L’assegno viene pagato al momento della sua esibizione dalla banca del cliente che lo ha emesso. Per evitare un uso fraudolento o comunque non corretto la banca deve utilizzare ogni forma di cautela, che include accertamenti come l’identificazione del presentatore del titolo e simili.

L’assegno circolare viene emesso da una banca nel caso di somme di denaro disponibili nella stessa banca al momento dell’emissione. L’assegno circolare emesso dalla Banca d’Italia viene detto anche vaglia cambiario.

Bonifico

Il bonifico è una disposizione data da un soggetto di trasferire un importo sul conto di un altro soggetto, con addebito sul conto corrente del primo. Per i bonifici in Euro dal 1° agosto 2014 si utilizza lo standard del bonifico europeo (SEPA credit transfer – SCT), per effettuare il quale basta fornire il codice IBAN del beneficiario. Il tempo di esecuzione di un bonifico è di un giorno lavorativo dopo il giorno di accettazione della disposizione da parte della banca, con proroga di un giorno per i bonifici disposti con mandato cartaceo.

 

Addebito diretto

L’addebito diretto è un ordine dato da un soggetto creditore per trasferire un importo sul proprio conto bancario, addebitando direttamente il conto del debitore. Questo strumento di pagamento viene solitamente usato per pagamenti ricorrenti e a scadenza predeterminata, come nel caso delle utenze. In questi casi il debitore autorizza in maniera preventiva l’addebito sul proprio conto bancario attraverso la firma di un contratto presso l’impresa fornitrice o anche presso la propria banca.

Anche gli addebiti diretti in Euro vengono dal 1° agosto 2014 nel formato europeo SEPA direct debit – SDD, disponendo unicamente del codice IBAN del pagatore.

Il debitore ha la facoltà di fornire al suo intermediario eventuali creditori indesiderati per creare una black list o graditi, per creare una white list, di fissare una soglia massima per gli importi autorizzati e di bloccare gli addebiti diretti sul suo conto.

Carte di pagamento

Le carte di pagamento sono delle vere e proprie tessere fornite di microchip e/o di una banda magnetica ed emesse da intermediari autorizzati. Le carte di pagamento consentono di prelevare denaro contante da sportelli automatici (ATM) e di effettuare dei pagamenti presso esercenti (tramite il POS – Point of Sale), digitando un codice PIN personale e firmando la ricevuta di pagamento. Il PIN può non essere necessario per transazioni di importo contenuto, e se la carta è munita di NF – Near Field Communication, il pagamento può essere effettuato semplicemente avvicinando la carta al POS con modalità contactless. Le carte di pagamento sono utilizzate anche per effettuare delle transazioni online e si distinguono in carte di credito, di debito e prepagate.

Carta di credito

La carta di credito è emessa da una banca o un altro intermediario finanziario previo la stipula di un contratto.

Consente acquisti presso esercenti abilitati e prelievi di contante presso gli sportelli ATM; a quest’ultima operazione può essere aggiunto il pagamento di una commissione o di un interesse.

Gli importi spesi vengono pagati dal titolare della carta non al momento dell’utilizzo ma in un momento successivo, che ricorre a cadenza mensile, in un’unica soluzione o anche a rate. Le carte di credito possono essere utilizzate anche per addebiti diretti.

Carta di debito

La carta di debito è rilasciata da una banca o da un altro intermediario finanziario presso il quale si possiede un conto. Questa tipologia di carta può essere utilizzata per acquisti presso esercenti abilitati e prelievi presso gli sportelli ATM, ma sono previsti limiti mensili per acquisti e limiti mensili e giornalieri per i prelievi di contante.

Le carte di debito differiscono dalle carte di credito perché presuppongono la presenza dei fondi su di esse, in quanto gli importi per ogni transazione vengono indebitate di volta in volta sul conto del titolare. Con questa tipologia di carte si possono anche pagare bollette, effettuare ricariche telefoniche o accedere ad altri servizi presso gli sportelli ATM.

Carta prepagata

La carta prepagata è rilasciata da una banca o da un altro intermediario finanziario e consente di effettuare transazioni attraverso una somma di denaro pre-depositata dal titolare presso l’ente, che può essere Banca, Poste Italiane o Imel.

Per poter avere una carta prepagata non è necessario disporre di un conto corrente e tale carta può essere ricaricabile o anche non ricaricabile: ogni pagamento riduce di volta in volta la somma depositata sulla carta, e se questa è ricaricabile la somma di denaro può esservi riversata.

La carta ricaricabile può essere munita di codice IBAN, e in questo caso vi si possono versare delle somme tramite accrediti ed effettuare pagamenti al pari di un conto attraverso bonifici o addebiti diretti.

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