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Sollecito recupero crediti

Sollecitare un inadempiente per un credito insoluto è uno dei flussi di lavoro delle società di recupero crediti. Se hai contratto un debito che non sei riuscito a saldare alla data di scadenza prestabilita, chi intende recuperare il suo credito può sollecitare il tuo pagamento agendo in prima persona, rivolgendosi a un legale oppure facendo affidamento a società specializzate.

Dunque sollecitare al fine di recuperare un credito è esortare un debitore a adempiere alla restituzione del credito. Sollecitare un debitore a volte si trasforma in un invito con insistenza a compiere un pagamento perchè non si tiene conto che la situazione economica dello stesso potrebbe essere mutata.

Sollecitare il pagamento di un credito è una fase ordinaria dell’attività di recupero crediti. Il sollecito è una comunicazione formale con cui il creditore invita il debitore ad adempiere al pagamento dovuto.

Un creditore può sollecitare il pagamento agendo personalmente, tramite un avvocato o affidandosi a una società specializzata in recupero crediti. Sollecitare un debitore consiste nell’invitarlo ad adempiere a un’obbligazione rimasta insoluta. Il sollecito è una modalità legittima di esigere il pagamento di un debito scaduto.

Il sollecito di pagamento è uno strumento legale attraverso il quale il creditore esercita il proprio diritto a ottenere il pagamento del credito. In caso di inadempimento, il creditore ha facoltà di avviare procedure di sollecito secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Leggi anche: Società di recupero crediti: cosa sono, come funzionano e come difendersi

Strumenti di sollecito utilizzati nel recupero crediti

I principali strumenti di sollecito includono la telefonata, la comunicazione scritta e la visita domiciliare di un incaricato. Il sollecito telefonico è una forma informale ma diffusa nel recupero crediti. Il sollecito per posta consente di documentare la comunicazione tra creditore e debitore.

La visita domiciliare da parte di un incaricato è prevista solo nei limiti della normativa vigente e non può configurare un’azione coercitiva. Le banche e gli istituti finanziari possono avvalersi sia di strumenti diretti sia di agenzie esterne per il recupero del credito. Le banche oltre a sollecitare in via diretta o attraverso una società di recupero crediti scelgono diverse strade per sollecitare il rientro da un insoluto, ovvero:

  1. Con un sollecito telefonico
  2. Un sollecito per posta
  3. Con la visita di un incaricato presso il domicilio dell’inadempiente

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La normativa in materia di sollecito recupero crediti

In termini di normativa, nel sollecito recupero crediti, il primo step è in genere quello della costituzione in mora: il creditore scrive al debitore, ricordandogli di saldare il debito contratto. Se la data di scadenza viene oltrepassata, tra gli effetti a cui il debitore va incontro si distinguono l’avvio della decorrenza degli interessi di mora, l’obbligo di risarcimento del danno e l’interruzione dei termini di prescrizione del credito.

Tra le ulteriori casistiche di sollecito recupero crediti, meritano menzione:

1. il ricorso alle vie legali, pur partendo dall’idea di fondo che l’iter giudiziario in Italia ha tempi piuttosto lunghi;
2. il recupero esecutivo immediato a fronte della naturale scadenza di cambiali e di assegni non ancora riscossi. Si attivano procedure ad hoc che possono prevedere addirittura la vendita forzata e il pignoramento dei beni di chi ha contratto il debito;

La normativa italiana prevede che il primo passaggio formale per sollecitare il pagamento sia la costituzione in mora. La costituzione in mora si realizza attraverso una comunicazione scritta inviata dal creditore al debitore. Con la costituzione in mora decorrono gli interessi di mora.

La costituzione in mora può comportare l’interruzione della prescrizione del diritto di credito. Il debitore costituito in mora può essere tenuto anche al risarcimento dei danni derivanti dal ritardo nell’adempimento. Il sollecito è legittimo quando si fonda su un credito certo, liquido ed esigibile.

Lettera per il recupero crediti

Ai fini dell’ottenimento del recupero di un credito che è scaduto, un ruolo molto importante va attribuito alla scrittura di una lettera formale al debitore. Si tratta di un documento da cui vengono dedotte le varie informazioni inerenti al rapporto fra le parti, all’entità del debito insoluto e ai termini di pagamento pattuiti.

Il primo sollecito prevede in genere un tono cordiale, dove si mira a incassare il pagamento quanto prima, onde evitare complicazioni nei rapporti. Si rammenda che il saldo può avvenire mediante bonifico bancario su un determinato IBAN oppure tramite assegno bancario o circolare.

Il secondo tentativo, in genere, si caratterizza per toni inaspriti, visto che si ricorda che alla prima lettera di sollecito recupero crediti non ha sortito l’effetto sperato. Se anche in questo secondo caso non c’è risposta, allora si passa alla messa in mora, come previsto dalla legge.

Lettera di sollecito per il recupero crediti

La lettera di sollecito è uno strumento formale utilizzato per richiedere il pagamento di un debito. La lettera di sollecito deve contenere l’indicazione dell’importo dovuto, la natura del debito e i termini di pagamento pattuiti. Il primo sollecito scritto ha spesso tono cordiale e mira a ottenere il pagamento spontaneo.

Il secondo sollecito scritto può assumere toni più formali e incisivi, soprattutto in caso di mancata risposta al primo. Il mancato riscontro alla seconda comunicazione può determinare l’avvio della costituzione in mora. La lettera di sollecito rappresenta un documento giuridicamente rilevante in ambito di contenzioso.

Sollecito con Decreto ingiuntivo

In caso di credito certo ed esigibile, nella circostanza in cui i tentativi di sollecito si fossero rivelati infruttuosi, il creditore può rivolgersi a un giudice, richiedendo il decreto ingiuntivo. Di cosa si tratta? Sostanzialmente di un provvedimento, dove si invita il debitore a saldare il debito nel giro di 40 giorni dall’avvenuta notifica.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento giudiziario che ordina al debitore di adempiere entro 40 giorni dalla notifica. Il decreto ingiuntivo si richiede quando il credito è documentabile, certo, liquido ed esigibile. Il mancato pagamento dopo la notifica del decreto ingiuntivo può comportare l’avvio dell’esecuzione forzata.

Il debitore ha diritto di opporsi al decreto ingiuntivo entro il termine previsto dalla legge. In presenza di opposizione, il giudice valuterà la fondatezza delle ragioni delle parti. Il decreto ingiuntivo rappresenta una forma di tutela giurisdizionale del credito.

A fronte di mancata risposta, si passa all’esecuzione forzata: il debitore, va ricordato, che ha la possibilità di opporsi al decreto ingiuntivo. Con il contraddittorio si decide se il decreto ingiuntivo viene confermato o revocato.

Strumenti esecutivi nel recupero crediti

Il recupero esecutivo si applica quando il debitore non adempie nemmeno dopo il sollecito. La scadenza di cambiali o assegni non pagati può attivare l’immediato avvio delle procedure esecutive. Le procedure esecutive possono includere il pignoramento e la vendita forzata dei beni del debitore. Il recupero esecutivo richiede l’intervento dell’autorità giudiziaria. Il recupero giudiziale ha tempi lunghi ma garantisce una tutela efficace del diritto di credito.

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri