- Debiti commerciali: i punti fermi
- Che cosa sono i debiti commerciali?
- Caratteristiche principali dei debiti commerciali
- Natura contabile: passività corrente dello stato patrimoniale
- Origine operativa: differenza tra debiti commerciali e debiti finanziari
- Gestione della tesoreria: capitale circolante e tempi di pagamento
- Debiti commerciali in bilancio: come si registrano
- Interessi sui debiti commerciali: quando sono dovuti
- Se paghi entro la scadenza: nessun interesse, ma attenzione al prezzo
- Se paghi oltre la scadenza: interessi di mora
- Durata media e indice di rotazione dei debiti commerciali
- Crediti e debiti commerciali: le differenze
- Cosa comprendono i crediti commerciali?
- Qual è la scadenza per i crediti commerciali?
- Debiti commerciali in inglese: accounts payable
- Come funziona la compensazione tra crediti e debiti commerciali?
- Quali debiti non si possono compensare?
- Quando si prescrivono i debiti commerciali?
- Quali sono i debiti che decadono dopo 5 anni?
- Debiti commerciali nella Pubblica Amministrazione
- Termini di pagamento della PA: 30 o 60 giorni
- Stock di debito commerciale: componente fisiologica e componente scaduta
- Come funziona la Piattaforma dei Crediti Commerciali?
- Chi gestisce la piattaforma crediti commerciali PCC?
- Fondo di garanzia debiti commerciali (FGDC)
- Come gestire e difendersi dai debiti commerciali
- Se i debiti sono nei termini: governa il calendario dei pagamenti
- Se una fattura è scaduta: contatta il fornitore prima che agisca
- Se i debiti non sono più sostenibili: sovraindebitamento e crisi d’impresa
- Se sei tu il fornitore e la PA non paga: usa la PCC
- Errori frequenti e casi limite sui debiti commerciali
- Domande frequenti sui debiti commerciali
- Che cosa sono i debiti commerciali?
- Qual è la differenza tra debiti commerciali e debiti finanziari?
- I debiti commerciali producono interessi?
- Quando si prescrivono i debiti commerciali?
- Come funziona la compensazione tra crediti e debiti commerciali?
- Come funziona la Piattaforma dei Crediti Commerciali?
- Come si calcola la durata media dei debiti commerciali?
Debiti commerciali: i punti fermi
- Collocazione in bilancio: si iscrivono tra le passività correnti come debiti verso fornitori, perché vanno saldati entro l’esercizio o il ciclo operativo.
- Scadenza tipica: tra imprese la dilazione è concordata, di solito 30, 60 o 90 giorni. La PA deve pagare entro 30 giorni, con un massimo di 60 nei casi ammessi.
- Interessi: non ci sono interessi espliciti finché il pagamento avviene nei termini. Dopo la scadenza può scattare la disciplina sui ritardi di pagamento (D.Lgs. 231/2002).
- Prescrizione: in via ordinaria vale il termine decennale del Codice civile. Per i pagamenti periodici il termine è di cinque anni.
- Pubblica amministrazione: la Ragioneria Generale dello Stato monitora i debiti commerciali della PA tramite la Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC).
- Difesa: le leve sono quattro: verificare scadenze, prescrizione e compensazioni; rinegoziare i termini; liberare liquidità sui crediti; nei casi gravi, usare le procedure di composizione della crisi.
Che cosa sono i debiti commerciali?
Un debito commerciale è l’importo che l’impresa deve a un fornitore per una fornitura già consegnata o un servizio già reso, quando la fattura prevede il pagamento a una data successiva. La dilazione funziona come una linea di credito implicita del fornitore: l’impresa usa subito il bene e paga dopo, conservando liquidità nel frattempo.
Gli altri nomi in uso sono debiti verso fornitori, debiti di funzionamento e passività commerciali.
Due esempi tipici:
- un ristorante che riceve la merce alimentare con fattura a 60 giorni;
- un’impresa edile che paga a 90 giorni la progettazione affidata a uno studio esterno.
In entrambi i casi la prestazione è già avvenuta e il pagamento è solo rinviato.
Senso stretto e senso ampio. Nel linguaggio di bilancio, debiti commerciali sono solo quelli verso i fornitori di beni e servizi. Nel linguaggio comune, e in alcune guide divulgative, il termine viene esteso a tutte le passività che nascono dall’attività ordinaria, come stipendi da pagare o imposte. In contabilità queste voci restano separate: debiti verso dipendenti, debiti tributari, debiti verso istituti previdenziali. Quando si analizza un bilancio, o si negozia con un creditore, conviene usare il senso stretto.
Caratteristiche principali dei debiti commerciali
- Breve termine: si estinguono entro pochi giorni o pochi mesi, in base ai termini fissati in fattura o nel contratto.
- Origine operativa: nascono dagli acquisti legati alla gestione caratteristica, non dalla raccolta di denaro.
- Funzione di finanziamento: sostengono il ciclo di cassa quotidiano senza ricorrere subito a un prestito bancario.
- Nessun interesse esplicito nei termini: il costo della dilazione, se c’è, è incorporato nel prezzo della fornitura.
Natura contabile: passività corrente dello stato patrimoniale
I debiti commerciali si iscrivono nel passivo dello stato patrimoniale come debiti verso fornitori. Sono classificati tra le passività correnti perché l’impresa prevede di pagarli entro un anno, oppure entro il ciclo operativo se questo è più lungo. Concorrono così al calcolo del capitale circolante netto, cioè la differenza tra attività correnti e passività correnti.
Origine operativa: differenza tra debiti commerciali e debiti finanziari
Un debito commerciale dà accesso a beni o servizi. Un debito finanziario, invece, dà accesso a denaro e va restituito con l’aggiunta degli interessi. Da questa differenza dipende anche la gestione: il primo si governa negoziando con i fornitori, il secondo con la pianificazione dei rimborsi.
| Aspetto | Debiti commerciali | Debiti finanziari |
|---|---|---|
| Controparte | Fornitori di beni e servizi | Banche, altri finanziatori, sottoscrittori di obbligazioni |
| Cosa ottiene l’impresa | Forniture con pagamento differito | Liquidità |
| Interessi | Non espliciti se pagati nei termini; di mora in caso di ritardo | Sempre previsti, oltre al capitale |
| Orizzonte | Breve: giorni o mesi | Breve o lungo (finanziamenti a breve, mutui, capitale permanente) |
| Leva di gestione | Termini di pagamento, rapporto con il fornitore | Piano di ammortamento, tasso, garanzie |
Gestione della tesoreria: capitale circolante e tempi di pagamento
Ogni giorno di dilazione ottenuto dal fornitore è liquidità che resta in cassa. Per questo i debiti commerciali sono una forma di finanziamento commerciale passivo. Il loro peso si misura con la durata media dei pagamenti (DPO, Days Payable Outstanding), spiegata più avanti.
Allungare i pagamenti migliora la cassa solo entro i termini concordati. Oltre quella soglia il debito diventa scaduto, con costi e rischi per l’impresa.
Debiti commerciali in bilancio: come si registrano
Nella partita doppia il conto debiti verso fornitori è un conto di passività. Ha saldo normale in Avere, cresce a ogni acquisto a credito e diminuisce a ogni pagamento.
| Evento | Dare | Avere |
|---|---|---|
| Ricevimento della fattura del fornitore | Costo di acquisto (merci o servizi) e IVA a credito | Debiti verso fornitori |
| Pagamento della fattura | Debiti verso fornitori | Banca c/c |
| Nota di credito ricevuta dal fornitore | Debiti verso fornitori | Rettifica del costo e IVA a credito |
A fine esercizio, il saldo del conto è l’importo delle fatture ricevute e non ancora pagate. Questo saldo compare nel passivo corrente.
Interessi sui debiti commerciali: quando sono dovuti
Un debito commerciale pagato entro la scadenza non produce interessi espliciti. Diventa oneroso solo se il pagamento supera il termine concordato. I due casi vanno distinti.
Se paghi entro la scadenza: nessun interesse, ma attenzione al prezzo
Il fornitore non applica una percentuale di interesse. Può però aumentare il prezzo per i pagamenti dilazionati, oppure offrire uno sconto per chi paga in anticipo. Conviene confrontare il prezzo a 30, 60 o 90 giorni con quello per pagamento immediato: la differenza è il costo implicito della dilazione.
Se paghi oltre la scadenza: interessi di mora
Il ritardo nelle transazioni commerciali è regolato dalla direttiva 2011/7/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 192/2012, che ha modificato il D.Lgs. 231/2002. Questa disciplina consente al creditore di chiedere gli interessi moratori sulle somme pagate in ritardo. Il tasso applicabile si verifica nel contratto di fornitura e nelle comunicazioni ufficiali del periodo: va controllato caso per caso prima di accettare o contestare un conteggio.
Durata media e indice di rotazione dei debiti commerciali
La durata media dei debiti commerciali indica in quanti giorni l’impresa paga mediamente i fornitori. Si ricava dall’indice di rotazione, che conta quante volte il debito verso fornitori si rinnova nel periodo.
- Debiti commerciali medi
- (Debiti verso fornitori a inizio periodo + debiti verso fornitori a fine periodo) ÷ 2
- Indice di rotazione dei debiti commerciali
- Acquisti a credito del periodo ÷ debiti commerciali medi
- Durata media (DPO)
- 365 ÷ indice di rotazione, oppure (debiti commerciali medi ÷ acquisti a credito) × 365
Esempio illustrativo con cifre ipotetiche: acquisti a credito annui di 1.200.000 euro e debiti commerciali medi di 200.000 euro danno un indice di rotazione di 6. La durata media è quindi 365 ÷ 6, circa 61 giorni.
Come leggerlo. Un indice basso, cioè una durata alta, significa che l’impresa trattiene più a lungo la liquidità. Se però la durata media supera i termini concordati, l’impresa sta pagando in ritardo. Il dato va confrontato con la durata media degli incassi dai clienti: se l’impresa incassa più lentamente di quanto paga, il fabbisogno di cassa cresce.
Crediti e debiti commerciali: le differenze
Crediti e debiti commerciali sono la stessa operazione vista dai due lati. La fattura non pagata è un credito per chi vende e un debito per chi compra.
| Aspetto | Crediti commerciali (AR) | Debiti commerciali (AP) |
|---|---|---|
| Cosa sono | Somme dovute all’impresa dai clienti | Somme dovute dall’impresa ai fornitori |
| Flusso di cassa | In entrata | In uscita |
| Bilancio | Attività corrente | Passività corrente |
| Saldo normale | Dare | Avere |
| Aumentano quando… | si vende a credito | si acquista a credito |
| Diminuiscono quando… | il cliente paga | l’impresa paga il fornitore |
| Effetto di un’attesa più lunga | Meno liquidità disponibile | Più liquidità trattenuta, entro i termini |
Cosa comprendono i crediti commerciali?
I crediti commerciali comprendono tutte le fatture emesse ai clienti per beni consegnati o servizi resi e non ancora incassate. Rientra in questa voce, per esempio, il compenso di una società di consulenza che ha chiuso il progetto e attende il pagamento. Si iscrivono nell’attivo corrente perché ci si aspetta di incassarli entro l’anno.
Qual è la scadenza per i crediti commerciali?
Tra imprese, la scadenza è quella concordata in fattura o nel contratto, di solito 30, 60 o 90 giorni. Se il cliente è una pubblica amministrazione, il termine ordinario è 30 giorni dal ricevimento della fattura. Il massimo è 60 giorni, ammesso per gli enti del Servizio sanitario nazionale e per i contratti che lo giustificano.
Debiti commerciali in inglese: accounts payable
In inglese i debiti commerciali si chiamano accounts payable (AP). Lo stesso termine indica anche la funzione aziendale di contabilità fornitori. I crediti commerciali corrispondono agli accounts receivable (AR). La sigla DPO, Days Payable Outstanding, indica la durata media dei debiti verso fornitori.
Come funziona la compensazione tra crediti e debiti commerciali?
La compensazione opera quando due imprese sono l’una debitrice dell’altra. I due debiti si estinguono fino alla concorrenza dell’importo minore e resta da pagare solo la differenza. Perché funzioni, entrambi i crediti devono essere certi, liquidi ed esigibili.
Esempio: devi 10.000 euro a un fornitore che a sua volta ti deve 4.000 euro per una tua prestazione. Con la compensazione paghi 6.000 euro e le due posizioni si chiudono.
Quali debiti non si possono compensare?
Non si compensa automaticamente un debito a cui manca uno dei tre requisiti:
- non certo, perché l’esistenza del credito è contestata;
- non liquido, perché l’importo non è ancora determinato;
- non esigibile, perché la scadenza non è ancora arrivata.
Anche il caso del debito verso un’impresa con cui non esiste un rapporto reciproco esclude la compensazione. I debiti verso il fisco seguono regole proprie, diverse da quelle tra privati.
Se uno dei crediti è contestato, la strada è un accordo scritto con la controparte che indichi gli importi e le fatture compensate.
Quando si prescrivono i debiti commerciali?
Un debito verso un fornitore si prescrive, salvo regole speciali, nel termine ordinario decennale previsto dal Codice civile. Il termine decorre dalla scadenza della fattura. Ogni richiesta formale di pagamento del creditore lo interrompe e lo fa ripartire da capo.
Per sapere se un debito è prescritto servono tre verifiche:
- la data di scadenza della fattura;
- l’ultimo atto formale ricevuto (messa in mora, raccomandata, PEC, atto giudiziario);
- la natura della prestazione: fornitura singola oppure pagamento periodico.
Quali sono i debiti che decadono dopo 5 anni?
Si prescrivono in cinque anni i pagamenti periodici, cioè quelli dovuti a scadenze ricorrenti, come canoni, affitti, interessi e corrispettivi di forniture continuative. Una fornitura commerciale singola, con la sua fattura, segue invece il termine ordinario. Il termine corretto dipende quindi dalla struttura del contratto, non dall’importo. Nei casi dubbi conviene una verifica legale prima di eccepire la prescrizione.
Debiti commerciali nella Pubblica Amministrazione
In Italia l’espressione «debiti commerciali» indica spesso le fatture che la PA deve pagare ai fornitori privati. Per questi debiti esistono termini di legge, una piattaforma di monitoraggio e obblighi di accantonamento per gli enti che pagano in ritardo.
Termini di pagamento della PA: 30 o 60 giorni
| Caso | Termine |
|---|---|
| Regola generale | 30 giorni dal ricevimento della fattura |
| Enti del Servizio sanitario nazionale | Fino a 60 giorni |
| Contratti con scadenza più lunga giustificata dalla loro natura o da particolari caratteristiche | Fino a 60 giorni |
| Qualsiasi caso | Mai oltre 60 giorni |
I termini derivano dalla direttiva 2011/7/UE, recepita con il D.Lgs. 192/2012, che ha modificato il D.Lgs. 231/2002.
Per i ritardi dei pagamenti pubblici l’Italia ha subito una procedura di infrazione europea, avviata nel 2014. Nel gennaio 2020 è arrivata la condanna della Corte di Giustizia UE (causa C-122/18). La procedura è stata archiviata nell’aprile 2026, dopo il rientro dei tempi medi nei limiti della direttiva.
Stock di debito commerciale: componente fisiologica e componente scaduta
- Debito fisiologico
- È la parte di debito che si forma nel tempo normale tra il ricevimento della fattura e il pagamento, se questo avviene nei termini. Se il pagamento avviene in ritardo, il debito fisiologico copre solo il periodo fino alla scadenza.
- Debito scaduto
- È la parte relativa a fatture non pagate quando i termini di legge sono già trascorsi.
Dal 2018 ogni amministrazione deve comunicare alla PCC il proprio debito residuo scaduto (L. 145/2018, art. 1, comma 867). Per gli enti che non lo comunicano, la stima si ricava dai dati della piattaforma.
| Anno | Totale | Scaduto | Fisiologico | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| 2018 | 31,2 | 20,6 | 11,6 | RGS |
| 2022 | 29,3 | 15,8 (54,1%) | 13,4 (45,9%) | Studio MEF ripreso da bilancioecontabilita.it |
| 2025 | 22,7 | 8,8 | 13,9 | RGS |
Tra il 2018 e il 2025 la riduzione è dovuta alla parte scaduta, scesa di oltre la metà. La componente fisiologica è invece cresciuta, per effetto del maggior numero di fatture ricevute dalle PA.
Per le fatture del 2025 il tempo medio di pagamento è di 27,2 giorni, contro i 29,9 del 2024. Il tempo medio di ritardo è di −16,1 giorni: in media le PA pagano 16,1 giorni prima della scadenza. Sono i dati RGS 2025, relativi a 22.277 amministrazioni registrate e 30,8 milioni di fatture ricevute.
Come funziona la Piattaforma dei Crediti Commerciali?
La PCC raccoglie le fatture dirette alla PA e ne traccia l’intero ciclo, fino al pagamento. Il funzionamento è questo:
- Fatture elettroniche: arrivano in automatico dal Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. La fattura elettronica verso la PA è obbligatoria dal 31 marzo 2015.
- Documenti fuori SDI: le note emesse da soggetti senza partita IVA e le fatture precedenti al 1° luglio 2014 devono essere comunicate dagli enti.
- Obblighi degli enti: registrano sulla piattaforma la contabilizzazione, la scadenza e il pagamento di ogni fattura.
- Pagamenti: dal 2019, per lo Stato e gli enti territoriali, i pagamenti arrivano direttamente dai sistemi gestionali tramite SIOPE+. SIOPE+ è il sistema che dematerializza gli ordinativi di incasso e di pagamento.
- Funzione per le imprese: nata nel 2012, la piattaforma permette ai fornitori di chiedere all’ente debitore la certificazione dei crediti commerciali vantati (D.L. 35/2013, art. 7). Dal 1° luglio 2014 svolge anche la funzione di monitoraggio (art. 7-bis dello stesso decreto, introdotto dal D.L. 66/2014).
L’accesso è sul portale ufficiale: crediticommerciali.rgs.mef.gov.it.
Chi gestisce la piattaforma crediti commerciali PCC?
La PCC è realizzata e gestita dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Con i dati della piattaforma la RGS calcola periodicamente i tempi medi di pagamento e di ritardo e stima lo stock di debito commerciale. I risultati sono pubblicati in note di monitoraggio curate dal suo servizio studi.
Fondo di garanzia debiti commerciali (FGDC)
Il FGDC è un accantonamento obbligatorio di risorse correnti, introdotto dalla legge di bilancio 2019 (L. 145/2018). Lo devono costituire gli enti che non riducono il debito commerciale, che pagano in ritardo o che non alimentano correttamente la PCC. L’obbligo, rinviato dal 2020 al 2021 dalla L. 160/2019, si registra in conto competenza. Le somme restano vincolate nel risultato di amministrazione per almeno un anno.
La misura dell’accantonamento cresce con l’entità del ritardo e del mancato abbattimento del debito, secondo le percentuali del comma 862 della L. 145/2018. Per un ente specifico il calcolo parte dagli indicatori di ritardo e di stock risultanti in PCC al 31 dicembre.
Come gestire e difendersi dai debiti commerciali
Difendersi da un debito commerciale significa due cose: non pagare più di quanto dovuto e non lasciarlo crescere oltre la capacità di cassa dell’impresa. La procedura seguente mette in ordine le verifiche e le leve disponibili.
- Censisci le fatture passive. Elenca ogni fattura non pagata con fornitore, importo, data di ricevimento e scadenza, usando un sistema contabile aggiornato in tempo reale.
- Separa debito nei termini e debito scaduto. Il primo è normale finanziamento operativo; il secondo può generare interessi di mora e azioni di recupero.
- Verifica importi e prescrizione. Controlla che le fatture corrispondano a quanto consegnato. Per quelle più vecchie, verifica scadenza e ultimo sollecito formale.
- Cerca compensazioni. Se lo stesso fornitore ti deve somme certe, liquide ed esigibili, proponi la compensazione per pagare solo la differenza.
- Rinegozia i termini. Chiedi dilazioni più lunghe o un piano di rientro scritto. Valuta in cambio sconti per pagamento anticipato su altre forniture.
- Libera liquidità dal lato dei crediti. Accorcia i tempi di incasso dai clienti. Valuta factoring o cessione del credito, che trasformano subito i crediti commerciali in liquidità utile a pagare i fornitori. Se il tuo cliente è una PA, chiedi la certificazione del credito sulla PCC.
- Stabilisci le priorità di pagamento. Dai precedenza ai fornitori indispensabili alla continuità produttiva, senza trascurare le scadenze bancarie garantite.
- Se il debito resta insostenibile, attiva le procedure di composizione della crisi descritte nel bivio qui sotto.
Se i debiti sono nei termini: governa il calendario dei pagamenti
Pianifica i pagamenti in base alle entrate previste e paga alla scadenza, non prima, salvo sconti per pagamento anticipato. Tieni sotto controllo la durata media dei pagamenti rispetto a quella degli incassi.
Se una fattura è scaduta: contatta il fornitore prima che agisca
Proponi per iscritto una data di pagamento o un piano a rate e chiedi conferma scritta dell’accordo. Una richiesta scritta di dilazione può essere letta come riconoscimento del debito. Se ritieni che l’importo sia contestabile o prescritto, fai verificare la posizione prima di inviarla.
Se i debiti non sono più sostenibili: sovraindebitamento e crisi d’impresa
Quando il debito supera stabilmente la capacità di pagamento, la Legge 3/2012 sul sovraindebitamento consente di negoziare un piano con i creditori. Il percorso passa per un Organismo di composizione della crisi (OCC), che valuta la situazione e propone un piano sostenibile. Se i creditori lo accettano e il tribunale lo approva, il debitore paga secondo i nuovi termini ed evita la liquidazione giudiziale.
Questa disciplina è oggi confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che va verificato per i requisiti attuali.
Se sei tu il fornitore e la PA non paga: usa la PCC
Presenta all’ente debitore, tramite la piattaforma, l’istanza di certificazione del credito commerciale. Il credito certificato può poi essere utilizzato per ottenere liquidità, per esempio cedendolo. Questo aiuta a sostenere i tuoi debiti verso i fornitori.
Errori frequenti e casi limite sui debiti commerciali
| Errore | Perché è sbagliato | Cosa fare |
|---|---|---|
| Includere stipendi e imposte tra i debiti commerciali | In bilancio sono debiti verso dipendenti e debiti tributari, con regole e priorità diverse | Tenere separati i debiti verso fornitori |
| Ritenere che un debito commerciale non produca mai interessi | Dopo la scadenza si applica la disciplina sui ritardi di pagamento | Monitorare le scadenze e negoziare prima del termine |
| Allungare la durata media dei pagamenti oltre i termini concordati | Il beneficio di cassa si trasforma in debito scaduto e in danno alla reputazione verso i fornitori | Allungare la dilazione solo con un accordo scritto |
| Pensare che il factoring riduca i debiti | Il factoring agisce sui crediti, non sui debiti: porta liquidità, non cancella nulla | Usarlo per finanziare i pagamenti, non come rimedio al sovraindebitamento |
| Confondere lo stock totale della PA con il debito scaduto | Nel 2025 oltre metà dello stock (13,9 su 22,7 miliardi) è fisiologico, cioè non scaduto | Leggere sempre le due componenti separatamente |
| Compensare un credito contestato | Senza certezza, liquidità ed esigibilità la compensazione non opera da sola | Formalizzare un accordo di compensazione con la controparte |
Domande frequenti sui debiti commerciali
Che cosa sono i debiti commerciali?
Sono le somme che un’impresa deve ai fornitori per beni o servizi già ricevuti e pagabili a scadenza differita, di solito 30, 60 o 90 giorni. In bilancio si iscrivono tra le passività correnti come debiti verso fornitori e derivano dalla gestione operativa, non da prestiti.
Qual è la differenza tra debiti commerciali e debiti finanziari?
Il debito commerciale nasce dall’acquisto a credito di beni o servizi e dà accesso a forniture, non a denaro. Il debito finanziario nasce da prestiti, mutui od obbligazioni e porta liquidità. Il primo non prevede interessi se pagato nei termini, il secondo li prevede sempre.
I debiti commerciali producono interessi?
Se pagati entro la scadenza concordata, no: l’eventuale costo della dilazione è già nel prezzo. Dopo la scadenza il creditore può applicare gli interessi di mora previsti dalla disciplina sui ritardi di pagamento (D.Lgs. 231/2002). Il tasso va verificato nel contratto e nelle comunicazioni ufficiali.
Quando si prescrivono i debiti commerciali?
In assenza di regole speciali, un debito verso un fornitore si prescrive nel termine ordinario decennale del Codice civile. I pagamenti periodici, come canoni e forniture continuative, seguono il termine di cinque anni. Il termine decorre dalla scadenza e si interrompe con richieste formali di pagamento.
Come funziona la compensazione tra crediti e debiti commerciali?
Opera quando due imprese sono reciprocamente debitrici: i debiti si estinguono fino all’importo minore e resta dovuta solo la differenza. Entrambi i crediti devono essere certi, liquidi ed esigibili. Un credito contestato, non scaduto o di importo indeterminato non si compensa automaticamente.
Come funziona la Piattaforma dei Crediti Commerciali?
La PCC, gestita dalla Ragioneria Generale dello Stato, riceve dal Sistema di Interscambio tutte le fatture elettroniche dirette alla PA. Ne traccia contabilizzazione, scadenza e pagamento. Le imprese fornitrici possono usarla anche per chiedere la certificazione dei crediti vantati verso gli enti pubblici.
Come si calcola la durata media dei debiti commerciali?
Si dividono gli acquisti a credito del periodo per i debiti commerciali medi: il risultato è l’indice di rotazione. Dividendo 365 per l’indice si ottiene la durata media in giorni (DPO). Un valore alto trattiene liquidità, ma oltre i termini concordati segnala ritardi.