La cessione del quinto è un prestito che si restituisce con una trattenuta direttamente sullo stipendio o sulla pensione. La rata non può superare un quinto del netto mensile e il prestito può durare fino a 10 anni. È una forma di credito ai consumatori, erogata da banche e società finanziarie e soggetta alla vigilanza della Banca d’Italia.
In breve
- Cos’è: un prestito rimborsato con trattenuta su stipendio o pensione.
- Chi può chiederla: lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e pensionati. Non è prevista per chi non percepisce uno stipendio, come i lavoratori autonomi.
- Rata massima: un quinto del netto mensile.
- Durata massima: 10 anni.
- Assicurazione: la legge richiede una polizza obbligatoria, il cui costo incide sul costo complessivo del prestito.
- Prima di firmare: verifica chi ti sta proponendo il prestito, il costo totale e se ti resta abbastanza per vivere.
- Novità: per i contratti firmati dal 20 novembre 2026 si applicano nuove regole europee.
Come funziona
Dopo la firma, il contratto viene comunicato al datore di lavoro o all’ente che paga la pensione. Da quel momento la rata viene trattenuta ogni mese prima che lo stipendio o la pensione arrivino sul conto, e versata direttamente al finanziatore. La rata è di norma fissa per tutta la durata.
La trattenuta automatica semplifica i pagamenti, ma non elimina il debito se il reddito cambia. Se il lavoro finisce o la trattenuta si interrompe, il prestito resta da restituire.
Un esempio di calcolo. Con 1.500 euro netti al mese, la rata massima è di 300 euro. Attenzione: la somma di tutte le rate non è quanto ricevi. Il capitale che ottieni è inferiore, perché una parte delle rate paga interessi, spese e assicurazione.
Quanto costa davvero
Il dato da guardare è il TAEG, che comprende interessi, spese e costi obbligatori. Per confrontare due offerte, usa sempre il TAEG a parità di durata.
Due cautele specifiche:
- Assicurazione e costi di distribuzione. La Banca d’Italia ha segnalato che in questo settore i costi per i clienti possono salire a causa di catene di vendita lunghe e di premi assicurativi poco trasparenti.
- Pensionati più anziani. Per loro il peso dell’assicurazione sul costo totale è maggiore: serve un’attenzione in più.
Controlla anche che il TAEG non superi il tasso soglia antiusura previsto per la categoria “cessione del quinto”, pubblicato periodicamente dalla Banca d’Italia.
3 campanelli d’allarme prima di firmare
- Ti chiedono di firmare moduli in bianco, oppure scopri il nome della banca solo dopo aver firmato. Non farlo: devi sapere chi ti presta il denaro prima di firmare.
- Il mediatore firma il contratto o incassa denaro. Il mediatore creditizio non può firmare contratti per conto della banca, né erogare finanziamenti o incassare somme.
- Ti chiedono un compenso “a parte”. Il mediatore non deve farsi pagare di nascosto dal cliente oltre a quanto riceve dalla banca.
Prima di tutto, verifica che il finanziatore sia iscritto negli elenchi della Banca d’Italia e che l’eventuale agente o mediatore sia regolarmente iscritto nel proprio elenco.
Prima di firmare: il calcolo del reddito residuo
È il controllo più importante, e lo puoi fare da solo:
- somma tutte le rate che paghi già ogni mese (mutuo, prestiti, finanziamenti);
- aggiungi la rata della cessione del quinto;
- verifica che quello che resta basti per le spese essenziali della famiglia.
Se il conto non torna, la cessione del quinto rischia di spostare il problema invece di risolverlo.
Rinnovo: le regole sui tempi
Non si può fare un nuovo prestito prima che sia trascorso un tempo minimo. Il limite è sul tempo passato, non sulla parte già rimborsata:
- se la cessione dura 5 anni, servono almeno 2 anni dall’inizio;
- se dura 10 anni, servono almeno 4 anni dall’inizio;
- se il prestito precedente è stato estinto in anticipo, se ne può fare uno nuovo dopo almeno un anno dall’estinzione;
- fa eccezione la sostituzione di una cessione di 5 anni con una di 10.
Attenzione anche ai rinnovi “a catena”: se spese e commissioni si applicano di nuovo sull’intero importo, senza restituire gli oneri non goduti del vecchio prestito, il costo complessivo sale.
Estinzione anticipata e recesso (contratti già in corso)
Puoi sempre estinguere il prestito in anticipo. In quel caso hai diritto alla riduzione del costo del credito per la parte di contratto non goduta, e gli eventuali indennizzi a favore del finanziatore sono limitati per legge.
Quando estingui, chiedi il conteggio dettagliato e controlla che la riduzione sia stata calcolata correttamente. La legge prevede anche un diritto di recesso entro un breve termine dalla firma: verifica nel contratto termini e condizioni.
Cosa cambia per i contratti firmati dal 20 novembre 2026
Da quella data si applicano le nuove regole europee sul credito ai consumatori. Chi ha già un contratto in corso continua a seguire le regole in vigore quando lo ha firmato. Per i nuovi contratti:
- in caso di estinzione anticipata, il costo del credito si riduce tenendo conto di tutti i costi, e l’eventuale indennizzo al finanziatore non può superare l’1% dell’importo rimborsato (0,5% se manca meno di un anno alla scadenza);
- puoi recedere entro 14 giorni, senza dare motivazioni;
- se è richiesta una polizza, puoi presentarne una di un’altra compagnia con copertura equivalente, e hai almeno tre giorni per confrontare le offerte;
- se la decisione sul prestito è presa da un sistema automatico, puoi chiedere una spiegazione, dire la tua e ottenere un riesame;
- nella valutazione non possono essere usati dati sulla salute o altri dati sensibili, né informazioni tratte dai social network.
Centrale Rischi e banche dati
Una cessione del quinto non compare automaticamente nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Si viene segnalati quando il debito verso un intermediario è pari o superiore a 30.000 euro, oppure da 250 euro in caso di sofferenza. Esistono anche banche dati private, i Sistemi di Informazioni Creditizie, con regole proprie.
Se i conti non tornano: come tutelarsi
Se pensi che dopo un’estinzione anticipata ti spettino rimborsi non riconosciuti, o che il contratto contenga irregolarità:
- presenta un reclamo scritto all’intermediario;
- se la risposta non ti soddisfa, puoi ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, un sistema di risoluzione delle controversie alternativo al giudice;
- in alternativa, puoi rivolgerti al giudice.
Quando la cessione del quinto è parte di un problema più grande
Se la cessione del quinto si somma ad altri debiti e il reddito non basta più, la legge offre una strada. Nella procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore, prevista dal Codice della crisi, il piano può ridurre e ristrutturare anche i debiti da cessione del quinto dello stipendio, del TFR o della pensione. Si accede con l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi. Ogni procedura ha requisiti precisi e l’esito dipende dal caso concreto.
Esiste anche la delegazione di pagamento
È un’operazione simile, sempre con trattenuta sullo stipendio, ma con regole in parte diverse. Anche per la delegazione valgono le cautele di trasparenza e correttezza richiamate dalla Banca d’Italia.
Domande frequenti
La cessione del quinto finisce in Centrale Rischi?
Solo se il debito verso quell’intermediario raggiunge i 30.000 euro, o da 250 euro in caso di sofferenza.
Posso rinnovarla quando voglio?
No. Servono almeno 2 anni dall’inizio per una cessione di 5 anni, 4 anni per una di 10.
Se la estinguo prima, recupero dei costi?
Sì, hai diritto alla riduzione del costo per la parte non goduta. Chiedi sempre il conteggio dettagliato.
Le nuove regole valgono anche per la mia cessione già in corso?
No. Le nuove regole europee riguardano i contratti firmati dal 20 novembre 2026. Per quelli in corso restano le regole in vigore al momento della firma.
Se non riesco più a sostenere tutti i debiti, la cessione del quinto si può ridurre?
Nella ristrutturazione dei debiti del consumatore la legge consente di includere anche i debiti da cessione del quinto. Serve una valutazione del caso concreto.
Questo articolo è informazione generale e non sostituisce una consulenza sul caso specifico.