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Prescrizione debiti: quando vanno in prescrizione i debiti dell’Agenzia delle Entrate, Irpef, Ires, Iva, imposta e bollo

Per prescrizione si intende la scadenza di un debito pendente dopo un determinato lasso temporale, il quale differisce in base alla tassa e all’imposta dovuta. Ma quando vanno esattamente in prescrizione i debiti con l’Agenzia delle Entrate, l’Irpef, l’Ires, l’Iva, l’ imposta e il bollo?

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Quando vanno in prescrizione i debiti con l’Agenzia delle Entrate?

La prescrizione dei debiti avviene dopo 10 anni. Nel caso specifico parliamo di tasse e imposte a favore dell’Agenzia delle Entrate e, di conseguenza, dello Stato. Ma quando va in prescrizione l’IRPEF? Vediamolo di seguito. 

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Quando va in prescrizione l’Irpef?

La prescrizione dell’Irpef avviene dopo 10 anni a partire dall’1 gennaio dell’anno dopo a quello in cui è dovuta l’imposta. In pratica, l’Irpef riferita all’anno 2022 viene prescritta a partire dal 31 dicembre 2032, esattamente dieci anni dopo l’1 gennaio 2023. 

Tuttavia c’è una tesi in circolazione, la quale afferma che l’Irpef può essere prescritta in 5 anni. Tale tesi è supportata da una regola contenuta nell’articolo 2948 del Codice Civile, in cui si afferma che i debiti pagabili una volta all’anno vanno in prescrizione dopo 5 anni. 

In effetti, considerando che l’Irpef è un’imposta da pagare ogni anno, la prescrizione è da considerarsi quinquennale. 

L’obiezione, però, c’è stata, e parla di presupposto impositivo che varia di volta in volta e in base al reddito dichiarato dal contribuente. In altre parole, non è affatto vero che l’Irpef va pagata in modo fisso ogni anno alla stregua della Tari, dell’Imu o del canone Rai.  Vediamo di seguito invece quando si prescrive l’Ires. 

Quando va in prescrizione l’Ires?

La prescrizione dell’Ires avviene dopo 10 anni a partire dell’anno successivo a quello in cui è dovuta l’imposta. Stesso discorso vale per la cartella esattoriale riferita all’omissione del versamento Ires.

Per chi non lo sapesse, l’Ires è un’imposta gravante sulle SPA, SRL e Sapa, ossia società di capitali, che va versata annualmente. Quando va, invece, in prescrizione l’Iva? Vediamolo. 

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Quando va in prescrizione l’Iva?

La prescrizione dell’IVA avviene dopo 10 anni a decorrere dall’anno successivo a quello relativo all’imposta. Stessa cosa per la cartella esattoriale. Così come nel caso dell’Irpef, anche per l’IVA si è verificato un dibattito relativo alla prescrizione dopo 5 anni. 

Nel successivo paragrafo parleremo di prescrizione riguardante l’imposta di registro, di bollo e ipotecaria. 

Quando vanno in prescrizione l’imposta di registro, di bollo e ipotecaria

L’imposta di bollo, di registro e ipotecaria vanno in prescrizione dopo 10 anni. Queste imposte vanno pagate in caso di passaggi di proprietà riguardanti immobili e diritti reali quali servitù e usufrutto. 

Per quanto riguarda l’imposta di registro, la sua portata è più ampia poiché va versata per registrare atti di locazione. Vediamo di seguito quando si prescrive il canone RAI. 

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Quando va in prescrizione il Canone Rai?

La prescrizione del canone RAI si verifica dopo 10 anni. Si tratta di un’imposta dovuta allo Stato per la detenzione degli apparecchi televisivi. Nel paragrafo successivo vedremo quando va in prescrizione il bollo auto. 

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Quando va in prescrizione il bollo auto?

Il bollo auto va in prescrizione esattamente dopo 3 anni, i quali decorrono a partire dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuta l’imposta. 

Si tratta di un’imposta regionale che le stesse Regioni riscuotono. Anche se alcune hanno dato delega all’Agenzia delle Entrate per la riscossione, la natura dell’imposta resta immutata. Ma tutte le altre imposte e tasse quando vanno in prescrizione? Ne parliamo nel prossimo paragrafo. 

Quando vanno in prescrizione le altre tasse e imposte?

Tutte le altre imposte che sono dovute a Regioni, Province e Comuni vanno in prescrizione dopo 5 anni, cartelle esattoriali comprese. Questa regola, quindi, vale per Tosap, Imu, Tari, ecc. Ma come funziona esattamente la prescrizione? 

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Come funziona la prescrizione?

In quanto fenomeno automatico, la prescrizione avviene quando decorre un certo lasso temporale. Quindi non è necessario che un giudice effettui qualsiasi tipo di accertamento. 

Una volta che decorre il numero di anni descritti sopra, il contribuente non è più obbligato a pagare le pendenze verso lo Stato.  

Nell’eventualità in cui al contribuente venga notificata da parte dell’Agenzia delle Entrate una richiesta di pagamento successiva alla già avvenuta prescrizione, tale notifica deve essere impugnata davanti a un giudice per essere annullata. 

In assenza di impugnazione, non sarà più contestabile e, di conseguenza, il contribuente è costretto a pagare per non vedersi pignorare i propri beni. 

Invece, se la richiesta di pagamento viene recapitata prima dell’avvenuta prescrizione del debito, vale come “atto interruttivo della prescrizione”, ossia la stessa si interrompe e inizia nuovamente il suo conteggio quinquennale o decennale. 

Ma come può un contribuente accorgersi dell’avvenuta prescrizione del suo debito? Vediamolo di seguito. 

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Come fare se ci si accorge di un debito prescritto?

Se un contribuente, attraverso un estratto di ruolo, dovesse accorgersi che una cartella esattoriale è andata in prescrizione, non può più impugnare lo stesso estratto, ma soltanto aspettare l’atto successivo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e contestarlo perché è stato emesso per un debito non più in essere

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