Rinegoziazione prestiti: come rinegoziare un prestito con le banche

Rinegoziare un prestito, spesso, si rivela la soluzione più efficace da adottare per uscire dal tunnel delle rate insolute permettendovi di riprendere in mano la situazione in modo sereno. Ma come potete fare per beneficiare della rinegoziazione dei prestiti?

 

La soluzione più ovvia sarebbe quella di estendere la durata del prestito, ma non sempre le banche sono disposte ad accettare questa proposta da parte del cliente, in quanto gli istituti di credito nascono sì per prestare e gestire denaro ma, soprattutto, per trarre benefici economici da questi movimenti e, spesso, una rinegoziazione potrebbe precludere un vantaggio per la banca. 

 

Tuttavia, visto anche il periodo di alta crisi economica in cui verte il nostro paese e tenuto conto del fatto che sono in molti a non riuscire ad onorare le obbligazioni contratte, la banca terrà conto di due principali vantaggi provenienti da un’eventuale rinegoziazione del prestito :

 

  • Scongiurare il mancato rimborso ;
  • Incasso di interessi più alti derivanti dall’allungamento del piano di rientro.

 

In ogni caso il primo step per ottenere la rinegoziazione di un prestito è dimostrare che l’agevolazione derivante dal nuovo importo delle rate sia realmente la soluzione per un piano di rientro fluido e sicuro ; la banca, in prima analisi, farà quindi tutti gli accertamenti del caso come se doveste chiedere un nuovo finanziamento, accertando la vostra affidabilità creditizia, la situazione reddituale e le motivazioni che vi hanno portato a richiedere la rinegoziazione.

 

Come rinegoziare un prestito con Unicredit, Intesa Sanpaolo, Deutsche bank e Santander.

 

Stabilire il bene o il servizio di cui oggi non si possa rateizzare l’acquisto potrebbe diventare un’impresa titanica, senza contare la varietà di prodotti di credito offerti dal vasto panorama del mercato finanziario ; in Italia si conta che almeno 8 persone su 10 abbiano, o abbiano avuto almeno una volta, un’esposizione debitoria nei confronti di banche e finanziarie come:

 

 

  • Unicredit
  • Intesa Sanpaolo
  • Deutsche Bank
  • Santander 

 

 

Il sopraggiungere di vari fattori esterni, però, può compromettere il vostro andamento finanziario e mettervi nella condizione tutt’altro che facile di dover scegliere se fare la spesa o pagare la rata del finanziamento, prendendo la decisione più ovvia ; le rate si accumulano e in tempo zero vi ritrovate in un circolo dal quale è difficile uscire, col rischio di finire, o di essere già finiti, nella famigerata lista dei “cattivi pagatori”.

 

Prima che la vostra posizione debitoria raggiunga un livello tale da precludervi qualsiasi ulteriore accesso al credito, mettendovi, di fatto, in una situazione di disagio economico maggiore rispetto al semplice mancato pagamento di una rata e portandovi addirittura ad uno stato di sovraindebitamento, sarebbe opportuno valutare con la propria banca la possibilità di rinegoziare il prestito, al fine di ottenere rate più snelle spalmate nel tempo.

 

Qualora la vostra banca, una volta rivalutata la vostra posizione, ritenga di approvare il piano di rinegoziazione, potrà proporvi due soluzioni :

 

  • Modificare le condizioni del prestito attuale ;
  • Estinguere il finanziamento in essere con conseguente apertura di uno totalmente nuovo.

 

Questa seconda possibilità va valutata con estrema cautela, in quanto dovreste pagare nuovamente le spese per l’attivazione del finanziamento.

 

Rinegoziazione prestiti con le principali banche

 

Nel vasto panorama creditizio presente sul mercato possiamo trovare una larga scelta di prestiti personali tra cui scegliere, da Unicredit a Intesa San Paolo, da banca Santander a Deutsche Bank, le offerte sono diverse e ognuna con particolari caratteristiche. 

 

E’ bene distinguere tra due differenti tipologie di finanziamenti :

 

  • Prestito personale : finanziamento a breve termine la cui durata, generalmente, non supera i 10 anni ;
  • Mutuo : finanziamento a medio/lungo termine con durata media di 35 anni

 

In entrambe i casi è possibile richiedere una rinegoziazione del piano di rientro e, a seconda dell’istituto di credito, la modifica del tasso, da fisso a variabile, o l’allungamento dei tempi del piano di rientro. 

 

Inoltre ogni istituto di credito richiede un minimo di rate pagate prima di valutare una rinegoziazione del prestito e si varia dai 12 mesi di Intesa Sanpaolo ai 24 mesi di Unicredit.

 

Per coloro che si trovano in un particolare momento di difficoltà economica, rinegoziare un prestito con la propria banca può rivelarsi la mossa giusta al momento giusto, permettendovi di abbassare le rate e darvi un po’ di respiro.

 

Rifinanziare un prestito Findomestic o Unicredit

 

La rinegoziazione dei prestiti permette di ricalcolare la totalità del piano di rientro del debito residuo permettendo di ottenere rate più basse rispetto a quelle esistenti, concedendo un lasso di tempo maggiore per il rientro del debito e, talvolta, valutando la modifica del tasso d’interesse da fisso a variabile.

 

Nel caso in cui abbiate più prestiti in corso e le rate inizino a superare le vostre possibilità economiche o aveste semplicemente necessità di ulteriore liquidità, la soluzione  si chiama rifinanziamento

 

Rifinanziare un prestito con Findomestic, Unicredit o altri Istituti di credito permette di accorpare tutti i finanziamenti in corso in un’unica rata mensile ridotta, previa estinzione dei debiti in essere : in pratica vengono chiusi tutti i finanziamenti esistenti e ricalcolate le rate residue al fine di ottenerne una unica di importo inferiore aggiungendo, laddove richiesto, un’ulteriore cifra da finanziare e fornire liquidità immediata al richiedente.

Questa procedura si chiama riconsolidamento del debito.

 

Per ottenere un rifinanziamento non è necessario rivolgersi al proprio istituto di credito, in quanto qualsiasi altra banca potrà occuparsi di rifinanziare il prestito dopo aver valutato la vostra documentazione e il possesso di una serie di requisiti necessari :

  • Reddito da lavoro autonomo, da lavoro dipendente o con una pensione ;
  • Anzianità lavorativa non inferiore ai 12/24 mesi (a seconda della banca)
  • Età minima 18 anni ;
  • Età massima 75 anni ;
  • Residenza in Italia (per gli stranieri occorre mostrare il permesso di soggiorno) 
  • Assenza di segnalazione in banca dati.

Dopo quanto tempo si può chiedere un altro prestito?

 

La parte di reddito impiegata al rientro dei prestiti richiesti non dovrebbe, di norma, superare il 20%-25% delle entrate complessive ; non importa quanti finanziamenti avete acceso negli anni, ma è il rapporto tra l’importo delle rate e il vostro reddito mensile a fare la differenza.

 

Facciamo un esempio pratico :

 

  • Il Sig. Rossi percepisce uno stipendio netto di 4.000 euro mensili e ha 4 finanziamenti con rate da 150euro l’una, per un totale di 600euro di rate mensili, con una posizione creditizia positiva, ossia senza alcun ritardo nei pagamenti (e quindi nessuna iscrizione alla lista dei cattivi pagatori), non avrà alcun problema ad ottenere un ulteriore finanziamento.

 

  • Il Sig. Bianchi, invece, percependo uno stipendio netto mensile di 1000euro e avendo all’attivo un finanziamento con una rata di 350euro, qualora dovesse richiedere un nuovo prestito, in assenza di ulteriori garanzie (casa o garante)  troverà senza dubbio degli ostacoli in quanto, pur trattandosi di un unico finanziamento, la cifra mensile destinata al rientro del debito è già pari al 35% del suo reddito.

 

Il Sig.Bianchi, tuttavia, potrebbe rivolgersi alla sua banca e richiedere la rinegoziazione del prestito, allungando la durata del finanziamento al fine di abbassare la rata e poter, in questo modo, tentare la richiesta di un nuovo finanziamento

 

Esiste in realtà un unico caso in cui la percentuale del reddito impiegata per la restituzione di un prestito può superare il 20%, arrivando anche fino al 40% ed è la cessione del quinto con prestito delega conosciuta anche con il nome di “doppio quinto” : una situazione particolare, dedicata a lavoratori dipendenti e pensionati,  che necessita l’approvazione da parte dell’Inps oltre al superamento di una delicata prassi burocratica.

 

Che cos’è la surroga di un prestito?

 

Se la rata del prestito o del mutuo pesa più del dovuto sul bilancio famigliare, le soluzioni adottabili sono due:

 

 

  • Rinegoziazione prestiti

 

  • Cambio banca con portabilità del prestito/mutuo (surroga)

 

Benché la seconda opzione possa sembrare drastica al primo impatto, la surroga del prestito spesso si rivela la soluzione migliore per ottenere il ricalcolo del mutuo residuo al fine di ridurre la rata, specialmente in caso di rifiuto di rinegoziazione del prestito da parte della vostra banca.

 

Per surroga si intende quindi il trasferimento del prestito in un’altra banca a condizioni agevolate:

 

  • Cambio della rata senza costi  ;
  • Possibilità di saltare una o più rate ;
  • Modifica della tipologia di tasso ;
  • Modifica della durata del prestito ;
  • Risparmio sulle spese di gestione ;
  • Modifica dello Spread.

 

Ciò che ha spinto il governo nel 2007 ad approvare la surroga (Legge Bersani n°40/2007) sono state le numerose difficoltà incontrate dai correntisti nell’ottenere una rinegoziazione o sostituzione del mutuo presso le banche.

Nel caso di prestiti personali, tuttavia, il legislatore non ha ritenuto di intervenire in alcun modo, ritenendo sufficienti  le procedure già esistenti come il consolidamento dei debiti o la rinegoziazione prestiti.

 

Ciò che rende particolarmente appetibile la surroga è l’agevolazione che si ottiene nella riduzione dei costi accessori ; Il Decreto 40/2007, infatti,  sancisce che il cambiamento del mutuo tramite surroga non comporti alcun tipo di spesa da parte del mutuatario ma andranno totalmente a carico della banca subentrante :

 

  • Perizia
  • Istruttoria
  • Spese correlate all’ipoteca (imposte e Notaio)

 

Inoltre la vecchia banca non potrà in alcun modo opporsi alla decisione del mutuatario in merito alla surroga del mutuo né applicare alcuna spesa in riferimento a tale operazione.

 

La surroga del prestito è consigliabile a chi ha un mutuo relativamente “giovane”, ossia con un debito residuo consistente e relative quote di interessi ancora alte. Al contrario chi è vicino all’estinzione avrà un importo della rata costituito in prevalenza dalla sola quota capitale, pertanto non ha convenienza a richiedere una surroga.

 

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