Art. 1175 del codice civile: la correttezza tra debitore e creditore

In breve

  • Cosa dice: debitore e creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza.
  • A chi si rivolge: a entrambe le parti del rapporto, non solo a chi deve pagare.
  • Cosa non dice: non elenca quali comportamenti siano corretti e non prevede alcun diritto a proroghe, sconti o rinegoziazioni.

Cosa si ricava dalla lettura della norma

Il dovere è reciproco. La norma nomina insieme «il debitore e il creditore»: la correttezza non riguarda solo chi deve pagare, ma anche chi deve ricevere il pagamento, compresa la banca quando è creditrice.

Non c’è un elenco di comportamenti. La norma indica un criterio, la correttezza, senza precisare quali condotte siano corrette o scorrette. Per questo la valutazione dipende sempre dai fatti del singolo caso, e chi ritiene che l’altra parte abbia agito in modo scorretto deve indicare comportamenti concreti.

Non prevede un diritto a soluzioni per il debitore. Nel testo dell’art. 1175 non c’è alcun riferimento a proroghe, moratorie, riduzioni del debito o rinegoziazioni. Obblighi di questo tipo, quando esistono, vanno cercati in norme specifiche di settore, e vanno verificati caso per caso.

Le altre norme del codice sulla buona fede nei contratti

Il codice richiama la buona fede in diversi momenti della vita di un contratto. Questi i testi, come pubblicati sul sito della Gazzetta Ufficiale:

  • Trattative (art. 1337): le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede.
  • Condizione (art. 1358): chi si è obbligato o ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, oppure lo ha acquistato sotto condizione risolutiva, deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell’altra parte.
  • Interpretazione (art. 1366): il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.
  • Esecuzione (art. 1375): il contratto deve essere eseguito secondo buona fede.
  • Eccezione di inadempimento (art. 1460): una parte non può rifiutarsi di eseguire la propria prestazione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede.

Quando un contratto non viene rispettato

Nei contratti con prestazioni corrispettive, cioè quelli in cui ciascuna parte deve qualcosa all’altra, se uno dei contraenti non adempie, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno.

La risoluzione però non è sempre possibile: il contratto non si può risolvere se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse dell’altra.

Una novità in arrivo per chi ha un credito al consumo

La disciplina del credito ai consumatori sta cambiando. Il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212 ha recepito la direttiva (UE) 2023/2225 sui contratti di credito ai consumatori. È stato pubblicato nella GU Serie Generale n. 6 del 9 gennaio 2026 ed è entrato in vigore il 10 gennaio 2026. Il decreto modifica, tra l’altro, il Testo unico bancario.

Secondo il Ministero dell’economia, le nuove regole europee si applicano ai contratti stipulati a partire dal 20 novembre 2026. La Banca d’Italia indica che da quella data la vecchia direttiva sarà abrogata.

Quali regole valgono per un singolo contratto dipende quindi anche dalla data in cui è stato firmato.


Contenuto informativo generale, aggiornato al 25 settembre 2026: non costituisce consulenza sul caso specifico. Ogni situazione richiede l’esame dei documenti e dei fatti concreti.

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri