Tassi soglia usura: cosa sono e come tutelano chi si indebita

In questi giorni si parla molto del rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea. Esiste però un altro meccanismo, meno noto ma altrettanto importante per chi ha un prestito o un mutuo: i tassi soglia usura. Regolano quanto un intermediario può davvero far pagare.

Vale la pena conoscere questo strumento. Molti cittadini non sanno che esiste un limite legale. Oltre quel limite, gli interessi di un finanziamento sono sempre considerati usurari. Non conta cosa dice il contratto.

Cosa sono i tassi soglia e perché cambiano ogni trimestre

La legge 7 marzo 1996, n. 108, regola la materia dell’usura. Stabilisce che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, rilevi ogni tre mesi il tasso effettivo globale medio, o TEGM. Lo fa per ciascuna categoria di operazioni: mutui, prestiti personali, aperture di credito, cessione del quinto, leasing e altre.

Su questa base nasce il tasso soglia: il limite oltre il quale gli interessi pattuiti sono sempre usurari. Lo stabiliscono l’art. 644, terzo comma, del codice penale, e l’art. 2 della legge 108/1996.

Il calcolo funziona così. Si parte dal TEGM rilevato. Lo si aumenta di un quarto. Si aggiunge poi un margine di altri quattro punti percentuali. Un limite finale chiude il calcolo: la differenza tra il tasso soglia e il tasso medio non può mai superare gli otto punti percentuali.

Il TEGM cambia ogni tre mesi. Riflette l’andamento reale dei tassi di mercato nel trimestre precedente. Per questo anche il tasso soglia usura cambia ogni trimestre, con un decreto del MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Per il trimestre luglio-settembre 2026, i tassi soglia sono fissati dal decreto del MEF prot. 31747 del 23 giugno 2026. La Gazzetta Ufficiale lo ha pubblicato il 30 giugno 2026, con il numero 149. Restano in vigore fino al 30 settembre 2026. Il decreto per il trimestre successivo, ottobre-dicembre 2026, dovrebbe arrivare a fine settembre, seguendo la cadenza ordinaria del MEF.

I dati disponibili

Le categorie di operazioni sotto rilevazione sono molte. Ognuna ha un proprio tasso soglia. Tra le principali: mutui con garanzia ipotecaria, aperture di credito in conto corrente, scoperti senza affidamento, prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, leasing, factoring, credito personale.

Anche l’importo del finanziamento incide sul tasso soglia, all’interno di ogni categoria. I prestiti di importo più contenuto tendono ad avere tassi soglia più alti. Riflettono un costo medio più elevato, che il mercato applica ai piccoli prestiti.

Un punto va chiarito. Il tasso soglia usura non segue i tassi della BCE. Segue il TEGM rilevato ogni tre mesi sul mercato italiano del credito. Questo significa una cosa importante: un rialzo dei tassi BCE, come quello del 10 settembre 2026, non fa salire subito il tasso soglia usura. L’eventuale effetto arriva con ritardo, solo quando il rialzo si riflette nella rilevazione del TEGM del trimestre successivo. Nel frattempo, un tasso che supera la soglia in vigore al momento della stipula resta usurario. Non cambia nulla se, dopo, i tassi di mercato salgono.

Il quadro normativo

La disciplina antiusura si fonda sulla legge 7 marzo 1996, n. 108. Ha modificato l’art. 644 del codice penale. Si appoggia poi su un sistema di rilevazione trimestrale, gestito dal MEF insieme alla Banca d’Italia. Ogni decreto trimestrale riporta i tassi soglia per categoria di operazione. Riporta anche i valori medi della maggiorazione dei tassi di mora rispetto ai tassi corrispettivi, rilevati dalla Banca d’Italia a fini conoscitivi.

Sul piano giuridico esistono due tipi di usura. C’è l’usura originaria: il tasso supera già al momento della stipula il tasso soglia allora in vigore. C’è poi l’usura sopravvenuta: un tasso lecito alla stipula supera, in un momento successivo, il tasso soglia via via aggiornato. Su questo secondo profilo la giurisprudenza è intervenuta più volte, comprese pronunce della Corte di Cassazione. Gli orientamenti vanno verificati caso per caso: la materia resta controversa in dottrina e giurisprudenza.

Le conseguenze per chi ha un prestito

Chi ha già un finanziamento in corso dovrebbe conoscere il tasso soglia in vigore al momento della stipula. È il primo passo per verificare se gli interessi pattuiti rispettano i limiti di legge. Attenzione: la valutazione può includere anche oneri accessori, come le spese assicurative, secondo alcune pronunce della Cassazione. Se il tasso supera la soglia usura in vigore alla stipula, la clausola sugli interessi diventa nulla. Le conseguenze sul piano civilistico sono rilevanti: vanno valutate con l’assistenza di un professionista.

Chi sta valutando un nuovo finanziamento può usare il tasso soglia come termine di paragone. Basta individuare la categoria di operazione e consultare il decreto trimestrale del MEF. Un avvertimento però: un tasso sotto la soglia usura non è automaticamente un tasso conveniente. La soglia usura è un limite legale invalicabile, non un indicatore di equità del contratto.

Uno strumento poco conosciuto

I tassi soglia usura sono una tutela importante. Restano però poco conosciuti dai cittadini. Molti non sanno di poter verificare se il proprio finanziamento rispetta i limiti di legge. Molti non sanno nemmeno dove trovare i decreti trimestrali del MEF.

Una maggiore divulgazione aiuterebbe. Servirebbero anche strumenti online più semplici, capaci di mostrare in fretta il tasso soglia per ogni categoria di finanziamento. Renderebbero più trasparente il rapporto tra cittadini e sistema del credito. Il momento è quello giusto: i tassi di mercato sono tornati a salire, dopo anni di riduzioni.

Cosa può fare chi ha o sta valutando un finanziamento

  • verifica il decreto trimestrale del MEF in vigore al momento della stipula del tuo contratto. Individua la categoria di operazione corrispondente al tuo finanziamento;
  • calcola, con l’aiuto di un professionista, il tasso effettivo globale del tuo finanziamento. Includi tutti gli oneri accessori rilevanti. Confrontalo poi con il tasso soglia in vigore alla stipula;
  • non fermarti al confronto tra TAN o TAEG dichiarati in contratto e tasso soglia. La valutazione della natura usuraria può includere voci di costo non sempre evidenti nel documento;
  • in caso di dubbio su un finanziamento già in corso, chiedi una verifica tecnica prima di continuare a pagare le rate. Valuta con un legale le azioni disponibili;
  • per i nuovi finanziamenti, usa il tasso soglia come parametro oggettivo. Non considerarlo però l’unico criterio per valutare la convenienza dell’offerta.

Non esistono soluzioni automatiche. Ogni contratto va valutato caso per caso: contano la categoria di operazione, la data di stipula, gli oneri accessori davvero applicati.

Conclusioni

I tassi soglia usura restano uno degli strumenti di tutela più solidi previsti dalla legge per chi si indebita. Il MEF li aggiorna ogni trimestre, sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia. La loro efficacia dipende però da quanto vengono conosciuti e usati.

Il decreto in vigore fino al 30 settembre 2026 sarà presto sostituito da quello per il trimestre ottobre-dicembre. Continueremo a seguire questi aggiornamenti trimestrali e la loro applicazione pratica. Conoscere i limiti fissati dalla legge conta ancora di più ora, mentre i tassi di mercato tornano a salire.

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri