Come ridurre i debiti con banche e finanziarie

Ridurre i debiti significa abbassare la rata mensile o il totale dovuto con strumenti concordati con i creditori, come rinegoziazione, consolidamento, saldo e stralcio e moratoria, oppure con le procedure di sovraindebitamento del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Per capire come ridurre i debiti occorre distinguere una difficoltà temporanea da una crisi conclamata.

Riduzione dei debiti: i punti fermi

  • Strumenti con i creditori: rinegoziazione, consolidamento e saldo e stralcio riducono la rata o il debito quando resta una capacità di rimborso o una liquidità disponibile.
  • Procedure di legge: in caso di squilibrio perdurante tra debiti e patrimonio, il Codice della crisi (ex legge 3/2012) consente di tagliare una parte dei debiti sotto il controllo del tribunale.
  • A chi rivolgersi: banca creditrice, associazioni dei consumatori, avvocati, commercialisti e, per il sovraindebitamento, gli Organismi di composizione della crisi.
  • Costi delle agenzie private: provvigioni e costi fissi anticipati vanno conosciuti per iscritto prima dell’incarico, perché possono aggravare la posizione debitoria.
  • Rimborsi recuperabili: l’estinzione anticipata di una cessione del quinto e gli interessi illegittimi delle carte revolving possono generare somme da chiedere in restituzione.
  • Errore da evitare: interrompere i contatti con i creditori accelera il recupero del credito e le segnalazioni negative.

Abbassamento della rata, saldo e stralcio e rimborsi

Un debito con banche e finanziarie si riduce agendo su tre leve stragiudiziali: l’abbassamento della rata, il saldo e stralcio e il recupero delle somme non dovute. Quando nessuna delle tre è sufficiente, interviene la procedura di sovraindebitamento. La scelta dipende dalla capacità di rimborso residua, dalla liquidità disponibile e dal tipo di contratto sottoscritto.

Abbassamento della rata e rinegoziazione

L’abbassamento della rata si ottiene rinegoziando il finanziamento in corso: il creditore accetta di allungare la durata, di ridurre il tasso di interesse oppure di riunire più posizioni in un unico piano di rientro. La rata mensile diventa più sostenibile, ma il debito complessivo scende solo se l’accordo interviene sul tasso o sul capitale. Il semplice allungamento della durata, a parità di tasso, aumenta gli interessi totali pagati.

Il TUB disciplina i rapporti tra banche e clienti. Insieme alle clausole del contratto e alle norme del codice civile, offre al consumatore gli appigli per chiedere la sospensione, la ridefinizione o il riequilibrio delle condizioni di un prestito. Le cause più comuni che rendono necessaria una rinegoziazione sono il licenziamento, le spese impreviste, i cambiamenti familiari e l’aumento della rata nei mutui a tasso variabile.

Saldo e stralcio

Il saldo e stralcio è un accordo con il creditore, o con la società di recupero crediti che ha acquisito la posizione, per chiudere il debito versando una somma inferiore al totale dovuto. Lo strumento funziona quando il debitore dispone di liquidità immediata o a breve termine, perché il creditore accetta la riduzione in cambio di un pagamento certo e rapido.

L’accordo va formalizzato per iscritto, con la dichiarazione che il versamento estingue l’intera posizione. Senza questa liberatoria scritta, il residuo può essere richiesto di nuovo, anche da un successivo acquirente del credito. Il saldo e stralcio non è adatto a chi non ha alcuna somma da offrire: in quel caso la trattativa non ha una base concreta.

Rimborsi su cessione del quinto e carte revolving

La cessione del quinto è un finanziamento rimborsato con trattenuta diretta sulla busta paga, entro il limite di un quinto dello stipendio. In caso di estinzione anticipata spetta la restituzione delle quote non maturate di interessi, commissioni e premi assicurativi. Un controllo del conteggio di estinzione permette di verificare se queste quote sono state riconosciute.

La carta di credito revolving concede un credito che si ricostituisce man mano che viene rimborsato, spesso a tassi elevati. Gli interessi usurari o non pattuiti in modo valido possono essere contestati e chiesti in restituzione. La somma recuperata riduce il debito residuo oppure torna nella disponibilità del consumatore.

Verifica delle segnalazioni creditizie

Prima di qualunque trattativa è utile una visura presso i SIC, come CRIF, Experian e CTC, per conoscere i ritardi segnalati e lo stato di ogni posizione. Una segnalazione negativa riduce la possibilità di ottenere un consolidamento o un nuovo prestito. Una segnalazione errata o scaduta può essere contestata per ottenerne la cancellazione nei tempi previsti dalla legge.

Cosa offrono le agenzie private di consulenza debitoria

Le agenzie private di consulenza debitoria offrono, a pagamento, quattro servizi principali: trattativa per abbassare la rata, trattativa di saldo e stralcio, verifica di anomalie su cessioni del quinto e carte revolving, assistenza nelle procedure di sovraindebitamento. Si tratta di un’attività di intermediazione stragiudiziale. Il debitore può svolgerla anche direttamente con i creditori oppure affidarla a un avvocato o a un commercialista.

Il percorso proposto segue di norma quattro fasi. La prima è un’analisi della posizione, spesso offerta senza costo, che censisce debiti, creditori, importi e patrimonio. La seconda è l’elaborazione di un piano di rientro proporzionato alla capacità di rimborso. La terza è la trattativa con banche, finanziarie e società di recupero crediti. La quarta è la firma dell’accordo e l’avvio dei pagamenti secondo le nuove condizioni.

Un’agenzia non dispone di poteri diversi da quelli del debitore. Nessun intermediario privato può imporre una riduzione al creditore: solo un accordo volontario o una procedura omologata dal tribunale vincola chi vanta il credito. Il valore del servizio sta nella conoscenza delle prassi di trattativa e nella capacità di presentare una proposta credibile.

Quanto costa affidarsi a un’agenzia per ridurre i debiti

Il costo dipende dal modello di compenso: provvigione calcolata in percentuale sul risparmio ottenuto, costo fisso per l’apertura della pratica, oppure una combinazione dei due. Un costo fisso richiesto in anticipo pesa sul debitore anche se la trattativa non produce risultati e può aggravare una situazione già in tensione. Il compenso complessivo e le condizioni di recesso vanno conosciuti per iscritto prima di firmare l’incarico.

Se un’agenzia ti chiede un pagamento anticipato: cosa verificare

  • Chiedi un contratto scritto con servizi, compenso totale, modalità di pagamento e diritto di recesso.
  • Verifica se il compenso è legato al risultato ottenuto o è dovuto in ogni caso.
  • Diffida dall’indicazione di sospendere i pagamenti ai creditori senza un accordo già avviato: le rate non pagate generano interessi di mora e segnalazioni negative.
  • Confronta il costo con quello di un avvocato, di un commercialista o del percorso presso un Organismo di composizione della crisi.

Come valutare reputazione e recensioni di un’agenzia per i debiti

La reputazione di un’agenzia di consulenza debitoria si valuta incrociando più fonti, perché ciascuna mostra solo una parte del quadro. Le valutazioni pubblicate sul sito dell’operatore e sui suoi canali social sono in genere più alte di quelle raccolte dalle piattaforme di recensioni indipendenti. Su queste ultime compaiono anche le esperienze negative e le risposte dell’azienda alle critiche.

Fonti di reputazione di un’agenzia di consulenza debitoria: cosa mostrano e quali limiti hanno
Fonte Cosa mostra Limite
Recensioni sul sito dell’agenzia Punteggio medio e testimonianze dei clienti Selezionate dall’operatore, raramente includono i casi negativi
Piattaforme di recensioni indipendenti Punteggio medio, numero di giudizi, risposte alle critiche Campione spesso ridotto; conta il contenuto delle recensioni più del voto
Canali social e video Casi di successo e spiegazione dei servizi Contenuto promozionale, risultati non verificabili
Articoli su testate e portali Presentazione dell’attività e del fondatore Possono essere contenuti sponsorizzati, contrassegnati come pubblicità
Convenzioni con sindacati e associazioni Condizioni riservate agli iscritti Un accordo commerciale non certifica la qualità del servizio

Nei giudizi indipendenti contano tre elementi: le lamentele ricorrenti sui costi anticipati, il tempo trascorso tra il pagamento e i primi risultati, la qualità delle risposte dell’azienda alle contestazioni. Un numero dichiarato di clienti seguiti o di recensioni positive resta un dato non verificabile se manca un riscontro da una fonte terza.

Una verifica completa include anche l’identità della società che gestisce il marchio commerciale, la sede legale e la presenza di professionisti iscritti agli albi. Per le procedure giudiziali di sovraindebitamento l’assistenza di un avvocato o il passaggio attraverso un Organismo di composizione della crisi restano comunque necessari.

Le alternative istituzionali per pagare meno debiti

Accanto alle agenzie private esistono percorsi legali e istituzionali percorribili in autonomia o con professionisti iscritti agli albi. Le alternative principali sono la procedura di sovraindebitamento, il consolidamento presso una banca, la moratoria delle rate e la rinegoziazione diretta. Ognuna risponde a un livello diverso di difficoltà economica.

Alternative istituzionali per ridurre i debiti: funzionamento, interlocutori e situazioni adatte
Strumento Come funziona A chi rivolgersi Situazione adatta
Procedura di sovraindebitamento Ristruttura i debiti e ne taglia una parte in base alla reale capacità di pagamento, sotto il controllo del tribunale OCC presso Comuni, Camere di commercio, ordini di avvocati e commercialisti Squilibrio perdurante tra debiti e patrimonio
Consolidamento debiti Un nuovo finanziamento estingue i precedenti e lascia una sola rata, più bassa e di durata più lunga Banca o intermediario autorizzato Reddito stabile e assenza di gravi segnalazioni
Moratoria o sospensione delle rate Congela per un periodo la quota capitale del mutuo o del prestito Banca che ha erogato il finanziamento; Fondo Consap per il mutuo prima casa Difficoltà temporanea, come la perdita del lavoro
Rinegoziazione Modifica durata o tasso del contratto in corso Banca o finanziaria creditrice Rata non più sostenibile con reddito ancora presente
Orientamento sui diritti del consumatore Verifica dei contratti e indicazione delle tutele applicabili Sportelli delle associazioni dei consumatori Primo inquadramento del problema

La moratoria non riduce il debito: ne sposta nel tempo il rimborso, mentre gli interessi possono continuare a maturare secondo le condizioni concordate. Il consolidamento riduce la rata ma aggiunge un nuovo contratto. Solo la procedura di sovraindebitamento può produrre un taglio del debito imposto ai creditori, a condizione che il tribunale la approvi.

A chi posso rivolgermi per problemi economici?

Per un problema di debiti il primo interlocutore è la banca o la finanziaria creditrice, alla quale chiedere rinegoziazione o sospensione delle rate prima di accumulare ritardi. Un’associazione dei consumatori, un avvocato o un commercialista forniscono l’inquadramento delle tutele e la verifica dei contratti. Quando serve una procedura di sovraindebitamento, la competenza è dell’Organismo di composizione della crisi, che raccoglie la documentazione, verifica i requisiti e accompagna la proposta davanti al tribunale.

Legge sul sovraindebitamento: requisiti e procedure

La disciplina del sovraindebitamento consente a chi non può accedere al fallimento di ristrutturare o liquidare i propri debiti sotto il controllo del tribunale. Al termine del percorso è prevista l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti residui non soddisfatti, che può riguardare anche i debiti con il Fisco.

Il sovraindebitamento è definito dall’art. 6 della legge 3/2012 come uno squilibrio perdurante tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, tale da rendere molto difficile o definitivamente impossibile adempiere con regolarità. La norma è nota anche come legge «salva suicidi».

Quali sono i requisiti per accedere al sovraindebitamento secondo la legge 3/12?

Possono accedere i debitori non soggetti al fallimento, cioè consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e privati in genere, che si trovano in uno squilibrio perdurante tra debiti e patrimonio liquidabile. Oltre alla condizione economica conta la condotta tenuta nel contrarre i debiti, la cosiddetta meritevolezza: un ricorso al credito consapevolmente sproporzionato rispetto ai propri mezzi pesa sulla valutazione. Redditi, patrimonio e documentazione vengono verificati dall’OCC.

Procedure ammesse dalla legge 3/2012

Accordo di ristrutturazione dei debiti
Piano proposto dal debitore che richiede il consenso di creditori titolari di almeno il 60% dei crediti.
Piano del consumatore
Proposta omologata dal tribunale senza necessità di accordo con i creditori.
Liquidazione del patrimonio
Vendita di tutti i beni del debitore, esclusi quelli impignorabili, per soddisfare i creditori.

Un esempio rende concreto il meccanismo. Un lavoratore dipendente separato contrae un finanziamento per sostenere le spese legali del divorzio, il mantenimento dei figli e l’acquisto di un’auto. L’azienda chiude e il nuovo stipendio non copre più le rate. Con la procedura il debitore mette a disposizione dei creditori il proprio patrimonio, un immobile e una quota dello stipendio, e chiude la propria posizione.

Nuova legge per chi ha troppi debiti: il Codice della crisi

La legge 3/2012 è confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che ne ha aggiornato la disciplina e riorganizzato le procedure. L’impianto resta riconoscibile: una soluzione concordata o omologata, una soluzione liquidatoria e l’esdebitazione finale. Denominazioni e requisiti vigenti sono quelli del Codice; l’OCC indica quale procedura si applica al caso concreto.

Come faccio a pagare i debiti se non ho soldi?

Senza reddito né liquidità sufficienti, un nuovo prestito aggrava la posizione e non la risolve. Se la mancanza di risorse è temporanea, la strada è la sospensione delle rate; se è strutturale, la procedura di sovraindebitamento mette a disposizione dei creditori solo il patrimonio pignorabile. L’OCC verifica anche se, in assenza di beni da offrire, esistono percorsi di esdebitazione applicabili.

Consolidamento debiti: quando conviene e quando viene rifiutato

Il consolidamento debiti unifica più finanziamenti in un’unica rata attraverso un nuovo prestito che estingue i precedenti. Conviene quando abbassa il costo complessivo o rende sostenibile una rata altrimenti insostenibile. Non conviene quando ottiene una rata più bassa solo grazie a una durata molto più lunga, con interessi totali più alti.

Strumenti di riduzione dei debiti a confronto: effetto su rata, debito totale e condizioni di accesso
Strumento Effetto sulla rata Effetto sul debito totale Condizione di accesso
Consolidamento Una sola rata, più bassa Invariato o in aumento se la durata si allunga Merito creditizio positivo
Rinegoziazione Più bassa In calo solo se scende il tasso Disponibilità del creditore
Saldo e stralcio Nessuna rata dopo il pagamento In calo Liquidità disponibile
Moratoria Sospesa per un periodo Invariato Evento che giustifica la sospensione
Sovraindebitamento Commisurata alla capacità reale In calo, con possibile esdebitazione Squilibrio perdurante e decisione del tribunale

Qual è il miglior consolidamento debiti?

Il consolidamento migliore è quello con il costo totale più basso, non quello con la rata più bassa. Il confronto si fa sul TAEG, sulla durata, sulle spese di istruttoria, sulle polizze abbinate e sulle penali di estinzione anticipata. La nuova rata deve restare sostenibile per tutta la durata del contratto, anche con un margine per le spese impreviste.

Quando non viene accettato un consolidamento debiti?

La richiesta di consolidamento viene respinta quando il reddito non garantisce la nuova rata, quando nei sistemi di informazioni creditizie risultano ritardi o insolvenze, oppure quando l’esposizione complessiva è troppo alta rispetto alle entrate. Dopo un rifiuto restano la trattativa diretta con i singoli creditori, la moratoria e, nei casi più gravi, la procedura di sovraindebitamento.

Quale banca fa mutuo consolidamento debiti?

Il mutuo di consolidamento è offerto da banche e intermediari autorizzati a chi possiede un immobile da porre a garanzia ipotecaria. La garanzia consente tassi in genere più bassi di quelli di un prestito personale, ma espone l’immobile in caso di mancato rimborso. La scelta dell’istituto si basa sul confronto tra più offerte a parità di importo e durata.

È possibile ottenere un prestito di 3000 euro senza garanzie?

Un prestito personale di piccolo importo può essere concesso senza garanzie reali se il richiedente dimostra un reddito stabile e non ha segnalazioni negative. Per chi ha già debiti in sofferenza la richiesta viene spesso respinta. Se accolta, aggiunge una rata senza ridurre l’esposizione complessiva.

Troppi debiti: come rimettersi in carreggiata

Uscire da una situazione di debiti eccessivi richiede un ordine preciso: prima la mappatura della posizione, poi il taglio delle spese, quindi la scelta dello strumento adatto al livello di difficoltà. Invertire l’ordine, per esempio chiedendo un nuovo prestito prima di conoscere l’esposizione complessiva, porta spesso a peggiorare la situazione.

Quali sono i modi per rimettersi in carreggiata se ho troppi debiti?

II passi sono quattro, in quest’ordine: mappare l’esposizione, ridurre le uscite, aprire il dialogo con i creditori e scegliere lo strumento adatto al livello di difficoltà. Le spese non necessarie vanno eliminate prima di ogni trattativa. Nuove fonti di reddito aumentano il margine disponibile per le rate. Il contatto con i creditori va mantenuto anche dopo una rata saltata, perché il silenzio accelera solleciti, segnalazioni e azioni di recupero.

  1. Mappatura dei debiti: elenco di ogni creditore con importo residuo, rata, tasso, scadenze e rate già saltate.
  2. Bilancio mensile: confronto tra entrate nette e spese essenziali per calcolare la somma realmente disponibile per i rimborsi.
  3. Taglio delle spese non necessarie: eliminazione delle uscite rinviabili per liberare margine sulle rate.
  4. Verifica dei contratti: controllo di cessioni del quinto estinte in anticipo e carte revolving per individuare somme da recuperare.
  5. Contatto con i creditori: richiesta formale di rinegoziazione, sospensione o piano di rientro prima che i ritardi si accumulino.
  6. Scelta dello strumento: consolidamento con reddito stabile, saldo e stralcio con liquidità disponibile, procedura di sovraindebitamento con squilibrio perdurante.
  7. Controllo delle segnalazioni: visura presso i sistemi di informazioni creditizie per verificare la posizione e i tempi di cancellazione previsti dalla legge.

Se la difficoltà è temporanea: sospendi o rinegozia

Se il calo di reddito dipende da un evento circoscritto, come la perdita del lavoro o una spesa imprevista, chiedi alla banca la sospensione della quota capitale o l’allungamento del piano. Per il mutuo sulla prima casa la richiesta può passare dal Fondo Consap. Il debito resta invariato, ma la pressione mensile cala fino al ritorno di un reddito adeguato.

Se la crisi è conclamata: rivolgiti all’OCC

Se il patrimonio liquidabile non copre più le obbligazioni in modo stabile, nessuna trattativa singola risolve la posizione. In questo caso:

  1. Raccogli contratti, estratti conto, cartelle e solleciti di tutti i creditori.
  2. Presenta istanza a un Organismo di composizione della crisi.
  3. Con il gestore nominato, scegli tra soluzione concordata, piano omologato o liquidazione.
  4. Attendi la decisione del tribunale e rispetta il piano approvato fino all’esdebitazione.

Sono piena di debiti, aiutatemi: da dove partire

Il primo passo è sempre l’elenco completo dei debiti, non la ricerca di un nuovo finanziamento. Forum e testimonianze aiutano a capire di non essere un caso isolato, ma non sostituiscono l’analisi dei contratti. Sportelli delle associazioni dei consumatori e OCC offrono un primo inquadramento senza costi provvigionali anticipati.

Come ridurre il debito fiscale e i debiti con l’Agenzia delle Entrate

Per cartelle e imposte non pagate la prima via è la richiesta di rateizzazione all’agente della riscossione, che distribuisce l’importo nel tempo senza ridurlo. Le definizioni agevolate, quando previste dal legislatore, riducono sanzioni e interessi entro le finestre stabilite dalle singole norme. Nella procedura di sovraindebitamento anche i debiti con il Fisco possono rientrare nel piano e nell’esdebitazione finale.

Come diminuire il debito pubblico?

Il debito pubblico si riduce con un avanzo primario stabile, cioè entrate superiori alla spesa al netto degli interessi, e con una crescita del prodotto interno più rapida del costo del debito. Si tratta di una questione di finanza pubblica, distinta dagli strumenti a disposizione di famiglie e consumatori per ridurre i propri debiti.

Errori frequenti e casi limite nella riduzione dei debiti

La maggior parte degli insuccessi deriva da strumenti scelti per il livello sbagliato di difficoltà. Un consolidamento richiesto durante una crisi strutturale viene respinto. Un saldo e stralcio proposto senza liquidità reale non chiude nulla. Una procedura di sovraindebitamento avviata senza documentazione completa si blocca davanti all’OCC.

Errori frequenti nella gestione dei debiti e correzione consigliata
Errore Conseguenza Correzione
Nuovo prestito per pagare rate arretrate Esposizione in aumento e una rata in più Mappatura dei debiti e trattativa prima di ogni nuovo credito
Interruzione dei contatti con i creditori Recupero crediti, segnalazioni e azioni esecutive più rapide Comunicazione scritta e proposta di piano di rientro
Costi anticipati a un’agenzia privata senza verifica Ulteriore peso economico senza garanzia di risultato Richiesta scritta di tariffe, provvigioni e condizioni di recesso
Valutazione basata solo sulla rata Durata più lunga e interessi totali più alti Confronto su TAEG e costo complessivo
Saldo e stralcio senza liquidità certa Accordo decaduto e debito residuo ripristinato Proposta solo per somme già disponibili

Restano alcuni casi limite. I beni impignorabili non entrano nella liquidazione del patrimonio. L’imprenditore soggetto alle procedure concorsuali maggiori non accede al sovraindebitamento. Un accordo di ristrutturazione privo del consenso dei creditori titolari del 60% dei crediti non produce effetti, mentre il piano del consumatore può comunque essere omologato dal tribunale.

Domande frequenti sulla riduzione dei debiti

Quali sono i requisiti per accedere al sovraindebitamento secondo la legge 3/12?

Accedono consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e privati non soggetti al fallimento, in squilibrio perdurante tra debiti e patrimonio liquidabile. Conta anche la meritevolezza, cioè l’assenza di un ricorso al credito consapevolmente sproporzionato. L’Organismo di composizione della crisi verifica redditi, patrimonio e documenti prima della proposta al tribunale.

A chi posso rivolgermi per problemi economici?

Il primo interlocutore è la banca o la finanziaria creditrice, per chiedere rinegoziazione o sospensione delle rate. Associazioni dei consumatori, avvocati e commercialisti verificano contratti e tutele. Per le procedure di sovraindebitamento la competenza spetta all’Organismo di composizione della crisi, che accompagna la proposta davanti al tribunale fino alla decisione.

Quali sono i modi per rimettersi in carreggiata se ho troppi debiti?

Servono quattro passi in ordine: mappare tutti i debiti, tagliare le spese non necessarie, mantenere il dialogo con i creditori e scegliere lo strumento adatto. Con reddito stabile funziona il consolidamento, con liquidità il saldo e stralcio, con squilibrio perdurante la procedura di sovraindebitamento davanti al tribunale.

Come faccio a pagare i debiti se non ho soldi?

Senza liquidità un nuovo prestito aggrava la posizione. Se la mancanza di risorse è temporanea, la soluzione è la sospensione delle rate concordata con la banca. Se è strutturale, la procedura di sovraindebitamento mette a disposizione dei creditori solo il patrimonio pignorabile e può concludersi con l’esdebitazione dei debiti residui.

Qual è il miglior consolidamento debiti?

Il consolidamento migliore ha il costo totale più basso, non la rata più bassa. Il confronto si basa su TAEG, durata, spese di istruttoria, polizze abbinate e penali di estinzione anticipata. La nuova rata deve restare sostenibile per tutta la durata del contratto, con un margine sufficiente per assorbire le spese impreviste.

Quando non viene accettato un consolidamento debiti?

La banca respinge il consolidamento quando il reddito non garantisce la nuova rata, quando risultano ritardi o insolvenze nei sistemi di informazioni creditizie o quando l’esposizione è eccessiva rispetto alle entrate. Dopo il rifiuto restano la trattativa diretta con i singoli creditori, la moratoria e la procedura di sovraindebitamento.

Qual è la nuova legge per chi ha troppi debiti?

La legge 3/2012 è confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che ha aggiornato la disciplina del sovraindebitamento. Restano una soluzione concordata o omologata, una soluzione liquidatoria e l’esdebitazione finale. Denominazioni e requisiti vigenti sono quelli del Codice, e l’Organismo di composizione della crisi indica la procedura applicabile.

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

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Chi siamo

Per anni abbiamo lavorato nel settore del debito aziendale, vedendo le banche come entità intoccabili. Un mondo complesso, dove le grandi società avevano sempre i loro consulenti pronti a difenderle.

Ci siamo resi conto che nessuno si stava occupando delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Persone comuni, lasciate sole e senza tutela di fronte a un sistema che non conoscevano, schiacciate da un peso psicologico enorme.

Così, nel 2011, contro lo scetticismo generale, siamo stati tra i primi in Italia a creare uno Studio Legale focalizzato sulla difesa delle persone fortemente indebitate in tutta Italia utilizzando il web, rendendo accessibile un aiuto che prima non esisteva.

La nostra missione è quella di ridare dignità e serenità alle persone, ascoltandole senza giudicarle e difendendole con la massima competenza legale.

Oggi, dopo aver aiutato migliaia di famiglie a riprendere il controllo della loro vita, la nostra più grande soddisfazione sono le loro testimonianze e la tranquillità che hanno finalmente ritrovato.

Se ti trovi anche tu nella stessa situazione di difficoltà, sappi che una soluzione legale esiste. Il primo passo è semplicemente parlarne con qualcuno che può davvero aiutarti, senza impegno.

Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri