Saldo e stralcio: accordo, liberatoria e conseguenze sulle segnalazioni

Il saldo e stralcio non significa cancellare un debito senza pagare.

È un accordo con il quale il creditore accetta di ricevere una somma inferiore rispetto all’importo complessivamente richiesto, rinunciando, alle condizioni stabilite, a pretendere la parte residua.

La differenza tra un accordo realmente definitivo e un semplice pagamento parziale dipende soprattutto da ciò che viene scritto prima del versamento.

Importo, scadenze, rinuncia al residuo, liberatoria e aggiornamento delle segnalazioni devono essere verificati con attenzione. Pagare la cifra concordata, inoltre, non comporta automaticamente la cancellazione immediata dalle banche dati creditizie.

Vediamo come funziona.

Che cos’è il saldo e stralcio

Il saldo e stralcio è una definizione negoziale del debito.

Il debitore propone di versare una somma inferiore rispetto a quella richiesta e il creditore valuta se accettarla come pagamento definitivo.

L’accordo può prevedere:

  • un unico pagamento;
  • un acconto seguito da poche rate;
  • un piano più articolato;
  • una scadenza entro la quale versare l’intero importo concordato.

Il creditore non è obbligato ad accettare la proposta. La decisione dipende dalla situazione del debitore, dalla documentazione disponibile, dalla natura del credito, dalle garanzie e dalle possibilità alternative di recupero.

Il saldo e stralcio non deve quindi essere confuso con un diritto automatico alla riduzione del debito.

Perché il creditore può accettare meno

Un creditore può ritenere conveniente ricevere una somma inferiore ma certa, evitando tempi, costi e rischi di un’azione di recupero.

Prima di decidere può valutare:

  • reddito e patrimonio del debitore;
  • eventuali pignoramenti già presenti;
  • numero e priorità degli altri creditori;
  • valore delle garanzie;
  • costo di un’azione giudiziale;
  • tempi necessari per recuperare il credito;
  • disponibilità immediata della somma;
  • rischio di una procedura di sovraindebitamento;
  • possibilità concreta di ottenere un importo maggiore attraverso l’esecuzione.

La percentuale offerta non può essere stabilita attraverso una formula valida per tutti.

Due debiti dello stesso importo possono essere definiti in modo completamente diverso, perché cambiano il creditore, i documenti, il patrimonio del debitore e le prospettive di recupero.

Prima di proporre un accordo bisogna verificare il debito

Ricevere una richiesta da una società di recupero crediti non significa che si debba formulare immediatamente un’offerta.

Prima è necessario ricostruire la posizione.

Bisogna controllare:

  1. chi è il creditore attuale;
  2. se il credito è stato ceduto;
  3. in quale veste opera la società che sta contattando il debitore;
  4. da quale contratto nasce il debito;
  5. quanto capitale risulta ancora dovuto;
  6. quali interessi e costi sono stati aggiunti;
  7. se esistono garanzie o coobbligati;
  8. se sono intervenuti atti giudiziari;
  9. se il credito possa essere prescritto;
  10. se siano già stati effettuati pagamenti non contabilizzati.

Una proposta o un pagamento parziale possono avere effetti anche sulla prescrizione quando manifestano un riconoscimento inequivoco del diritto del creditore.

Per questo la verifica deve precedere la trattativa.

Che cosa deve contenere l’accordo

Un accordo di saldo e stralcio non dovrebbe limitarsi a indicare una cifra e un IBAN.

Il documento deve permettere di comprendere con precisione quale posizione viene definita e cosa accadrà dopo il pagamento.

Identificazione delle parti

Devono essere indicati:

  • il debitore;
  • il creditore;
  • l’eventuale cessionario;
  • la società incaricata della riscossione;
  • il soggetto autorizzato a sottoscrivere l’accordo.

Se la trattativa viene gestita da una società di recupero crediti, bisogna comprendere se agisca come titolare del credito oppure per conto di un altro soggetto.

Identificazione del debito

L’accordo deve specificare:

  • contratto originario;
  • numero della pratica;
  • creditore originario;
  • eventuali cessioni;
  • importo richiesto;
  • titolo dal quale deriva il credito;
  • eventuali procedure giudiziarie già iniziate.

Una formulazione generica può creare difficoltà nel dimostrare quale posizione sia stata effettivamente definita.

Importo concordato

Il documento deve indicare chiaramente la somma complessiva accettata dal creditore.

Se il pagamento avviene in più rate, devono essere riportati:

  • numero delle rate;
  • importo di ciascuna rata;
  • date di scadenza;
  • modalità di pagamento;
  • causale da utilizzare;
  • conseguenze di un eventuale ritardo.

È importante verificare se una sola rata non pagata determini la perdita dell’accordo e la possibilità per il creditore di pretendere nuovamente l’intero debito originario, al netto di quanto già versato.

Rinuncia al debito residuo

Questo è il punto decisivo.

L’accordo deve chiarire che, dopo il pagamento integrale della somma concordata, il creditore considererà la posizione definitivamente definita e non avanzerà ulteriori pretese per capitale, interessi, spese e altri accessori relativi a quel rapporto.

Se manca una previsione chiara, il versamento potrebbe essere interpretato come un semplice acconto sul maggiore importo dovuto.

Formule come “pagamento parziale”, “acconto” o “versamento in attesa di definizione” non offrono la stessa tutela di una dichiarazione espressa di chiusura definitiva della posizione.

Procedure giudiziarie in corso

Se esistono decreto ingiuntivo, precetto, pignoramento o altra procedura, l’accordo deve disciplinare anche questo aspetto.

Bisogna indicare:

  • se l’azione viene sospesa durante i pagamenti;
  • quando il creditore rinuncerà alla procedura;
  • chi sosterrà le spese;
  • quando sarà richiesto lo svincolo delle somme;
  • quali effetti produrrà un eventuale inadempimento.

Il pagamento dell’accordo non determina sempre automaticamente la chiusura materiale di una procedura già iniziata. Possono essere necessari ulteriori atti.

Che cos’è la liberatoria

La liberatoria è la dichiarazione con cui il creditore attesta che il debitore ha eseguito quanto previsto dall’accordo.

Dovrebbe indicare:

  • le parti;
  • la posizione definita;
  • l’importo ricevuto;
  • la data del pagamento;
  • l’avvenuto adempimento dell’accordo;
  • l’assenza di ulteriori pretese sul rapporto;
  • l’eventuale impegno ad aggiornare le segnalazioni.

La liberatoria non deve essere confusa con la semplice ricevuta del bonifico.

La ricevuta prova che una somma è stata trasferita. La liberatoria prova, invece, quale effetto quel pagamento produce sul debito.

Per questo è preferibile che il testo della liberatoria, o almeno l’obbligo di rilasciarla, venga concordato prima del pagamento.

“Nulla più a pretendere”: perché la formula è importante

La formula con cui il creditore dichiara di non avere più nulla a pretendere deve riferirsi chiaramente alla posizione oggetto dell’accordo.

Non è sufficiente una dichiarazione ambigua come:

“La somma è stata ricevuta.”

È più tutelante una formulazione che precisi, in sostanza, che l’integrale pagamento dell’importo concordato produce la definitiva definizione della posizione e la rinuncia a ogni ulteriore pretesa relativa a capitale, interessi e spese.

La formulazione concreta deve essere adattata all’accordo e alla documentazione.

Che cosa accade alle segnalazioni dopo il saldo e stralcio

Il saldo e stralcio non comporta automaticamente la cancellazione immediata dalle banche dati.

Dopo il pagamento, la posizione deve essere aggiornata in modo corretto. Le informazioni storiche possono però restare visibili per i periodi consentiti.

Bisogna inoltre distinguere tra:

  • Sistemi di informazione creditizia privati, spesso indicati come SIC;
  • Centrale dei Rischi della Banca d’Italia;
  • eventuali altri archivi con regole specifiche.

Non esiste un’unica “lista nera dei cattivi pagatori”.

Saldo e stralcio nei SIC privati

I SIC raccolgono informazioni sui rapporti di credito e sulla puntualità dei pagamenti.

Il Codice di condotta approvato dal Garante Privacy stabilisce differenti tempi di conservazione.

Le informazioni negative relative a ritardi successivamente regolarizzati possono essere conservate:

  • fino a 12 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, quando il ritardo non supera due rate o due mesi;
  • fino a 24 mesi quando il ritardo supera due rate o due mesi.

Le informazioni relative a inadempimenti non successivamente regolarizzati possono essere conservate fino a 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall’ultimo aggiornamento necessario, e comunque non oltre 60 mesi dalla scadenza del rapporto risultante dal contratto.

Nel saldo e stralcio, tuttavia, non bisogna presumere automaticamente che si applichi sempre uno specifico termine.

È necessario verificare:

  • come è stato aggiornato il rapporto;
  • se la posizione risulta estinta;
  • quali informazioni sono state trasmesse;
  • la data dell’ultimo aggiornamento;
  • il gestore del SIC;
  • la natura dei ritardi precedenti.

L’accordo non può imporre la cancellazione anticipata di dati corretti che devono essere conservati per il periodo consentito dalla disciplina applicabile.

Può però prevedere l’obbligo del creditore di comunicare tempestivamente l’avvenuta definizione della posizione.

Saldo e stralcio nella Centrale dei Rischi

La Centrale dei Rischi è un archivio gestito dalla Banca d’Italia e segue regole differenti dai SIC privati.

Quando il finanziamento viene estinto, l’intermediario non deve continuare a segnalare il debito come ancora esistente.

Banca d’Italia chiarisce che l’intermediario smette di segnalare il debito nel mese in cui viene pagato, secondo le tempistiche tecniche della rilevazione mensile.

Le informazioni relative ai periodi precedenti, però, non vengono cancellate immediatamente. Gli intermediari possono consultare le informazioni storiche disponibili, entro i limiti temporali previsti.

Questo significa che:

  • il debito non deve continuare a risultare aperto dopo la corretta definizione;
  • la storia precedente della posizione non scompare nello stesso momento;
  • la liberatoria può essere utilizzata per chiedere un aggiornamento, ma non per ottenere la cancellazione di dati storici corretti;
  • eventuali inesattezze devono essere contestate all’intermediario segnalante.

La Banca d’Italia non modifica direttamente i dati: solo l’intermediario che li ha trasmessi può correggerli.

La liberatoria cancella automaticamente la segnalazione?

No.

La liberatoria dimostra che l’accordo è stato adempiuto e che la posizione deve essere considerata definita secondo quanto pattuito.

Può essere utilizzata per:

  • chiedere l’aggiornamento dei dati;
  • dimostrare l’avvenuto pagamento;
  • contestare una posizione ancora indicata come aperta;
  • verificare l’esattezza delle informazioni trasmesse.

Non obbliga però il gestore della banca dati a eliminare immediatamente tutte le informazioni quando i termini di conservazione non sono ancora trascorsi.

La distinzione è importante:

  • aggiornare significa registrare correttamente ciò che è accaduto;
  • cancellare significa eliminare il dato al ricorrere delle condizioni previste.

Il saldo e stralcio garantisce un nuovo finanziamento?

No.

La chiusura della posizione non garantisce la concessione di un nuovo prestito, mutuo o carta.

Ogni intermediario valuta autonomamente:

  • reddito;
  • impegni finanziari già presenti;
  • storia dei pagamenti;
  • informazioni disponibili nei SIC;
  • dati presenti nella Centrale dei Rischi;
  • sostenibilità della nuova rata;
  • politiche interne di concessione del credito.

Un accordo di saldo e stralcio può migliorare la situazione rispetto a un debito ancora insoluto, ma non ricostruisce automaticamente e immediatamente il merito creditizio.

Nessun soggetto può garantire in anticipo che una banca concederà un nuovo finanziamento.

Cosa fare dopo il pagamento

Dopo aver completato l’accordo è opportuno:

  1. conservare l’accordo firmato;
  2. conservare tutte le ricevute;
  3. richiedere la liberatoria;
  4. verificare l’eventuale chiusura delle procedure giudiziarie;
  5. attendere i tempi tecnici necessari all’aggiornamento;
  6. richiedere una visura dei SIC interessati;
  7. richiedere gratuitamente i dati della Centrale dei Rischi;
  8. contestare eventuali informazioni inesatte al soggetto segnalante.

Se il credito è stato ceduto a una società che non partecipa al SIC, il Codice di condotta prevede comunque l’aggiornamento dei dati relativi alla regolarizzazione, anche a seguito della richiesta dell’interessato corredata dalla dichiarazione del cessionario o da altra documentazione idonea.

Gli errori da evitare

Pagare senza un accordo scritto

Una promessa telefonica è difficile da dimostrare. Il pagamento dovrebbe avvenire dopo aver ricevuto un documento che definisca importo ed effetti.

Accettare la parola “acconto”

Se l’obiettivo è chiudere definitivamente la posizione, bisogna evitare che la somma venga qualificata come semplice acconto sul debito maggiore.

Non verificare chi sta incassando

Prima di versare è necessario controllare il titolare del credito, il mandato della società incaricata e la correttezza dell’IBAN.

Pensare che la liberatoria cancelli immediatamente ogni dato

La liberatoria serve a dimostrare l’adempimento e chiedere l’aggiornamento. I tempi di conservazione delle informazioni seguono regole autonome.

Formulare una proposta insostenibile

Un accordo vantaggioso sulla carta può diventare rischioso se il debitore non riesce a rispettare le scadenze. Bisogna verificare le conseguenze della decadenza prima della firma.

Non considerare gli altri debiti

Utilizzare tutta la liquidità per definire un solo creditore può lasciare senza risorse per mutuo, cartelle, mantenimento o spese essenziali.

La proposta deve essere inserita in una strategia complessiva.

Saldo e stralcio o sovraindebitamento?

Il saldo e stralcio può essere adeguato quando il debitore dispone di una somma e la definizione di una o più posizioni consente di ristabilire un equilibrio sostenibile.

Quando invece:

  • i creditori sono numerosi;
  • non esiste liquidità sufficiente;
  • il reddito non consente di sostenere accordi;
  • sono presenti pignoramenti;
  • il patrimonio non è sufficiente;
  • anche dopo lo stralcio il debito resterebbe ingestibile;

può essere necessario valutare gli strumenti previsti dal Codice della crisi per il sovraindebitamento.

Non esiste una soluzione migliore in assoluto. Bisogna confrontare costi, risorse, debiti e conseguenze.

Conclusioni

Il saldo e stralcio non consiste soltanto nel concordare una cifra più bassa.

Un accordo ben costruito deve identificare il debito, stabilire l’importo definitivo, disciplinare le conseguenze di eventuali ritardi e contenere la rinuncia espressa del creditore alla parte residua dopo l’integrale pagamento.

La liberatoria prova che la posizione è stata definita, ma non determina automaticamente la cancellazione immediata dalle banche dati.

Le segnalazioni devono essere aggiornate correttamente e restano soggette ai tempi di conservazione previsti per ciascun archivio.

Se hai ricevuto una proposta di saldo e stralcio o vuoi verificare un accordo prima di effettuare il pagamento, contattaci per una consulenza gratuita. Il team di Debito Bancario analizzerà il credito, la sostenibilità della proposta, il contenuto dell’accordo e le conseguenze sulla posizione complessiva.

 

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Avv. Cacciola Francesco

Master in diritto bancario 2010 - 2013 Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi 2006 - 2010 Master "soluzioni delle crisi aziendali" 2014 Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'​

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Avv. Francesco Cacciola

Avv. Elvira Carpentieri