Quando una persona o un’impresa ha più debiti di quanti ne possa pagare, la domanda diventa: chi viene pagato per primo? La regola di partenza del codice civile è la parità. Tutti i creditori hanno lo stesso diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore. La stessa norma però ammette delle eccezioni, che chiama «cause legittime di prelazione»: sono i privilegi, il pegno e l’ipoteca.
Il pegno e l’ipoteca nascono di solito da un accordo, per esempio quando una banca concede un mutuo e iscrive ipoteca sulla casa. Il privilegio funziona in un altro modo. È la legge a deciderlo, e lo riconosce a certi crediti per la loro natura: lo stipendio di un lavoratore, il compenso di un professionista, le imposte dovute allo Stato.
Che cos’è il privilegio
Il privilegio è una preferenza nel pagamento. Se i beni del debitore vengono venduti, il ricavato non si divide in parti uguali: prima si pagano i creditori privilegiati, e solo con quello che resta tutti gli altri.
Il codice civile spiega da dove viene questa preferenza: il privilegio è «accordato dalla legge in considerazione della causa del credito». Quindi non conta chi è il creditore né quanto è grande il suo credito. Conta il motivo per cui quel credito esiste. Il legislatore ha stabilito che alcune ragioni meritano più tutela di altre.
Per i crediti di lavoro la Corte costituzionale ha chiarito la logica di fondo. Questi crediti hanno una posizione preferenziale perché nascono da un’attività di lavoro, subordinato o autonomo, e servono al sostentamento di chi lavora.
C’è poi una differenza pratica con l’ipoteca. Di regola il privilegio esiste per il solo fatto che lo prevede la legge e non serve iscriverlo in un registro. La stessa norma ammette però che in alcuni casi la legge lo leghi a un accordo tra le parti o a particolari forme di pubblicità.
Generale o speciale
Il codice distingue due tipi di privilegio.
| Privilegio generale | Privilegio speciale | |
|---|---|---|
| Su quali beni | Tutti i beni mobili del debitore | Beni mobili o immobili determinati |
| Esempio | Stipendi dei lavoratori, compensi dei professionisti, alcune imposte dello Stato | Crediti legati a un bene preciso, come alcuni tributi indiretti sull’immobile a cui si riferiscono |
Un dettaglio conta molto: il privilegio generale riguarda solo i beni mobili, cioè denaro, conti, veicoli, crediti e merci. Sulla casa possono esserci solo privilegi speciali, cioè legati a quel bene, e solo nei casi previsti dalla legge.
Chi viene pagato prima
Tra i privilegi generali sui beni mobili il codice civile fissa una scala precisa. Prima di tutto vengono le spese di giustizia, cioè i costi della procedura che serve a vendere i beni e distribuire il ricavato. Subito dopo ci sono i crediti nati dal lavoro.
- Lavoratori dipendenti: stipendi, indennità legate alla fine del rapporto e alcuni risarcimenti collegati.
- Professionisti e altri lavoratori autonomi: compensi degli ultimi due anni di prestazione, insieme al contributo previdenziale integrativo e all’IVA di rivalsa. Allo stesso livello ci sono gli agenti di commercio, per le provvigioni dell’ultimo anno.
- Coltivatori diretti, imprese artigiane e cooperative di produzione e lavoro: i corrispettivi per prodotti venduti, manufatti e servizi.
I crediti del fisco, per esempio quelli per IRPEF, IRES, IRAP e IVA, hanno anch’essi un privilegio generale sui mobili. Nella scala però vengono dopo i crediti di lavoro. Il codice aggiunge che anche i privilegi che le leggi speciali dichiarano «preferiti ad ogni altro credito» restano sempre dietro le spese di giustizia e i crediti di lavoro.
Privilegio, pegno e ipoteca: chi prevale
Capita spesso che sullo stesso bene ci siano crediti di tipo diverso. Il codice civile fissa due regole di base, valide salvo che una legge disponga diversamente.
- Sui beni mobili, un privilegio speciale non può andare a danno del creditore che ha un pegno.
- Sugli immobili, chi ha un privilegio viene pagato prima dei creditori ipotecari.
La seconda regola sorprende molti, perché l’ipoteca viene percepita come la garanzia più forte. Le eccezioni previste però sono importanti. Per esempio, il privilegio dello Stato per alcuni tributi indiretti sull’immobile non può essere fatto valere contro i diritti che altre persone avevano acquistato su quell’immobile in precedenza.
Resta poi una regola che vale sempre: le spese di giustizia vengono prima di ogni altro credito, anche se garantito da pegno o da ipoteca.
Quando conta davvero: pignoramento e procedure
Finché un debitore paga tutti, il privilegio resta sullo sfondo. Diventa decisivo quando i soldi non bastano per tutti.
Nel pignoramento. Il bene pignorato viene venduto e il ricavato va distribuito tra i creditori. Chi ha un privilegio viene pagato secondo il suo grado di preferenza, prima di chi non ne ha.
Nelle procedure per chi è sovraindebitato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza consente al consumatore di proporre un piano di ristrutturazione dei debiti. Nel piano si può prevedere che i crediti con privilegio, pegno o ipoteca non vengano pagati per intero. La condizione è che ricevano almeno quanto otterrebbero se i beni venissero venduti, tenendo conto della loro posizione preferenziale. Il privilegio quindi non obbliga sempre a pagare il cento per cento. Fissa però una soglia minima sotto la quale non si può scendere.
Nella liquidazione. Quando il patrimonio viene liquidato, il ricavato si distribuisce rispettando le preferenze: prima i crediti privilegiati, poi quelli senza garanzie.
Cosa significa per le famiglie
Il privilegio riguarda tutti e due i lati del rapporto.
Per chi aspetta di essere pagato, per esempio un lavoratore la cui azienda è in crisi o un professionista che non ha ricevuto il compenso, è una tutela concreta. Il suo credito non si confonde con quello di un qualsiasi fornitore e viene pagato prima.
Per chi ha debiti, capire quali sono privilegiati serve a leggere la propria situazione. Un debito con il fisco o con un dipendente non ha lo stesso peso di un prestito personale senza garanzie. In una procedura di sovraindebitamento i debiti privilegiati vanno trattati con regole precise. Per questo il piano va costruito con l’aiuto di un professionista o di un Organismo di composizione della crisi (OCC).
Questo articolo offre informazioni generali e non sostituisce la valutazione del singolo caso.