- Inadempimento
- L’inadempimento è la mancata esecuzione, totale o parziale, della prestazione dovuta in base a un obbligo contrattuale.
- L’inadempimento è disciplinato dagli articoli 1218 e seguenti del Codice Civile italiano.
- L’articolo 1218 del Codice Civile stabilisce che il debitore è responsabile dell’inadempimento salvo che provi l’impossibilità della prestazione per causa a lui non imputabile.
- L’inadempimento può consistere nell’omissione della prestazione, nel ritardo o nell’esecuzione inesatta rispetto a quanto pattuito.
- Il creditore può agire per ottenere l’esecuzione forzata della prestazione o il risarcimento del danno derivante dall’inadempimento.
- L’inadempimento è rilevante sia nei contratti a prestazioni corrispettive che nei contratti unilaterali.
- Nel contratto a prestazioni corrispettive, l’inadempimento di una parte legittima l’altra a rifiutare la propria prestazione.
- In caso di inadempimento grave, la parte non inadempiente può chiedere la risoluzione del contratto.
- La gravità dell’inadempimento è valutata in relazione all’interesse dell’altra parte a ricevere la prestazione esatta.
- Il risarcimento del danno da inadempimento comprende il danno emergente e il lucro cessante, nei limiti della prevedibilità al momento della conclusione del contratto.
- L’onere della prova dell’inadempimento spetta al creditore che agisce per far valere la responsabilità contrattuale.
- Il debitore può liberarsi dalla responsabilità dimostrando che l’inadempimento è dovuto a causa a lui non imputabile.
- L’inadempimento può dar luogo a responsabilità contrattuale anche in assenza di dolo o colpa se la prestazione è divenuta impossibile per fatto imputabile al debitore.
- In presenza di clausole risolutive espresse, il contratto si risolve automaticamente al verificarsi dell’inadempimento previsto.
- L’inadempimento può essere sanato mediante adempimento tardivo, salvo che il ritardo abbia compromesso l’interesse dell’altra parte.
- La mora del debitore, se costituita validamente, aggrava la sua posizione rendendolo responsabile anche per il caso fortuito.
- Il giudice può concedere al debitore un termine di grazia per adempiere, nei casi previsti dalla legge.
- L’inadempimento può riguardare anche obbligazioni di fare o di non fare, oltre a obbligazioni pecuniarie.
- Il principio dell’esecuzione in buona fede impone al debitore di adempiere correttamente secondo quanto previsto dal contratto.
Avv. Cacciola Francesco
Master in diritto bancario
2010 - 2013
Analisi di tutti i rapporti bancari:
- conto corrente
- mutuo
- leasing
- finanziamenti
- cessioni del quinto
finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi. Analisi di tutti i rapporti bancari: - conto corrente - mutuo - leasing - finanziamenti - cessioni del quinto finalizzata alla rilevazione della legittima applicazione e/o pattuizione degli interessi
2006 - 2010
Master "soluzioni delle crisi aziendali"
2014
Analisi e soluzioni delle crisi
Trattativa con i creditori nella crisi
Istituti giuridici per la soluzione della crisi. Analisi e soluzioni delle crisi Trattativa con i creditori nella crisi Istituti giuridici per la soluzione della crisi
Laurea magistrale in giurisprudenza presso Università degli Studi di Napoli 'Parthenope'
Post correlati
- Mutuo non pagato e pignoramento dello stipendio: come evitarlo
- Legge sovraindebitamento 2019 e 2020 cosa cambia
- Pignoramento pensione: quando i creditori possono pignorare il pensionato
- La prima casa è davvero impignorabile?
- Come non pagare le carte revolving
- Quali beni non sono pignorabili anche se hai tanti debiti?
- Non ho pagato il finanziamento, rischio il pignoramento?
- Donazione di un bene e debiti, cosa succede se il creditore è il fisco
- Debiti con il fisco e donazione: ecco a cosa si va incontro
- Rate del mutuo non pagate: dagli interessi di mora e segnalazione in Crif al pignoramento della casa