Territorio, casa, cantieri, fondi europei e aumento dei costi di costruzione. Sono stati questi i temi al centro della quarta puntata di “A Conti Fatti”, dedicata al rapporto tra sviluppo locale, risorse pubbliche e difficoltà economiche che coinvolgono famiglie e imprese.
Alla puntata hanno partecipato Vincenzo Cuomo, assessore al Governo del territorio e al Patrimonio della Regione Campania, Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Debito, ed Elvira Carpentieri, presidente del Centro Studi sulla crisi economica delle famiglie italiane.
Il territorio come risposta concreta alla crisi
Il punto di partenza della puntata è stato il rapporto tra territorio e futuro. Case, quartieri, infrastrutture e fondi europei non sono stati trattati come temi separati, ma come parti di una stessa questione: la capacità delle istituzioni di trasformare risorse disponibili in opere concluse, servizi accessibili e sviluppo reale.
Nel corso del confronto è emerso come le crisi internazionali producano effetti diretti anche sui cantieri locali. L’aumento dei costi energetici, le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e l’instabilità dei prezzi incidono sulla sostenibilità economica degli appalti, sul lavoro delle imprese e sulle condizioni delle famiglie.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto l’edilizia. Riguarda la tenuta economica dei territori e la possibilità di utilizzare in tempo fondi pubblici destinati a infrastrutture, riqualificazione urbana, sanità territoriale e servizi.
Cuomo: cantieri e appalti sotto pressione per il caro materiali
Vincenzo Cuomo ha inquadrato il problema partendo dagli effetti economici delle crisi internazionali. Secondo l’assessore, l’aumento dei costi di carburanti, trasporti e materie prime rappresenta una difficoltà rilevante per le imprese e per le stazioni appaltanti.
Quando un appalto è già in corso, l’aumento dei costi può creare un forte disallineamento tra le previsioni iniziali e la realtà del cantiere. L’impresa si trova a sostenere spese più alte rispetto a quelle preventivate, mentre la stazione appaltante deve gestire richieste di adeguamento, ritardi e possibili sospensioni dei lavori.
Il problema diventa ancora più delicato quando le opere sono finanziate con risorse europee, come fondi FESR, FSC o PNRR. In questi casi, infatti, non basta avviare un intervento: occorre rispettare tempi, cronoprogrammi e obblighi di rendicontazione.
Il punto richiamato da Cuomo è chiaro: ogni ritardo rischia di incidere non solo sulla spesa, ma sulla concreta realizzazione di opere che dovrebbero rafforzare il sistema produttivo, migliorare la logistica, ridurre disuguaglianze territoriali e aumentare la qualità della vita dei cittadini.
Superbonus, lavori incompleti e famiglie esposte
La puntata ha poi affrontato il tema del debito legato alla casa e alle ristrutturazioni.
Francesco Cacciola ha richiamato le difficoltà incontrate da molte famiglie e imprese dopo il cambiamento del quadro normativo legato ai bonus edilizi e, in particolare, al Superbonus. Il blocco o la riduzione della possibilità di monetizzare i crediti ha messo in difficoltà diverse imprese, con effetti che in alcuni casi si sono trasferiti direttamente sui proprietari degli immobili.
Il problema emerso riguarda quelle famiglie che avevano iniziato lavori confidando in un determinato meccanismo agevolativo e che poi si sono trovate con cantieri non conclusi, costi ulteriori e debiti non previsti. In alcuni casi, ha spiegato Cacciola, la promessa di una ristrutturazione sostenibile si è trasformata in una condizione di forte esposizione economica.
La casa, da bene rifugio, può così diventare il centro di una crisi familiare: lavori iniziati e non completati, imprese in difficoltà, richieste di pagamento, aumento dei prezzi e impossibilità di chiudere il cantiere.
Carpentieri: costi di costruzione in crescita e famiglie con lavori a metà
Elvira Carpentieri ha richiamato il tema dell’aumento dei costi di costruzione, facendo riferimento in puntata a una crescita di circa il 17%. Il dato trova riscontro nel livello degli indici ISTAT più recenti: secondo gli aggiornamenti disponibili, l’indice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale è pari a 117,2 a febbraio 2026, 118,9 a marzo 2026 e 120,4 ad aprile 2026, in forma provvisoria, su base 2021=100. Questo conferma una pressione significativa sul comparto edilizio, con effetti concreti per famiglie e imprese che hanno avviato lavori in un contesto di prezzi diverso.
Carpentieri ha posto il tema delle famiglie che si trovano con lavori a metà e con importi da pagare superiori a quelli preventivati. La domanda rivolta all’assessore Cuomo ha riguardato proprio la possibilità di immaginare strumenti, anche sul piano del governo del territorio, per affrontare situazioni in cui i cittadini restano bloccati tra opere incompiute e costi non più sostenibili.
Housing sociale e opere incompiute: una possibile area di lavoro
Rispondendo alla questione posta dall’avv. Elvira Carpentieri, l’assessore Vincenzo Cuomo ha allargato il ragionamento al quadro economico generale in cui oggi si trovano molte famiglie. L’aumento dei costi non riguarda soltanto i cantieri, ma incide prima di tutto sulle spese essenziali: riscaldamento, energia elettrica, alimentari e consumi quotidiani.
Le difficoltà negli approvvigionamenti, l’aumento dei costi energetici e le criticità nella circolazione delle merci finiscono così per riflettersi direttamente sui bilanci familiari. In questo scenario, viene richiamato anche il rischio di un ricorso al credito al consumo più intenso rispetto ai periodi ordinari, proprio per far fronte a spese che, in condizioni normali, sarebbero state gestite senza ulteriore indebitamento.
Richiamando anche gli interventi del Governo nazionale sulle accise, pensati per contenere almeno in parte il peso dei carburanti, Cuomo ha osservato che la riduzione della componente fiscale sul prezzo non sempre riesce a incidere in modo significativo sulla vita concreta dei cittadini, anche perché il prezzo finale resta condizionato da una pluralità di fattori e dalle dinamiche del mercato energetico.
Sul Superbonus 110%, la lettura proposta è stata articolata. Da un lato, la misura viene indicata come un intervento straordinariamente importante per il rilancio dell’economia e del settore dell’edilizia privata. Ha favorito interventi sul patrimonio edilizio, anche su fabbricati bisognosi di consolidamento e riqualificazione, mettendo in moto un meccanismo economico rilevante in un comparto tradizionalmente trainante per il PIL.
Dall’altro lato, proprio la dimensione eccezionale del provvedimento ha generato anche criticità, difficoltà applicative e situazioni problematiche. In particolare, alcune imprese non sono riuscite a monetizzare i crediti o a completare gli interventi avviati, con conseguenze che in molti casi si sono scaricate sulle famiglie.
Resta quindi aperto il tema posto dall’avv. Carpentieri: come intervenire per aiutare chi ha iniziato lavori edilizi e oggi non è più in condizione di completarli.
Una possibile direzione potrebbe essere quella di affrontare la questione nell’ambito del piano casa, precisando però che non si tratta di una competenza risolvibile soltanto a livello regionale. Il tema richiederebbe un intervento più ampio, anche nazionale, in dialogo con le Regioni chiamate poi ad attuare i piani sui territori.
In questa prospettiva, l’housing sociale potrebbe non limitarsi alla realizzazione di nuove abitazioni a prezzi calmierati, ma diventare anche uno strumento per recuperare opere già avviate e rimaste incompiute. La parte già realizzata potrebbe essere considerata come una forma di cofinanziamento da parte delle famiglie o dei soggetti che hanno sostenuto i primi costi, consentendo poi un intervento pubblico per completare gli immobili.
Si tratta, naturalmente, di un’ipotesi da approfondire sul piano normativo, tecnico e finanziario. Tuttavia, il punto emerso è chiaro: il problema dei cantieri incompleti e delle famiglie rimaste esposte non riguarda solo singoli casi isolati, ma rappresenta una criticità diffusa che potrebbe richiedere strumenti specifici da parte del legislatore.
Piccole imprese e artigiani: quando il cantiere entra in crisi
Un altro tema centrale ha riguardato i piccoli costruttori, gli artigiani edili e le imprese che hanno firmato contratti quando i materiali avevano costi inferiori rispetto a quelli attuali.
Cacciola ha spiegato che, in queste situazioni, la riduzione dei margini può mettere l’impresa in forte difficoltà. Se i costi aumentano durante l’esecuzione dei lavori, l’impresa può non riuscire a pagare fornitori, dipendenti, banche o altri creditori.
Il rischio è ancora più alto quando l’imprenditore ha rilasciato fideiussioni personali o opera attraverso società di persone, perché la crisi dell’attività può riflettersi anche sul patrimonio personale.
In questi casi, ha ricordato Cacciola, possono essere valutati gli strumenti previsti dal Codice della crisi o, quando ricorrono i presupposti, le procedure di sovraindebitamento. Il punto centrale è che la crisi di un cantiere raramente resta isolata: coinvolge fornitori, lavoratori, famiglie e creditori.
PNRR: la fase finale tra scadenze, obiettivi e territori
La puntata ha affrontato anche il nodo del PNRR, con particolare attenzione ai tempi di attuazione e alla capacità di spendere correttamente le risorse.
Nel corso del confronto è stato richiamato dalla presidente del centro studi, il tema della scadenza del 30 giugno 2026 per gli interventi da completare entro il primo semestre. Il quadro aggiornato del PNRR conferma che, dopo il pagamento della nona e penultima rata, l’Italia ha ricevuto circa 166 miliardi di euro e ha conseguito 416 traguardi e obiettivi su un totale di 575. Restano quindi 159 traguardi e obiettivi da completare nella fase finale del Piano.
Carpentieri ha posto il tema in termini concreti: cosa accade se le opere non vengono concluse nei tempi previsti e se le risorse non vengono utilizzate?
Cuomo ha evidenziato che, in assenza di proroghe, il mancato rispetto dei tempi può creare criticità rilevanti, fino al rischio di inutilizzo o restituzione delle somme. Ha inoltre osservato che molte stazioni appaltanti avrebbero dovuto valutare con attenzione la compatibilità tra cronoprogrammi e scadenze prima di avviare determinati interventi.
Il ruolo dei comuni e la quota PNRR per il Mezzogiorno
Nel ragionamento dell’assessore è emerso anche il ruolo dei comuni, spesso beneficiari diretti di progetti finanziati dal PNRR. Secondo Cuomo, una parte importante degli interventi comunali sta procedendo attraverso stati di avanzamento, completamenti e rendicontazioni.
Il tema è particolarmente rilevante per il Mezzogiorno. La clausola del 40% prevede infatti che almeno il 40% delle risorse PNRR territorialmente allocabili sia destinato alle regioni del Sud. Questo rende ancora più importante la capacità dei territori meridionali di progettare, realizzare e rendicontare opere nei tempi previsti.
In questa prospettiva, il PNRR non è solo un piano finanziario, ma un banco di prova amministrativo e istituzionale: misura la capacità di trasformare fondi europei in scuole, ospedali, riqualificazione urbana, infrastrutture e servizi.
Case di comunità e sanità territoriale
Tra gli interventi richiamati nella puntata ci sono anche le case di comunità e gli ospedali di comunità, strutture pensate per rafforzare la sanità territoriale e ridurre il ricorso improprio agli ospedali tradizionali.
Cuomo ha spiegato che la realizzazione di queste strutture richiede una progettazione complessa. Non si tratta soltanto di edifici da costruire o ristrutturare, ma di luoghi in cui devono essere definiti percorsi dei pazienti, funzioni sanitarie, ambulatori, rapporti con i comuni e organizzazione dei servizi.
Anche su questo fronte, il tempo diventa un elemento decisivo. Ogni mese perso in una procedura può generare ulteriori ritardi, con conseguenze sulla possibilità di rendere effettivamente fruibili i servizi ai cittadini.
Chi tutela i creditori deboli quando un’impresa fallisce?
La crisi delle imprese edili porta con sé anche il tema dei soggetti più esposti.
Cacciola ha distinto diverse posizioni. I lavoratori dipendenti possono accedere, quando ricorrono i presupposti, al Fondo di garanzia INPS per il TFR e le ultime mensilità. Gli acquirenti di immobili possono essere tutelati dalla fideiussione obbligatoria, se correttamente rilasciata, o da specifiche forme di tutela in caso di successivo acquisto dell’immobile.
Più fragile appare invece la posizione dei fornitori, spesso meno protetti rispetto ad altri soggetti coinvolti. Anche questo passaggio conferma che la crisi di un’impresa non riguarda solo l’imprenditore, ma l’intera filiera economica che ruota attorno al cantiere.
Il Masterplan Costa del Vesuvio e la rigenerazione urbana
Nella parte finale della puntata, Carpentieri ha introdotto il tema del Masterplan per la Costa del Vesuvio, approvato da Vincenzo Cuomo, collegandolo alla rigenerazione urbana, al valore del territorio e alla capacità di attrarre investimenti.
Il Masterplan Costa del Vesuvio è stato attivato dalla Regione Campania con Delibera n. 147 del 23 aprile 2026. L’area target comprende Napoli, limitatamente alla Municipalità 6 con i quartieri San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli, e i comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Massa di Somma, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
Cuomo ha spiegato che il lavoro della Regione non riguarda solo la Costa del Vesuvio, ma diversi programmi integrati di valorizzazione distribuiti sul territorio campano, tra cui aree interne, Agro Aversano, Città Caudina, provincia di Salerno e litorale Domizio-Flegreo.
Il punto qualificante, secondo quanto emerso in puntata, è il passaggio da singoli interventi isolati a interventi di sistema. La rigenerazione urbana, in questa prospettiva, non serve solo a riqualificare spazi, ma a migliorare la qualità della vita, rafforzare il collegamento tra comuni, valorizzare il patrimonio territoriale e produrre effetti economici duraturi.
Una puntata sul legame tra casa, debito e sviluppo locale
La quarta puntata di “A Conti Fatti” ha mostrato come territorio, casa, debito, cantieri e fondi pubblici siano temi profondamente collegati.
L’aumento dei costi di costruzione può mettere in difficoltà imprese e famiglie. I ritardi nei cantieri possono compromettere opere pubbliche e private. Le risorse europee possono diventare un’occasione storica solo se utilizzate nei tempi e nei modi corretti. La rigenerazione urbana può creare valore, ma richiede programmazione, coordinamento e capacità amministrativa.
Il filo conduttore emerso dal confronto è la necessità di trasformare le risorse disponibili in risultati concreti. Perché il territorio non è solo il luogo in cui si costruisce: è lo spazio in cui famiglie, imprese e istituzioni misurano ogni giorno la propria capacità di resistere alla crisi e progettare il futuro.
La puntata è andata in onda l’11\06\26 su Canale 9 nell’ambito del programma “A Conti Fatti”.