Trovarsi con un debito molto alto e un reddito minimo può generare una situazione di forte ansia, soprattutto quando il creditore ha già ottenuto un titolo esecutivo e il rischio di pignoramento diventa concreto.
È quanto accaduto in un caso seguito dal team di Debito Bancario: una pensionata con un trattamento mensile di circa 700 euro si è rivolta al nostro studio in una fase particolarmente delicata della propria posizione debitoria.
La situazione era già avanzata: era presente un decreto ingiuntivo divenuto esecutivo, con il conseguente rischio di avvio delle procedure esecutive e di pignoramento.
Il debito complessivo richiesto ammontava a 43.477,64 euro, una cifra evidentemente sproporzionata rispetto alla capacità reddituale della persona.
Dopo l’analisi della posizione e una trattativa con la controparte, è stato raggiunto un accordo a saldo e stralcio rateizzato pari a 22.400 euro, con una riduzione di oltre il 48% rispetto all’importo iniziale.
Una pensione minima e un debito non sostenibile
La persona assistita percepiva una pensione di circa 700 euro mensili.
Si trattava di un reddito appena sufficiente a coprire le esigenze essenziali della vita quotidiana: alimentazione, utenze, farmaci, spese domestiche e necessità personali.
A fronte di questa situazione, il debito richiesto ammontava a 43.477,64 euro.
Un importo che, se richiesto nelle forme originarie, non sarebbe stato realisticamente sostenibile.
Il punto centrale, in casi come questo, non è soltanto verificare l’esistenza del debito, ma comprendere se esista una reale capacità di pagamento compatibile con il reddito e con la dignità della persona.
Il rischio concreto di pignoramento
Quando la persona si è rivolta a Debito Bancario, la posizione era già in una fase molto delicata.
Era infatti presente un decreto ingiuntivo esecutivo, cioè un provvedimento che consente al creditore, in presenza dei presupposti, di procedere con azioni esecutive.
In termini pratici, il rischio era quello di subire un pignoramento, con ulteriore aggravamento di una condizione economica già estremamente fragile.
Per una persona che vive con una pensione minima, anche una trattenuta mensile può incidere in modo pesante sull’equilibrio quotidiano.
Per questo è stato necessario intervenire con una strategia mirata, fondata sull’analisi documentale e sulla rappresentazione concreta della situazione economica.
L’analisi della posizione debitoria
Il primo passaggio è stato ricostruire il quadro complessivo.
Sono stati valutati:
- l’importo richiesto dal creditore;
- la presenza del decreto ingiuntivo esecutivo;
- la capacità reddituale effettiva;
- l’assenza di margini economici significativi;
- il rischio di avvio delle procedure esecutive;
- la possibilità di formulare una proposta sostenibile.
L’analisi ha evidenziato un dato chiaro: la persona non era in grado di far fronte alla pretesa creditoria nelle forme originariamente richieste.
Il reddito mensile era appena sufficiente a garantire il sostentamento e non consentiva il pagamento di somme elevate o rate incompatibili con la situazione reale.
La trattativa con la controparte
Dopo l’analisi, è stata avviata un’attività di interlocuzione e negoziazione con la controparte.
L’obiettivo era rappresentare in modo documentato la reale difficoltà economica della debitrice e costruire una proposta che fosse sostenibile nel tempo.
In questi casi, la trattativa non può basarsi su una semplice richiesta di riduzione.
Serve spiegare, documentare e dimostrare perché la pretesa originaria non sia concretamente sostenibile e perché una soluzione negoziale possa essere utile anche per il creditore.
Infatti, eventuali azioni esecutive avrebbero potuto produrre risultati limitati, con costi, tempi e incertezze superiori rispetto a un accordo chiaro e sostenibile.
Il risultato: da 43.477,64 euro a 22.400 euro
L’attività svolta ha consentito di raggiungere un accordo transattivo importante.
Il debito originario di 43.477,64 euro è stato definito con un saldo e stralcio rateizzato pari a 22.400 euro.
La riduzione ottenuta è stata superiore al 48% rispetto all’importo inizialmente richiesto.
L’accordo prevede il pagamento della somma concordata in 160 rate mensili da 140 euro ciascuna.
Si tratta di una rata sostenibile rispetto alla pensione percepita e costruita per consentire alla persona di adempiere senza compromettere il proprio sostentamento.
Perché questo accordo è stato importante
Il risultato ha permesso di evitare l’avvio delle procedure esecutive e di scongiurare il rischio di pignoramento.
Ma l’aspetto più importante è che la posizione debitoria è stata trasformata da un debito ingestibile a un percorso definito, ordinato e compatibile con la situazione economica reale.
In altre parole, la persona non si è trovata più davanti a una richiesta impossibile da sostenere, ma a un piano chiaro, rateizzato e proporzionato alle proprie possibilità.
Questo è il valore di una trattativa strutturata: non limitarsi a guardare il debito sulla carta, ma valutare la sostenibilità concreta della soluzione.
Saldo e stralcio rateizzato: quando può essere valutato
Il saldo e stralcio rateizzato può essere una soluzione da valutare quando il debitore non riesce a pagare l’intero importo richiesto, ma può offrire una somma sostenibile nel tempo.
Non è una soluzione automatica.
Dipende da diversi fattori:
- importo del debito;
- stato della procedura;
- presenza di titoli esecutivi;
- reddito disponibile;
- situazione patrimoniale;
- documentazione prodotta;
- disponibilità della controparte;
- sostenibilità della proposta.
Per questo ogni caso deve essere analizzato singolarmente.
Una proposta non documentata o non realistica rischia di essere respinta.
Una proposta costruita con metodo, invece, può consentire di aprire una trattativa concreta.
Ogni caso è diverso
Questo caso dimostra che anche una situazione apparentemente compromessa può essere analizzata e affrontata con una strategia negoziale.
La presenza di un decreto ingiuntivo esecutivo non significa necessariamente che non esistano margini di intervento.
Tuttavia, è fondamentale agire con tempestività.
Più si aspetta, più aumenta il rischio che il creditore proceda con azioni esecutive e che la situazione diventi più difficile da gestire.
Ogni posizione debitoria ha caratteristiche proprie e richiede una valutazione specifica.
Conclusione
Nel caso seguito da Debito Bancario, un debito di 43.477,64 euro è stato definito con un accordo a saldo e stralcio rateizzato di 22.400 euro, pagabile in 160 rate da 140 euro.
Il risultato ha consentito di evitare il rischio di pignoramento e di costruire una soluzione sostenibile rispetto alla pensione percepita.
Si tratta di un caso reale, raccontato in forma anonima, che dimostra l’importanza di intervenire con metodo quando i debiti diventano incompatibili con il reddito disponibile.
Ogni caso è diverso e non esistono risultati garantiti.
Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo, rischi un pignoramento o non riesci più a sostenere i tuoi debiti, puoi richiedere una prima consulenza gratuita.