Una complessa posizione debitoria, nata da un mutuo fondiario sottoscritto anni prima, è stata definita attraverso un accordo a saldo e stralcio pari a 130.000 euro.

L’esposizione complessiva aveva raggiunto oltre 209.000 euro e la vicenda era già sfociata in una procedura esecutiva immobiliare. Il rischio concreto era la prosecuzione dell’azione esecutiva, con conseguenze molto pesanti sul piano patrimoniale e familiare.

Il motivo dell’indebitamento

La posizione nasceva da un mutuo fondiario garantito da ipoteca su diversi immobili. Nel tempo, le difficoltà economiche e familiari hanno reso il debito sempre più difficile da sostenere.

Alla pressione finanziaria si sono aggiunti anche elementi personali molto delicati: una separazione familiare, problemi di salute, un reddito mensile contenuto e una situazione abitativa fragile. Gli immobili oggetto di garanzia, inoltre, presentavano criticità tecniche, difformità, lavori non completati e condizioni di degrado che incidevano sul loro reale valore di mercato.

Il rischio della procedura esecutiva

La posizione era già arrivata davanti al Tribunale nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare.

In questi casi, non basta guardare solo l’importo del debito. È necessario analizzare l’intera posizione: il contratto, le garanzie, le eventuali cessioni del credito, il valore effettivo dei beni e la reale sostenibilità economica della persona debitrice.

Nel caso specifico, l’analisi tecnica ha evidenziato che il valore effettivo degli immobili era inferiore rispetto al valore ipotecario e condizionato da importanti criticità edilizie e urbanistiche.

La strategia adottata

La vicenda è stata affrontata attraverso un percorso strutturato:

  • analisi della posizione debitoria;
  • verifica delle garanzie e della documentazione;
  • valutazione delle criticità tecniche degli immobili;
  • gestione dell’opposizione nella procedura esecutiva;
  • trattativa con il titolare del credito.

Questo lavoro ha permesso di costruire una soluzione negoziale, tenendo conto sia dell’interesse del creditore sia della reale condizione economica della parte debitrice.

La soluzione finale

La posizione, pari a oltre 209.000 euro, è stata definita con un accordo a saldo e stralcio di 130.000 euro.

Il risparmio ottenuto è stato quasi di 80.000 euro, con un piano di rientro sostenibile da 450 euro mensili.

Così è stata evitata l’asta, chiudendo la vicenda con un accordo negoziale.

Perché è importante intervenire in tempo

Quando una posizione debitoria arriva a una procedura esecutiva immobiliare, il tempo diventa un fattore decisivo. Tuttavia, anche in situazioni complesse, può essere utile analizzare la documentazione e verificare se esistono margini per una trattativa.

Ogni caso è diverso e nessun risultato può essere garantito in anticipo. Ma una valutazione seria può aiutare a capire quali strumenti siano concretamente percorribili.