Quando l’economia entra in crisi, i diritti fondamentali rischiano di diventare più difficili da esercitare nella vita quotidiana. Il diritto alla salute, il diritto al lavoro, la possibilità di mantenere una casa o di costruire un futuro autonomo non restano concetti astratti, ma incidono direttamente sulle scelte delle famiglie, sui debiti, sulle cure rinviate e sulla stabilità sociale.
È questo il tema affrontato in studio con Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Debito, ed Elvira Carpentieri, presidente del Centro Studi sulla crisi economica delle famiglie italiane; nella nuova puntata di Conti Fatti, il format di Canale 9 dedicato all’approfondimento economico-finanziario, condotto da Vincenzo Mele.
Ospite della puntata Luigi de Magistris, ex magistrato, ex sindaco di Napoli per due mandati, ex europarlamentare e autore del libro Attuare la Costituzione, appena pubblicato.
La Costituzione tra principi e vita reale
Il confronto si è aperto dal titolo del libro di Luigi de Magistris, Attuare la Costituzione. Una formula che richiama immediatamente il divario tra ciò che la Carta costituzionale riconosce e ciò che molte persone riescono effettivamente a ottenere nella vita quotidiana.
De Magistris ha espresso una riflessione molto netta sullo stato di attuazione dei diritti fondamentali, sostenendo che il divario tra promessa costituzionale e realtà concreta si sia allargato nel corso dei decenni. Nel suo intervento ha richiamato, in particolare, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il tema della pace e il ruolo della ricerca, collegando questi ambiti alla qualità della democrazia.
Il punto centrale della sua analisi è che i diritti non dovrebbero essere percepiti come concessioni, favori o aspettative dipendenti dal potere, ma come condizioni garantite alla persona. Quando questo non accade, secondo la riflessione proposta in trasmissione, la cittadinanza rischia di indebolirsi e di trasformarsi in una posizione di dipendenza.
Salute, liste d’attesa e indebitamento delle famiglie
Uno dei temi principali della puntata è stato il diritto alla salute. Francesco Cacciola ha collegato il problema sanitario alla crisi economica delle famiglie, spiegando che, quando mancano un lavoro stabile o entrate sufficienti, una malattia improvvisa può diventare l’origine di un indebitamento progressivo.
Nel corso della trasmissione è stato evidenziato come le liste d’attesa molto lunghe possano spingere alcune famiglie a rivolgersi alla sanità privata per accelerare cure, visite o esami diagnostici. Una scelta che, in alcuni casi, comporta nuove spese, finanziamenti, rate e difficoltà successive nel pagamento del mutuo o di altri impegni economici.
Cacciola ha osservato che, in queste situazioni, la crisi non nasce necessariamente da una cattiva gestione del denaro, ma può derivare dalla difficoltà di accedere concretamente a diritti fondamentali, come salute, lavoro e casa. Da qui il richiamo agli strumenti previsti dal Codice della crisi per intervenire quando l’indebitamento diventa eccessivo e non più sostenibile.
I dati Istat richiamati sul diritto alla salute
Elvira Carpentieri ha richiamato dati Istat recenti sul diritto alla salute, ricordando che circa 5,8 milioni di italiani non sarebbero riusciti ad accedere a cure mediche o esami diagnostici.
Le ragioni principali sarebbero due: da un lato le liste d’attesa troppo lunghe, dall’altro i costi elevati, che in alcuni casi impediscono alle persone di sostenere visite o prestazioni private. Il fenomeno è stato indicato come particolarmente rilevante anche nel Mezzogiorno.
Il passaggio ha messo in evidenza una dinamica importante: un problema sanitario può trasformarsi rapidamente in un problema economico. Una cura rinviata, una diagnosi tardiva o una malattia non trattata possono produrre conseguenze più gravi nel tempo, sia per la persona sia per la famiglia.
Il lavoro come diritto, non come favore
La presidente del Centro studi crisi economica delle famiglie, si rivolge poi a de Magistris, chiedendogli perchè il diritto al lavoro e alla salute, non vengono applicati a tutti. L’ex magistrato ha richiamato diversi articoli della Costituzione, tra cui gli articoli 1, 3, 4, 32 e 36, collegandoli al tema del lavoro, della salute, della dignità e dell’uguaglianza sostanziale.
La riflessione sul lavoro è stata particolarmente ampia. Secondo de Magistris, non basta parlare genericamente di diritto al lavoro: il lavoro deve essere sicuro, non precario e adeguatamente retribuito. Il richiamo è andato anche alla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla necessità di garantire condizioni dignitose.
Il tema del lavoro è stato poi collegato alla partecipazione democratica. Se il lavoro viene percepito come una concessione, una raccomandazione o un favore, si crea una distorsione nel rapporto tra cittadino, istituzioni e potere. La tutela dei diritti, al contrario, richiede consapevolezza, partecipazione e capacità di rivendicare ciò che la Costituzione riconosce.
Sanità, spese private e sovraindebitamento
Il legame tra salute e debiti è stato approfondito anche attraverso l’esperienza professionale raccontata da Cacciola. Secondo quanto riferito in trasmissione, circa un caso su cinque di sovraindebitamento avrebbe una radice sanitaria, legata a spese mediche improvvise, ricoveri, cure non sostenibili o conseguenze lavorative derivanti dalla malattia.
Cacciola ha richiamato anche il dato secondo cui gli italiani spenderebbero circa 4 miliardi di euro l’anno di tasca propria per la sanità privata, con l’obiettivo di accorciare i tempi di accesso alle cure. Ha inoltre ricordato che una parte significativa della popolazione rinuncerebbe a curarsi per mancanza di risorse.
Si tratta di dati delicati, che restituiscono il peso economico della salute sui bilanci familiari. La puntata ha affrontato questo tema senza ridurlo a una questione individuale: il mancato accesso alle cure può incidere sul lavoro, sulla capacità di produrre reddito, sul pagamento delle rate e, nei casi più gravi, sulla stabilità complessiva della famiglia.
Giovani, lavoro e NEET
Un altro nucleo centrale della trasmissione ha riguardato i giovani e il rapporto con il lavoro. Elvira Carpentieri ha richiamato i dati Istat sui cosiddetti NEET, cioè i giovani che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione.
Secondo quanto riferito in puntata, il 13,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni si troverebbe ai margini del lavoro e della formazione. Il dato è stato collegato al rischio di esclusione sociale e alla difficoltà, per molti ragazzi, di costruire un percorso autonomo.
Carpentieri rivolge poi una domanda all’ospite di questa puntata: “quali sono state le politiche che hanno funzionato per avvicinare i giovani e quali no”?
De Magistris ha rifiutato una lettura puramente negativa dei giovani, sottolineando invece la loro capacità di partecipare alla vita pubblica con modalità nuove e diverse rispetto agli adulti. Secondo la sua riflessione, il problema non è la mancanza di interesse dei giovani, ma la necessità di creare condizioni reali di sviluppo, lavoro e giustizia sociale, superando logiche clientelari e sistemi fondati sulla dipendenza personale.
Ceto medio, salari e nuove fragilità
La puntata ha affrontato anche la condizione del ceto medio, descritto come una fascia sociale sempre più esposta al rischio di scivolare verso la povertà. Carpentieri precisa che avere uno stipendio non sempre significa essere al riparo dalle difficoltà economiche. L’aumento del costo della vita, l’inflazione, le spese sanitarie e la stabilità ridotta del lavoro possono mettere in crisi anche famiglie che, fino a poco tempo prima, si consideravano relativamente sicure.
De Magistris ha richiamato il tema dei salari, osservando che in Italia le retribuzioni sono rimaste ferme mentre prezzi, crisi energetiche e disuguaglianze sono aumentati. Il punto, anche in questo caso, è stato ricondotto alla capacità del sistema di garantire diritti effettivi e non solo formali.
Precariato, mutui e rischio di debiti
Il precariato giovanile è stato affrontato anche dal punto di vista dell’accesso al credito. Un giovane con contratto a termine, senza reddito stabile, incontra difficoltà nell’ottenere un mutuo, nel costruire una vita autonoma e nel sostenere spese improvvise.
Cacciola ha ricordato l’esistenza di alcuni strumenti di sostegno, come la NASpI in caso di perdita del lavoro e le garanzie pubbliche per alcune categorie di mutui destinati ai giovani. Tuttavia, ha invitato alla prudenza sull’indebitamento in presenza di redditi instabili.
Il rischio, secondo quanto spiegato, è che giovani precari ricorrano a credito al consumo o strumenti finanziari con tassi elevati, talvolta con la firma di un garante familiare. In particolare, sono state richiamate le carte revolving, che possono prevedere tassi molto alti, pur rientrando entro le soglie legali. Il problema non è solo il costo del credito, ma la sproporzione che può crearsi tra rata, reddito e stabilità lavorativa.
Attuare la Costituzione: la riflessione di de Magistris
Tornando al tema costituzionale, Elvira Carpentieri ha sollecitato de Magistris su ciò che sarebbe mancato in quasi ottant’anni di vita repubblicana.
De Magistris ha sostenuto che la Costituzione resti attualissima, ma non pienamente realizzata. Secondo la sua analisi, la Carta costituzionale dovrebbe orientare le scelte pubbliche a ogni livello, dalla magistratura alla politica, dalla scuola alle istituzioni locali.
Il suo ragionamento ha insistito sulla posizione della Costituzione al vertice dell’ordinamento giuridico: attuarla non sarebbe una scelta ideologica, ma un dovere. In questo quadro, la tutela dei diritti fondamentali richiede decisioni politiche consapevoli, anche quando ciò comporta priorità diverse nell’uso delle risorse pubbliche.
La riflessione ha toccato anche il tema del debito e delle scelte europee, trattato da de Magistris come ambito nel quale occorre interrogarsi sulle priorità: diritti, ricerca, salute, lavoro, pace e spesa pubblica.
Le tutele per chi è già in difficoltà
La puntata ha poi affrontato il tema degli strumenti disponibili per chi si trova già in una condizione di difficoltà economica.
Francesco Cacciola ha indicato, tra le prime possibilità, la richiesta di moratorie o sospensioni temporanee delle rate di prestiti e mutui. Nei casi in cui non sia possibile ottenere una sospensione, ha richiamato la possibilità di cercare accordi stragiudiziali con banche e finanziarie, finalizzati a ridurre le rate mensili e renderle compatibili con la situazione economica della persona o della famiglia.
Per le situazioni più critiche, sono state richiamate le procedure di sovraindebitamento. Tra queste, Cacciola ha menzionato anche la procedura dell’incapiente, che in presenza di specifici requisiti può consentire l’esdebitazione senza pagamento. A titolo esemplificativo, è stato riportato il caso di un debitore in Lombardia con pensione e problemi familiari legati alla salute, per il quale sarebbe stato azzerato un debito superiore a 150.000 euro.
Anche in questo caso, il riferimento è stato presentato in forma prudente: non tutti possono accedere a tali strumenti e la valutazione dei requisiti resta essenziale.
Diritti, strumenti e partecipazione
Elvira Carpentieri ha poi riportato il confronto sul rapporto tra diritti e strumenti, sottolineando la distanza tra la norma costituzionale e la vita reale delle persone. La domanda posta in trasmissione all’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli è stata concreta: come può il popolo riprendersi i propri diritti costituzionalmente garantiti?
De Magistris ha risposto richiamando la necessità di una connessione tra cittadini e istituzioni, tra partecipazione sociale e responsabilità di chi esercita funzioni pubbliche. La conoscenza dei propri diritti, ha spiegato, è una condizione essenziale per poterli rivendicare pacificamente.
Il tema dell’informazione è stato quindi indicato come centrale. Sapere quali strumenti esistono, quali diritti sono riconosciuti e quali percorsi possono essere attivati permette alle persone di non sentirsi isolate davanti alla crisi.
Contratti a termine e primi passi per evitare il sovraindebitamento
Nella parte finale della puntata è stato affrontato il caso dei giovani con contratti a termine. Quando un contratto scade e non viene rinnovato, la persona può trovarsi improvvisamente senza reddito, pur avendo rate, finanziamenti o altre spese da sostenere.
Il presidente dell’Osservatorio ha indicato alcuni primi passi: richiedere la NASpI, valutare la sospensione delle rate dei finanziamenti, cercare una trattativa con i creditori per ridurre gli importi mensili e, nei casi più gravi, considerare le procedure di sovraindebitamento.
Il Codice della crisi, secondo quanto spiegato, valorizza il concetto di dignità e sostenibilità del debito, considerando la situazione economica attuale della persona. In termini pratici, questo significa verificare quali spese siano necessarie e quale quota residua possa eventualmente essere destinata al pagamento dei creditori.
Sovraistruzione e lavoro non adeguato
Elvira Carpentieri ha richiamato in merito all’ingresso dei giovani nel mercato di lavoro una statistica secondo cui nel 2024 il 33% dei diplomati che ha trovato un posto di lavoro sarebbe stato impiegato in mansioni che richiedevano un grado di istruzione più basso rispetto a quello posseduto.
Il tema è stato collegato all’articolo 35 della Costituzione, che tutela il lavoro in tutte le sue forme. La domanda posta a De Magistris in trasmissione ha riguardato la qualità del lavoro: non solo se un lavoro esista, ma se sia adeguato alla persona, alla sua formazione e alla sua dignità.
De Magistris ha risposto richiamando il lavoro come primo diritto della Costituzione, a partire dall’articolo 1. Ha poi collegato il tema alla precarietà, allo sfruttamento, alla sicurezza sui luoghi di lavoro, alle disuguaglianze territoriali e alle difficoltà che colpiscono in particolare giovani, donne e immigrati.
Rischi sociali, usura e circuiti di vulnerabilità
Nella riflessione conclusiva, de Magistris ha richiamato anche il rischio che, in assenza di lavoro, reddito e protezione sociale, alcune persone possano essere attratte da circuiti illegali o da forme di credito estremamente onerose.
Il tema è stato trattato come conseguenza possibile della vulnerabilità economica: quando una persona si trova in una condizione di urgenza o disperazione, può accedere a soluzioni che nell’immediato sembrano rispondere a un bisogno, ma che nel tempo peggiorano la situazione.
La puntata ha mantenuto il filo tra diritti e condizioni materiali: lavoro, salute, casa, reddito, formazione e accesso al credito non sono ambiti separati, ma parti di un equilibrio fragile che, se viene meno, può portare famiglie e giovani verso forme di indebitamento difficili da gestire.
Uno sguardo al futuro delle famiglie italiane
In chiusura, Cacciola ha osservato che i dati indicano un possibile peggioramento della situazione per molte famiglie, soprattutto a causa della distanza tra salari fermi, potere d’acquisto ridotto e aumento del costo della vita.
Allo stesso tempo, ha voluto richiamare un elemento di speranza, riferito in particolare ai giovani. Secondo la riflessione proposta, accanto alle difficoltà del lavoro tradizionale esistono nuove opportunità legate anche al digitale, ai social e alle trasformazioni del mercato del lavoro.
Il messaggio conclusivo della puntata è stato quindi duplice: da una parte la necessità di leggere con realismo la gravità della crisi; dall’altra l’importanza di non rinunciare alla consapevolezza, alla partecipazione e alla conoscenza degli strumenti disponibili.
Diritti fondamentali come condizioni concrete della vita
La puntata di Conti Fatti ha affrontato i diritti fondamentali non come principi lontani, ma come condizioni concrete della vita quotidiana. Salute, lavoro, casa, istruzione, dignità e accesso agli strumenti di tutela sono elementi che incidono direttamente sulla capacità delle famiglie di resistere alla crisi.
Il confronto con Luigi de Magistris, Francesco Cacciola ed Elvira Carpentieri ha mostrato come l’attuazione dei diritti non possa restare confinata al linguaggio giuridico. Quando il diritto alla salute si traduce in liste d’attesa, quando il lavoro diventa precario, quando un giovane non riesce a costruire autonomia e una famiglia si indebita per curarsi, la Costituzione entra nel terreno concreto dell’economia e della vita sociale.
Conti Fatti è andato in onda su Canale 9. La trasmissione torna il giovedì alle ore 20.