Liberatoria per saldo e stralcio

La liberatoria per saldo e stralcio è un documento fondamentale se si è già stati segnalati agli elenchi di “cattivi pagatori”, come per esempio la CRIF oppure l’archivio della Centrale Rischi di Banca d’Italia. 

 

Infatti è verissimo che il saldo e stralcio rappresenta la soluzione più veloce e funzionale per risolvere una situazione di sofferenza bancaria o mora finanziaria. Ma il pagamento e perfino la quietanza potrebbero non bastare ai fini dell’aggiornamento dei dati presenti negli archivi finanziari.

 

Per questo occorre prestare grande attenzione al documento della liberatoria per saldo e stralcio e assicurarsi che tutti i campi siano compilati correttamente. Il rischio, in caso contrario, è che l’archivio non riporti correttamente l’estinzione del debito e che la situazione finanziaria del debitore appaia ancora compromessa.


In questo articolo vedremo tutte le caratteristiche che deve avere una liberatoria per saldo e stralcio e le procedure per cancellare il propri dati laddove si fosse già stati segnalati come “cattivi pagatori”.

 

Il procedimento è meno complicato di quanto possa sembrare, tuttavia, ricordiamo sempre l’importanza di rivolgersi a uno studio legale professionale che supervisionerà ogni fase del patteggiamento e si accerterà che i documenti, compresa la liberatoria di quietanza, siano completi e ineccepibili.

 

Riabilitazione dopo saldo e stralcio, come avviene?

 

La riabilitazione dopo saldo e stralcio avviene quando il debitore non può fare fronte agli obblighi contratti con chi ha erogato il prestito o liquidato una somma di denaro.

 

Le cause di inadempienza possono essere molteplici :

 

  • Mancato pagamento di prestazioni lavorative ;
  • Disoccupazione o licenziamento improvvisi ;
  • Sopraggiunta malattia ;
  • Contravvenute difficoltà finanziarie che vadano a intaccare le risorse di cui il debitore dispone.

 

In tutti questi casi la soluzione più indicata e consigliata da qualsiasi studio legale è quella del saldo e stralcio. Il debitore, incapace di far fronte al debito originariamente contratto, offre al creditore una somma inferiore a quanto previsto, ma in un’unica soluzione e a brevi mani (saldo del debito). Se il creditore accetta la proposta, dovrà a sua volta rinunciare a qualsiasi diritto su somme ulteriori (stralcio del prestito).

 

La riabilitazione dopo saldo e stralcio è immediata, perché di fatto l’istanza creditizia viene estinta. Occorre però prestare attenzione alla documentazione sia con cui si richiede il ricorso a saldo e stralcio (da parte del debitore), sia con la quale il creditore accetta la proposta e certifica l’avvenuto pagamento.

 

Il saldo e stralcio è conveniente tanto per il debitore quanto per il creditore. Il primo, infatti, può sgravarsi di una situazione spiacevole versando una somma inferiore a quanto avrebbe altrimenti dovuto pagare. Il creditore invece ottiene sì un pagamento di valore più basso rispetto al prestito elargito, ma in tempi molto più brevi che procedendo a risarcimenti legali.

 

La riabilitazione dopo un saldo e stralcio non prevede, invece, la cancellazione immediata dagli archivi creditizi; ne parleremo più in dettaglio nei paragrafi successivi.

 

Niente paura, però : su richiesta del debitore, infatti, il creditore può rilasciare una certificazione utile ai fini della riabilitazione dopo saldo e stralcio, dove certifica che il pagamento è andato a buon fine e che il debitore è riuscito comunque a rispettare gli oneri di cui si era originariamente fatto carico. Questa forma di riabilitazione dopo saldo e stralcio è vista favorevolmente dalle finanziarie e dalle banche in quanto testifica che al debitore non manca la buona volontà e che, anche in circostanze di sopravvenute difficoltà o di sofferenza bancaria,  il soggetto è meritevole di fiducia. 

 

Lettera saldo e stralcio, fac simile per la richiesta

 

Appurata l’importanza che riveste la soluzione del saldo e stralcio, quali sono gli elementi indispensabili da includere alla lettera con la richiesta e come occorre trasmetterla?

 

Premettiamo che quelle riportate di seguito sono solamente delle linee guida per far comprendere come deve essere configurata una lettera di saldo e stralcio. Il fac simile può variare leggermente ma  dovrà contenere necessariamente tutti i campi indicati. 

 

Per avere la certezza che la lettera di saldo e stralcio sia compilata in modo corretto, è senz’altro preferibile avvalersi del sostegno di uno studio legale che seguirà la pratica e si occuperà di trasmettere e archiviare correttamente la documentazione.

 

A grandi linee, comunque, una lettera di saldo e stralcio per essere riconosciuta come valida ai fini legali dovrà includere necessariamente i seguenti campi  e le informazioni che riportiamo.

 

  • Dati anagrafici completi del richiedente
  • Cifra totale del debito originariamente erogato
  • Eventuali rateizzazioni concordate al momento dell’erogazione
  • Scadenza originaria del debito
  • Dati dell’ente, dell’istituto o del soggetto privato che ha erogato il prestito
  • Data del prestito originario
  • Dichiarazione di voler procedere al pagamento tramite saldo e stralcio
  • Ammontare della somma offerta in sostituzione di quanto originariamente convenuto
  • Data in cui, se il creditore accetta la proposta di saldo e stralcio, verrà retribuito il pagamento
  • Caratteristiche dell’erogazione (se il pagamento avverrà in un’unica soluzione o a scaglioni).

 

Situazioni di difficoltà; vanno indicate nella lettera di saldo e stralcio?

 

Una domanda che molti si pongono al momento di compilare una lettera di saldo e stralcio riguarda le motivazioni del suddetto. In altre parole, è necessario fornire una causale nel momento in cui si richiede questa tipologia di pagamento?

 

In realtà la legge non prevede la necessità di indicare delle motivazioni dettagliate in una richiesta di saldo e stralcio. Addirittura, esistono casi in cui eccedere in dettagli delle sopraggiunte difficoltà finanziarie potrebbe essere deleterio per il debitore.

 

In linea di massima possiamo distinguere fra due diversi frangenti da analizzare durante la stesura della lettera di saldo e stralcio.

 

  • Debiti che stanno per diventare problematici  o lo sono appena diventati
  • Debiti  di elevata problematicità con un forte rischio di intervento esecutivo

 

La prima ipotesi è quella che vede il debitore annaspare per far fronte al debito richiesto. Non potendo pagare l’intera somma, nemmeno nel lungo periodo, si sceglie così di ricorrere al saldo e stralcio per estinguere definitivamente la situazione debitoria.

 

In questo caso è generalmente meglio evitare di descrivere, nella lettera di saldo e stralcio, che quest’ultimo viene richiesto per intercorse difficoltà economiche. Il creditore o l’ente che ha rilasciato il finanziamento potrebbe infatti allarmarsi, non ritenendo attendibile la richiesta alla luce delle difficoltà espresse dal richiedente. Addirittura, presagendo che la situazione debitoria stia per aggravarsi, il creditore potrebbe decidere di stringere i tempi e richiedere un decreto ingiuntivo, senza alcun obbligo di preavviso nei confronti del debitore.

 

Nel secondo caso invece l’ipotesi è quella di un creditore già perfettamente a conoscenza dei problemi che il debitore sta incontrando nel pagamento. I termini sono scaduti e la situazione creditizia rischia di precipitare con il pignoramento dei beni in seguito a precetto esecutivo.

 

In questa ipotesi ha molto più senso menzionare una situazione di estrema difficoltà o di sofferenza bancaria (vedi oltre) nella lettera di saldo e stralcio

 

Così facendo, si ricorderà al creditore che nonostante l’esatto quantitativo del prestito sia fuori dalla portata del debitore, quest’ultimo si impegna comunque a rimborsare la cifra erogata per quanto gli sia possibile.

 

Quietanza liberatoria di saldo e stralcio, cos’è e perché è importante


La quietanza liberatoria di saldo e stralcio è probabilmente uno degli aspetti più importanti in questo genere di patteggiamento. Di fatto, è la “risposta” del creditore, con cui quest’ultimo accetta di procedere e rinuncia a eventuali crediti sulla rimanenza del patrimonio del debitore.

 

La quietanza, al pari della domanda di saldo e stralcio, deve riportare tutta una serie di campi e denominazioni tecniche per essere legalmente riconosciuta. Solo in questo caso infatti sarà possibile procedere a riabilitare il debitore negli archivi creditizi, come la CRIF.

 

Inoltre la quietanza liberatoria di saldo e stralcio va obbligatoriamente trasmessa con posta certificata; o tramite raccomandata postale o tramite PEC, a discrezione del creditore. La documentazione può essere inviata o al legale incaricato di seguire la pratica (e che provvederà a inoltrarla al debitore) o al richiedente stesso.

 

E’ conosciuta anche con il nome di Lettera di Stralcio in quanto rappresenta l’estinzione, da parte del creditore, della situazione debitoria in oggetto (stralcio del debito).

 

Come vedremo, è obbligatorio e fondamentale che nella quietanza liberatoria il creditore rinunci per intero a qualsiasi diritto sullo scarto fra il pagamento previsto al momento dell’erogazione del debito e quanto versato in sede di saldo e stralcio

 

Se questa voce non è inserita, per riabilitare il debitore negli archivi creditizi sarà obbligatorio aprire una segnalazione con conseguente allungamento dei tempi tecnici per la trascrizione e l’aggiornamento dei dati.

 

Fac simile liberatoria dopo saldo e stralcio

 

Vediamo ora un fac simile della liberatoria dopo saldo e stralcio che il creditore dovrà necessariamente fornire nel momento in cui la proposta viene accettata.

 

Anche in questo caso ribadiamo che quelle che seguono sono soltanto delle linee guida e che per ottenere un documento redatto in modo completo è necessario ricorrere ai servizi di uno studio legale come il nostro, che si farà carico di tutta la procedura sgravando il debitore degli aspetti burocratici più macchinosi. 

 

Inoltre si eviteranno refusi di compilazione e omissione di documenti dovuti all’inesperienza che potrebbero costarvi tempo e denaro o, addirittura, precludervi la possibilità di portare a termine la procedura.

 

Una liberatoria per saldo e stralcio deve essere impostata come una formale lettera di accordo finanziario o patteggiamento amichevole fra le due parti; il creditore comunica al debitore la sua disponibilità ad accettare una somma inferiore e ne certifica l’avvenuta ricezione.

 

Di seguito sono riportati i campi fondamentali nel fac simile della liberatoria.

 

  • Dati identificativi del debitore, come riportati nella stipula del prestito o della concessione originaria
  • Dati identificativi (fiscali e/o anagrafici) del creditore in oggetto
  • Dichiarazione di accettazione della soluzione di saldo e stralcio
  • Importo versato dal debitore in vece di quanto originariamente stabilito in sede di stipula del prestito
  • Importo originale del prestito, comprensivo di eventuali interessi
  • Dichiarazione di rinuncia da parte del creditore a esigere ulteriori rimborsi da parte del debitore
  • Dichiarazione di rinuncia da parte del creditore a qualsiasi diritto sulla somma restante derivata dallo scarto fra quanto originariamente retribuito e la somma versata, ai fini dell’articolo 1236 del Codice Civile
  • Estinzione contestuale del prestito originariamente stipulato

 

Cosa succede se il creditore non rinuncia alla differenza?

 

Nel caso in cui non sia inclusa la parte relativa allo scompenso fra la cifra originaria e quanto pagato, il nominativo del debitore non sarà cancellato dagli archivi creditizi, come la CRIF o la Centrale Rischi di Banca d’Italia.

 

In altre parole, il saldo e stralcio avrà valore di mero rimborso parziale dello scoperto, ma il debitore risulterà ancora moroso per quanto riguarda la differenza fra la somma pattuita e quella versata.

 

Nel caso in cui si sia trasmessa una liberatoria per saldo e stralcio incompleta di tale voce, però, niente paura. Sarà comunque possibile contattare l’archivio interessato spiegando la situazione e richiedendo la modifica dei dati. Questo compito spetta al creditore, su richiesta del debitore nel momento in cui i suoi dati dovessero risultare ancora in negativo.

 

Il creditore, quindi, si farà carico dell’errore di trasmissione e comunicherà alla CRIF, alla Centrale Rischi o all’archivio di riferimento che la giacenza restante non è più valida in quanto il debitore ha estinto il prestito attraverso soluzione di saldo e stralcio.

 

Purtroppo in questa istanza i tempi per l’aggiornamento dei dati sono decisamente più lunghi, con tutte le conseguenze del caso. Il debitore continuerà a risultare “moroso” e “cattivo pagatore” finché l’archivio non avrà effettuato tutte le verifiche indispensabili a chiarire la situazione.

 

Molto meglio, quindi, arginare il problema a monte assicurandosi che la quietanza liberatoria sia comprensiva di tutte le voci richieste per riabilitare il creditore ed estinguere il prestito.

 

E se il creditore non invia la liberatoria o rifiuta il saldo e stralcio?

 

Purtroppo non è sempre detto che una soluzione di saldo e stralcio sia accettata di buon grado dal creditore. 

 

In caso di rifiuto non sarà possibile forzare l’attuazione, perché comunque quella che il debitore rivolge è una richiesta e il creditore non è assolutamente tenuto ad accettarla. In questo caso quasi certamente il creditore vorrà procedere al ricorso legale, tramite pignoramento o decreto ingiuntivo mirato a ottenere la somma originaria totale.

 

Nel caso in cui il saldo e stralcio venga rifiutato perché lo scarto fra il debito e la proposta del debitore è eccessivo, si può eventualmente fare un tentativo di contrattazione amichevole. In linea di massima, lo scarto può andare dal 70% all’80% del debito originario, mentre nel caso di mutui si può arrivare anche al 50%. 

Anche in questo caso si evince come la presenza di un professionista fa la differenza, in quanto la padronanza dell’argomento, la facilità di contrattazione e l’abilità di intavolare una trattativa porterebbero ad un risultato certo rispetto al maldestro tentativo perpetuato in forma autonoma. Senza contare l’effetto credibilità.

 

Se il creditore non accetta il saldo e stralcio ma si dichiara disposto a patteggiare, sarà fondamentale l’intervento di un legale esperto che tuteli entrambe le parti suggerendo una soluzione a metà strada fra proposta e offerta.

 

Può capitare, raramente, che il creditore non risponda alla richiesta di saldo e stralcio, ignorandola a priori. In questo caso varrà quanto sopra detto in merito al rifiuto, salvo diversa comunicazione da parte del creditore stesso.

 

Cancellazione CRIF pagamento saldo e stralcio

 

Abbiamo visto quali caratteristiche deve avere una liberatoria per saldo e stralcio e perché è importante che questo documento sia compilato con attenzione. Esaminiamo ora brevemente come avviene la cancellazione CRIF in seguito al pagamento di saldo e stralcio.

 

La CRIF è l’archivio creditizio in assoluto più usato, che fa riferimento direttamente alla centrale rischi EURISC. Non registra solamente i “cattivi pagatori” o le situazioni di debiti non risolti, ma anche le richieste inoltrate da finanziarie e istituti di credito, le istanze rifiutate e i pagamenti regolari.

 

Se però si finisce segnalati nella black list dei cattivi pagatori, cosa occorre fare per ottenere la cancellazione CRIF con pagamento di saldo e stralcio?

 

In realtà il saldo e stralcio non prevede la cancellazione dei dati dell’utente dalla CRIF ma solamente l’aggiornamento degli stessi, a riflettere che il debito è stato estinto e il creditore non ha più nulla da pretendere dalla persona del debitore.

 

Una volta registrato correttamente il pagamento del saldo e stralcio, i dati resteranno nell’archivio della CRIF per una tempistica che il sito ufficiale stima di 36 mesi. Solo al termine di quest’arco temporale avverrà la cancellazione dalla CRIF e non sarà più possibile accedere allo storico.

 

Ma non è il caso di preoccuparsi anche se non si può effettuare una cancellazione CRIF con pagamento di saldo e stralcio. Infatti il debitore può richiedere una dichiarazione di chi ha erogato il prestito dove si certifica che le intercorse difficoltà finanziarie sono state risolte grazie all’adozione del saldo e stralcio e che il debitore ha rimborsato per quanto possibile la somma originariamente elargita. 

 

Questo documento proverà, a eventuali istituti di credito o finanziarie, l’effettiva affidabilità del debitore pur restando i suoi dati presenti nella CRIF.

 

Sofferenza bancaria saldo e stralcio

 

Si sente parlare sempre più spesso di sofferenza bancaria, ma cosa significa esattamente questo termine? 

 

La sofferenza bancaria subentra quando un conto corrente o una pratica stipulata con una banca (prestito, leasing o finanziamento) presentano uno scompenso  ai danni del cliente. In altre parole, si applica a qualsiasi tipo di situazione in cui il cliente bancario risulti moroso.

 

Ma non basta che un cliente sia in ritardo con il pagamento di una rata o non sia in grado di saldare in tempi brevi uno scoperto per invocare la sofferenza bancaria: quest’ultima si verifica infatti quando il cliente appare davvero impossibilitato di saldare la sua situazione.

 

La mora si è protratta a lungo e i debiti sono aumentati di conseguenza; diventa così molto improbabile, se non impossibile, che il cliente possa saldare gli importi mancanti nella loro interezza.

 

In caso di sofferenza bancaria, il saldo e stralcio rappresenta un’ottima soluzione per evitare conseguenze più drammatiche. Contrariamente a quanto si pensi, infatti, è nell’interesse della banca ottenere un rimborso il più immediato impossibile, anche se comunque inferiore all’ammanco originario. In caso contrario, anche ricorrendo a un procedimento  veloce quale può essere un decreto ingiuntivo, i tempi andrebbero ad allungarsi causando contestualmente all’istituto di credito ancora più problemi.

 

Si dice perfino che in caso di sofferenza bancaria le probabilità che la banca risponda con esito positivo a una richiesta di saldo e stralcio sono molto più alte. In caso contrario, infatti, sarà estremamente più difficile (se non impossibile) tornare in possesso di quanto originariamente versato.

 

Per contro, una banca difficilmente acconsentirà a un saldo e stralcio scaglionato. L’aspetto che interessa maggiormente a un istituto di credito è quello di risolvere quanto prima una situazione problematica con un cliente “difficile”. Quindi questa ipotesi va considerata solamente se si può garantire il pagamento del corrispettivo in un’unica soluzione, evitando lungaggini. Si avranno, così, ottime probabilità di ottenere un riscontro affermativo dalla banca in questione.

 

Cancellazione segnalazione centrale rischi saldo e stralcio

 

E per quanto riguarda la cancellazione della segnalazione presso la Centrale Rischi? Il saldo e stralcio può velocizzare la pratica e ristabilire la reputazione finanziaria del debitore?

 

Purtroppo la Centrale Rischi di Banca d’Italia (l’archivio a cui fanno capo tutte le principali banche italiane, insieme alla CRIF) non prevede la cancellazione delle segnalazioni di mora o di “cattivi pagatori”. Né si può inoltrare richiesta manuale di cancellazione, perché il sistema non funziona in questo modo.

 

Quello che potrà essere “cancellato”, o meglio modificato, è l’esito della procedura finanziaria in corso. Ad avvenuto saldo e stralcio, la banca segnalerà alla Centrale Rischi che lo scoperto non è più attivo, in quanto il debitore ha saldato parte della somma mancante attraverso pagamento del saldo e la controparte ha rinunciato espressamente a esigere la differenza.

 

La Centrale Rischi provvederà ad aggiornare lo storico di conseguenza. In questo modo le banche potranno comunque visionare le precedenti fasi della situazione debitoria. Ma vedranno anche che quest’ultima si è risolta in maniera positiva per entrambe le parti e che il cliente, nonostante le difficoltà, ha dato prova di impegno e serietà nei suoi rapporti con la banca.

 

Di conseguenza, se il cliente dovesse interpellare un altro istituto con una richiesta, sarà più facile che gli venga concessa udienza e si valutino le circostanze che hanno portato alle difficoltà precedentemente incontrate. In genere gli istituti di credito sono abbastanza ben disposti nei confronti di clienti che hanno problemi indipendenti dalla loro volontà ma si sono comunque operati per giungere a un accordo con il beneplacito della banca. Forse non sarà facilissimo, ma ci sono buone possibilità che una nuova richiesta di finanziamento, presto o dilazione sia accolta positivamente.

 

Ricordiamo che i dati saranno visionabili nella Centrale Rischi solo per un periodo massimo di 36 mesi, dopodiché non sarà più possibile consultare lo storico, a prescindere dall’esito dello stesso.

 

Segnalazione per saldo e stralcio

 

Il saldo e stralcio naturalmente resta una soluzione valida e versatile anche quando la situazione non è completamente “disperata”. In queste eventualità, il debitore potrebbe perfino evitare le conseguenze del caso, come la segnalazione nel caso dei cattivi pagatori.

 

Al momento del saldo e stralcio la situazione debitoria verrà annullata e il creditore (privato, banca o finanziaria) provvederà a interrompere qualsiasi istanza di segnalazione in atto.

 

Ma nel caso in cui sia già avvenuta la segnalazione, il saldo e stralcio si può richiedere ugualmente?

 

In realtà molto dipende dall’archivio in questione. La CRIF, ad esempio, non ammette il saldo e stralcio se il debito non è già stato segnalato nella black list dei “cattivi pagatori”. Nel caso di ritardi di poche rate o more di basso valore, si dà insomma al debitore l’opportunità di rimettersi in pari senza ricorrere a soluzioni tanto drastiche.

 

Per quanto riguarda la Centrale Rischi, invece, come abbiamo visto, il ricorso al saldo e stralcio riporterà contestualmente in positivo la situazione debitoria (e lo storico sarà aggiornato di conseguenza). A condizione, però, che l’istituto di credito interpellato esprima piena rinuncia nei confronti dello scarto fra la somma versata e quella originariamente stabilita.

 

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