Equitalia: da che importo parte il pignoramento?

By | 30 gennaio 2018

Equitalia: da che importo parte il pignoramento?

Di recente la società Equitalia si è sciolta, lasciando il posto all’Agenzia delle Entrate-riscossione. A cambiare però è stato solo il nome dell’ente, in quanto tutte le vecchie cartelle e i termini del  pignoramento restano in vigore. Tutte le procedure esecutive infatti, a dispetto di quanto si possa credere, sono regolate dalla legge e non dall’ente che li applica, anche se tale ente sembra detenerne il monopolio: come nel caso di Equitalia che per anni è stata il peggior incubi dei creditori.

È bene quindi fare un ripasso su quelle che sono le basi del pignoramento, partendo dall’importo non pagato che da il via al tutto.

Equitalia e i termini che fanno scattare il pignoramento

Prima di dare il via alle procedure esecutive equitalia è tenuta a rispettare un iter processuale, che permette al debitore in questione di mettersi ai ripari. Prima di tutto c’è la famosa cartella, contenente tutti i degli del debito. Se entro 60 giorni dalla notfica di questa, il debitore non provvede ad intervenire su quanto dovuto, si può dire che abbia compiuto un passo in più verso il pignoramento: ma non è ancora arrivato il momento.

Equitalia infatti, invia ancora una volta al debitore delle comunicazioni al debitore, per informarlo delle procedure che è costretta ad attuare per il recupero di quanto dovuto. Queste sono dette azioni cautelari, ed entrano in vigore per i debiti d’importo superiore ai mille euro, e solo dopo che siano trascorsi 120 giorni dall’invio per posta ordinaria, di un’ulteriore comunicazione, contenente tutti i dettagli del debito in questione.

Esse sono:

  1. Il fermo amministrativo dell’auto: al contribuente viene recapitato un preavviso di fermo amministrativo, e viene invitato a mettersi in regola entro i 30 giorni successivi. Se questo non accade si procede con l’iscrizione del fermo presso il Pubblico Registro Amministrativo, e tutti veicoli intestati al debitore vengono bloccati, ossia non possono circolare. Il contribuente potrà rientrare in possesso dei propri mezzi solo saldando il proprio debito, e presentando al PRA la liberatoria rilasciata da Equitalia. Nel caso in cui il contribuente non dovesse pagare, allora il mezzo potrà essere pignorato e venduto
  2. Ipoteca Immobiliare:  anche in questo caso al contribuente viene inviata una comunicazione di preavviso d’iscrizione di ipoteca, con invito a pagare le somme dovute entro 30 giorni. Trascorso tale termine senza azioni da parte del debitore, l’ipoteca viene iscritta presso la Conservatoria a garanzia del credito degli Enti impositori, e potrà essere cancellata soltanto con il saldo integrale del debito compreso di spese: è bene sottolineare che Equitalia può procedere all’ipoteca per debiti fino ai 20.000 €. Se il debito continua ad essere insoluto anche dopo l’iscrizione dell’ipoteca, si procede al pignoramento e alla consecutiva vendita.

Equitalia e pignoramento, il limite dell’importo vale solo per l’immobiliare

Quindi, riassumendo quanto letto in precedenza, possiamo affermare che la libertà di Equitalia in materia di pignoramento è dettata più dalle procedure che dall’importo del debito: un solo errore nell’invio delle dovute comunicazioni, e il provvedimento può essere considerato nullo.

A differenza di quanto creduto infatti, Equitalia non ha tetti minimi d’importo da rispettare nel pignoramento, a meno che non si tratti di quello immobiliare, l’iscrizione dell’ipoteca e le procedue cautelari, di cui abbiamo parlato prima.

Per quanto riguarda il pignoramento immobiliare, questo non può essere effettuato se:

  1. l’immobile è destinato ad uso abitativo e il debitore vi ha fissato la residenza
  2. E’ l’unico immobile di sua proprietari
  3. non è di lusso

La presenza di anche uno di questi requisiti rende invalidante l’importanza dell’importo del debito.

Diversamente, Equitalia può procedere al pignoramento e successiva vendita all’asta se:

  1. L’importo del debito è superiore ai 120.000€
  2. Sono trascorsi oltre i sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, senza che il contribuente abbia provveduto in alcun modo a modificare la sua situazione debitoria

Anche in questo caso prima dell’avvio della procedura viene inviata una comunicazione al debitore, dove gli si intima di pagare, rateizzare o chiedere la sospensione della riscossione entro 5 giorni.

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