COME OPPORSI AL DECRETO INGIUNTIVO DELLA BANCA

By | 16 agosto 2017

COME OPPORSI AL DECRETO INGIUNTIVO DELLA BANCA 

Negli ultimi anni la crisi ha devastato le imprese e le famiglie italiane.

Sempre più spesso accede che, dopo aver stipulato un fido, un mutuo o un’altra operazione di finanziamento, non si riescano a pagare le rate dovute alla banca che provvede a notificare un decreto ingiuntivo per recuperare il credito vantato.

Spesso i decreti ingiuntivi delle banche presentano numerosi vizi da contestare.

Quando sono presenti dei vizi è possibile far valere le proprie ragioni mediante la cd. opposizione al decreto ingiuntivo (atto di citazione con cui il debitore contesta la pretesa della banca aprendo un vero e proprio processo ordinario che può durare anche vari anni)

L’opposizione dev’essere fatta entro il termine perentorio di 40 giorni dal ricevimento del decreto ingiuntivo.

La prova del credito

La banca, quando notifica un decreto ingiuntivo, deve dare la prova del proprio credito.

Puoi vedere il video in cui ti spiego tutto ciò che devi fare qui.

Per far ciò è necessaria la forma scritta e quindi deve produrre in giudizio tutta la documentazione da cui possa evincersi l’esistenza del credito.

Nella maggior parte dei casi le banche, al fine di ottenere il decreto ingiuntivo, allegano come prova scritta il cd. saldaconto (registro nel quale la banca indica in maniera riassuntiva i rapporti con il cliente) e non l’estratto conto (documento contabile in cui sono indicate analiticamente le varie voci del rapporto di credito ad es. le operazioni effettuate, gli interessi, il saldo, i numeri debitori ecc…)

La giurisprudenza prevalente ritiene che il saldaconto non sia sufficiente ad ottenere un legittimo decreto ingiuntivo che sarà quindi invalido a provare il credito.

L’estratto conto invece, è sufficiente per ottenere il decreto ingiuntivo, anche se nel processo ordinario,( e quindi in caso di opposizione a decreto ingiuntivo) assume valore di prova meramente indiziaria e quindi sarà necessario per la banca depositare ulteriori documenti per provare il proprio credito(ad esempio la prova dell’avvenuta ricezione dell’estratto conto da parte del cliente, la copia del contratto di conto corrente e di concessione del credito, le comunicazioni di modifica unilaterale del tasso)

Nel caso in cui non dovesse riuscire a depositare tale documentazione, potrebbe rischiare di perdere la causa.

Spesso succede, soprattutto nei rapporti datati, che la banca depositi soltanto la documentazione degli ultimi 10 anni.

A questo proposito bisogna distinguere tra onere della prova ed onere di custodia.

La banca ha l’onere di custodire la documentazione per 10 anni mentre l’onere della prova non è soggetto a prescrizione.

Quindi nel caso in cui il rapporto avesse durata di 20 anni e dal primo estratto conto depositato si evincesse un saldo debitore del cliente ad esempio di – 30.000,00 euro , la banca dovrebbe provare come ha maturato quel credito.

Nel caso in cui non dovesse riuscirci, si applicherebbe il cd. “saldo zero” ovvero il cliente otterrebbe il recupero dei 30.000,00 euro perchè il saldo negativo divente pari a zero.

ANOMALIE BANCARIE

 In base ai diversi rapporti di credito è possibile riscontrare le seguenti anomalie:

1.NEI CONTI CORRENTI

2.NEI MUTUI, LEASING E FINANZIAMENTI E CESSIONI DEL QUINTO

– USURA ORIGINARIA
– USURA SOPRAVVENUTA
– TASSI FLOOR E COSTI OCCULTI
– INDETERMINATEZZA
– ANATOCISMO

Affinchè la banca possa avere la provvisoria esecutorietà è necessario che il credito vantato sia: certo, liquido ed esigibile.

La cosa più importante che può fare il debitore o il difensore dello stesso è contestare tali requisiti del credito attraverso una perizia econometrica bancaria per la rilevazione delle anomalie bancarie.

Gli obiettivi raggiungibili con tale opposizione sono i seguenti:

  • diminuzione del debito
  • il cliente risulta addirittura creditore
  • definire la posizione a saldo e stralcio
  • bloccare la banca per qualche anno con l’accertamento negativo del credito

QUALI DOCUMENTI OCCORRONO PER LA VALUTAZIONE DELLE ANOMALIE BANCARIE?

1.1 AFFIDAMENTI BANCARI:

– contratto di apertura di credito,

– estratti conto a scalare trimestrali e mensili;

1.2 MUTUI:

– atto notarile di mutuo;

– documento di sintesi;

– piano di ammortamento;

1.3 LEASING E FINAZIAMENTI:

– contratto di leasing o di finanziamento;

– documento di sintesi;

Una volta inviataci questa documentazione a info@debitobancario.it effettueremo una preanalisi GRATUITA per verificare l’ irregolarità dei rapporti.

Nel caso in cui dovessimo riscontrare delle illegittimità ti contatteremo per individuare insieme la migliore strategia per il tuo caso specifico.

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