Cancellazione CRIF dopo saldo e stralcio

Si può ottenere la cancellazione dalla CRIF dopo aver sanato i debiti con un saldo e stralcio? la risposta è si, ma se vuoi ottenere la cancellazione come cattivo pagatore dall’elenco SIC più usato dagli operatori finanziari,ti conviene leggere questa guida sulla cancellazione CRIF dopo un saldo e stralcio.

 

Una delle maggiori attenzioni da prestare in un procedimento di saldo e stralcio è l’inclusione della documentazione necessaria alla riabilitazione della “reputazione” dal punto di vista creditizio a seguito del saldo.

Il saldo e stralcio di una situazione debitoria presuppone l’estinzione del debito stesso, seppur parziale ; in termini di CRIF, tuttavia, occorre capire quali passi compiere per non incorrere in future rimostranze.

Per questo è importante capire come muoversi per ottenere la rimozione del proprio nominativo come cattivo pagatore dalla banca dati , dopo aver stralciato il debito grazie a questo prezioso strumento. 

 

CRIF, cos’è e cosa significa

 

L’acronimo CRIF, Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria, indica l’archivio gestito da EURISC, il sistema di informazioni creditizie italiano. 

 

Si tratta di una banca dati che contiene tutte le informazioni dei cittadini entrati in contatto con prestiti, mutui e operazioni che prevedono un rateizzo ; tali informazioni vengono fornite direttamente dai creditori, i quali devono provvedere a comunicare eventuali modifiche in positivo o in negativo.

 

CRIF contiene anche le informazioni sui pagatori che rispettano le scadenze e riescono a ottemperare i loro debiti ; proprio la presenza dei loro nominativi in CRIF rappresenta per gli istituti di credito un ottimo lasciapassare per accedere nuovamente ad eventuali crediti richiesti, in quanto attesta l’affidabilità del soggetto.

 

L’elenco dei nominativi presenti nella CRIF serve a finanziarie, enti bancari o assicurativi e società legate al mondo della finanza per valutare l’effettiva attendibilità delle richieste di sovvenzioni eventualmente ricevute.

 

La cancellazione CRIF è automatica?

 

Purtroppo, quando il proprio nominativo viene inserito nelle liste nere della CRIF decretando la nomea di “cattivi pagatori”, non resta che una soluzione; saldare il prima possibile la propria situazione debitoria. 

 

Tanto prima avverrà l’estinzione del debito, tanto prima ci si potrà preoccupare dello step successivo; ovvero “ripulire” la propria reputazione agli occhi degli enti creditizi.

 

Molte persone sono ancora convinte che per cancellarsi dalla CRIF sia necessario ricorrere a procedure complesse che prevedono l’inoltro di domande, l’intervento di studi legali, magari perfino lunghe cause e processi; in realtà l’ausilio di uno studio legale è consigliato a priori laddove siano presenti situazioni debitorie che non possono essere saldate nei limiti, o intimazioni giudiziarie come un decreto ingiuntivo, ma la procedura di cancellazione non prevede nulla di così complesso.

 

Un legale professionista saprà indirizzare nel modo migliore i propri clienti per risolvere la situazione nel minor tempo possibile e senza danni.

 

Nel caso della CRIF però la cancellazione è molto più semplice e indolore di quanto normalmente non si dia per scontato. Una volta che la situazione debitoria risulta saldata e le azioni esecutive in corso estinte, la cancellazione CRIF è automatica e non richiede nessun tipo di richiesta da parte del debitore coinvolto. Dovrà infatti occuparsene direttamente il creditore, comunicando l’avvenuta estinzione del debito e la conseguente richiesta di cancellazione del nominativo.

 

Inoltre è opportuno precisare che anche laddove non si possa effettivamente saldare il proprio debito e si venga segnalati come cattivi pagatori la cancellazione dalla CRIF avverrà automaticamente quando la situazione debitoria risulterà “prescritta” per sopravvenuti termini temporali.

In questo caso però le tempistiche sono decisamente molto lunghe.

 

Tempistiche di cancellazione CRIF automatica

Tempistiche di cancellazione CRIF automatica

Si è parlato delle tempistiche relative alla cancellazione CRIF in modo automatica. Questi termini di tempo variano considerevolmente in base alla tipologia di finanziamento richiesta, allo stato del nominativo (quindi, per esempio, se il debitore risulta ligio e regolare o se è invece un “cattivo pagatore”) e ad eventuali aggiornamenti e comunicazioni sulla pratica in corso. 

 

Tali aggiornamenti sono inoltrati all’EURISC dalle aziende creditizie, dalle finanziarie o dalle banche a scadenza periodica, per offrire un ritratto sempre accurato della situazione debitoria di ciascun richiedente.

 

Di seguito sono elencate le varie tipologie di stati assegnabili a un nominativo presente nella CRIF; si tratta di tutti gli “esiti” possibili per le varie pratiche registrate nell’elenco.

 

  • Richiesta di prestito o finanziamento aperta ;
  • Rifiuto di prestito o finanziamento ;
  • Pagamenti regolari;
  • Pagamenti in lieve ritardo: ovvero con una mora di uno o al massimo due mesi ;
  • Pagamenti in ritardo: con mora superiore ai 3 mesi ;
  • Cattivo pagatore.

 

Quali sono le tempistiche a seconda dei casi?

 

Per quanto riguarda le differenze di tempistiche di cancellazione CRIF automatica per ciascun esito, si faccia riferimento alla seguente tabella.

 

  • 180 giorni: termine massimo per la cancellazione dei dati successiva alla richiesta di finanziamento.
  • 90 giorni: termine massimo per la cancellazione dei dati successiva a un rifiuto (con annessa motivazione dello stesso).
  • 60 mesi: termine massimo per la cancellazione dei dati successiva all’estinzione di finanziamento/mutuo o prestito con pagamenti regolari.
  • 12 mesi: termine massimo per la cancellazione dei dati di pagamenti in lieve ritardo.
  • 24 mesi: termine massimo per la cancellazione dei dati in caso di pagamenti ritardatari.
  • 36 mesi: termine massimo per la cancellazione dei dati in caso di pagamenti non pervenuti e debiti insoluti.

 

Cancellazione CRIF automatica dopo che si è richiesto un prestito

 

In questo caso come abbiamo visto valgono 180 giorni dall’avvenuta presentazione della domanda presso l’istituto di credito, la banca o il servizio finanziario. Quest’ultimo trasmette alla CRIF i dati del pagamento e si riserva il tempo necessario per deliberare.

 

Le tempistiche non sono univoche per ogni istituto. Molto dipende anche dal tipo di finanziamento richiesto, dalla garanzie del richiedente e dalla sua situazione finanziaria, attuale o eventualmente pregressa.

 

Il finanziatore eseguirà tutte le ricerche del caso e provvederà successivamente ad accettare o rifiutare la domanda. In caso di esito positivo, scaduto il termine temporale di cui sopra la cancellazione dalla CRIF dei dati del richiedente non necessiterà di nessuna ulteriore comunicazione.

 

Cancellazione CRIF dopo che un finanziamento è stato rifiutato

 

Un ente finanziario o un istituto di credito può decidere, a sua discrezione, di rifiutare una richiesta di finanziamento sottoposta per i motivi più diversi.

 

In questo caso sarà necessario comunicare tempestivamente alla CRIF l’esito della pratica, con il rifiuto della domanda subentrata. Inoltre l’ente dovrà specificare le cause e le motivazioni che hanno effettivamente condotto al rifiuto.

 

I dati saranno conservati nell’archivio della CRIF per un tempo massimo di 90 giorni, dopodiché si procederà alla cancellazione automatica.

 

Cancellazione CRIF in caso di pagamenti regolari

 

E se invece la pratica viene accolta favorevolmente dall’ente creditizio, e i pagamenti sono sempre puntuali e regolari?

 

Anche in questo caso la CRIF è tenuta a seguire scrupolosamente l’esito del finanziamento, con aggiornamenti periodici e costanti da parte dell’ente che ha erogato il prestito. 

 

Al termine del prestito stipulato in fase di apertura (e comprensivo di eventuali interessi), i dati resteranno presenti nell’archivio per 60 mesi dall’ultimo aggiornamento di stato nel mese successivo al saldo finale e, di conseguenza, dall’estinzione del debito.

 

Ciò per garantire a eventuali successivi finanziatori di sapere nei mesi successivi che il debitore ha onorato tutte le scadenze e i pagamenti sono andati sempre a buon fine.

 

Attenzione però; la situazione cambia se un pagatore è coinvolto in più situazioni debitorie contemporaneamente, con esiti differenti. 

 

Ad esempio nel caso di un finanziamento che sia stato sottoscritto al fine di pagare le rate di un mutuo. Se i pagamenti del secondo sono sempre puntuali e regolari, ma quelli del primo presentano dei ritardi lievi (1-2 mesi), i dati del debitore saranno conservati secondo le tempistiche previste nel caso di pagamenti ritardatari, anche se la situazione debitoria dell’altra pratica in corso è regolare e perfetta.

 

Cancellazione CRIF in caso di ritardi e subentrate morosità

 

Cosa succede se un debitore non può pagare puntualmente le rate del finanziamento o del prestito che ha richiesto? Come abbiamo visto non è automatico che il mancato pagamento di una o più rate si traduca nell’inserimento del nominativo del debitore presso i tanto paventati “cattivi pagatori”. 

 

I ritardi nei pagamenti si dividono, ai fini degli aggiornamenti della CRIF, in due diverse categorie.

 

  • Ritardo lieve: quando cioè il debitore salta o paga in ritardo una o, al massimo, due rate
  • Ritardo effettivo: quando cioè le rate non pagate, o pagate in ritardo, arrivano o superano un massimo di 3.

 

Ovviamente il livello di “gravità” della mora influisce anche sulla considerazione ai fini CRIF della pratica creditizia in corso. E, di conseguenza, sul tempo massimo di conservazione dei dati del debitore.

 

Nel caso di ritardi lievi, la cancellazione automatica CRIF avverrà a partire dal tredicesimo mese successivo alla comunicazione, da parte dell’ente finanziario o comunque dell’erogatore del finanziamento, che il debito è stato saldato e la situazione è di nuovo in positivo. 

 

Attenzione: questo limite temporale vale solo ed esclusivamente nel caso in cui i pagamenti dei 12 mesi successivi siano sempre stati regolari. Decade e si azzera nel momento in cui entro tale finestra temporale dovessero presentarsi nuovi ritardi o situazioni di mora (vedi sotto).

 

Se il pagamento è invece in ritardo (o non retribuito) per più di tre mensilità di fila, il debitore risulta moroso a tutti gli effetti e i tempi per la cancellazione CRIF automatica tornano ad allungarsi. In questo caso occorrerà attendere il termine del ventiquattresimo mese dalla comunicazione, da parte del finanziatore, che il debitore ha saldato i mesi scoperti. 

 

Anche in questo caso vale quanto detto sopra sulla puntualità dei pagamenti nel corso dei 24 mesi in oggetto. Se anche solo una delle rate risulterà in ritardo o comunque non pagata, la tempistica si azzererà, ripartendo di conseguenza (12 mesi per ritardi di 1-2 mesi, 24 per more prolungate).

 

Cancellazione CRIF automatica per i cattivi pagatori

 

Per quanto riguarda i cosiddetti cattivi pagatori (ossia quelle persone che non riescono a saldare i debiti contratti, e quindi a rispettare le scadenze del finanziamento) la situazione cambia drasticamente.

 

E’ vero che, anche in questo caso, la cancellazione CRIF avverrà in automatico, ma i tempi saranno decisamente molto più lunghi. Il debitore continuerà a risultare iscritto nella black list, con tutte le conseguenze del caso, per i 36 mesi successivi alla scadenza del contratto oppure dall’ultimo aggiornamento registrato dall’ente che ha concesso il prestito finanziario. 

 

Questi  36 mesi possono tuttavia arrivare fino a un massimo totale di 60 dalla data prevista per la scadenza contrattuale; raggiunto tale limite temporale i dati saranno cancellati in automatico, salvo eventuali modifiche all’istanza (ad esempio nel caso di un pagamento molto tardivo registrato dall’ente creditizio).

 

In nessun caso sarà possibile per il debitore accelerare i tempi di cancellazione dalla CRIF, nemmeno laddove fosse presente un’estinzione totale del debito contratto (ad esempio con una soluzione di saldo e stralcio). Tuttavia, se il finanziamento non rispetta le normative vigenti e rientra quindi nell’ambito della frode ai danni fiscali, sarà possibile segnalare la mancanza alla CRIF e l’aggiornamento avverrà in maniera più tempestiva.

Nuova legge cancellazione CRIF; ecco come funziona

 

Nel 2019 il Garante della Privacy ha apportato numerose sostanziali modifiche in materia di cancellazione CRIF. Fra queste le più importanti sono le tempistiche di cui abbiamo parlato poc’anzi. 

 

La necessità di differenziare i termini e le scadenze per la cancellazione dalla CRIF si è resa necessaria anche per consentire agli enti creditizi di distinguere in maniera efficace le ragioni e la gravità dell’inserimento nella black list. Diversamente, ritardi per pagamenti lievi avrebbero potuto essere accomunati a situazioni di mora, perfino recidiva, o di costante mancanze nel rispetto dei termini e delle scadenze delle rate.

 

Un’altra importante novità riguarda la comunicazione di avvenuto inserimento negli archivi dei cattivi pagatori presenti in CRIF. Quest’ultimo infatti non avviene a totale insaputa del debitore e gli enti creditizi devono rispettare delle regole ben precise, pena la mancanza di validità della segnalazione stessa.

 

La nuova legge prevede che il debitore sia opportunamente avvertito del previsto inserimento del suo nominativo nella black list della CRIF, salvo eventuale immediato saldo della situazione debitoria. Normalmente la comunicazione può avvenire tramite lettera raccomandata cartacea, ma a partire dal 2019 sono state introdotte nuove modalità di comunicazione telematica. Mentre la PEC non risulta ancora contemplata, è possibile ricevere la segnalazione direttamente con SMS telefonico, sempre previa autorizzazione del debitore a essere contattato da mobile.

 

Il Garante della Privacy ha inoltre applicato uno stretto giro di vite sui permessi necessari per accedere alle black list della CRIF, salvaguardando così la privacy di eventuali debitori iscritti al registro dei cattivi pagatori o che comunque hanno una situazione debitoria ancora non risolta.

 

Cancellazione CRIF dopo cinque anni, come avviene?

 

Si sente spesso dire che l’inserimento nella black list scade dopo cinque anni, ma è davvero così e come avviene la cancellazione CRIF?

 

Come abbiamo visto i famosi “cinque anni” dopo i quali si risulta automaticamente cancellati dagli elenchi CRIF sono quelli che decorrono dalla data di scadenza del prestito erogato. 

 

Allo scadere della data prevista per la cessazione dei rapporti fra l’ente o la società che ha fornito il prestito e il debitore, i dati vengono conservati nell’archivio della CRIF da un limite minimo a uno massimo di tempo. Se originariamente si parlava di cinque anni, la nuova legge emanata nel 2019 ne  estende il limite per l’archiviazione dei dati a un massimo totale di 60 mesi dall’ultima comunicazione registrata.

 

Oltre tale data non sarà più possibile detenere informazioni sul debitore e il suo nome verrà cancellato automaticamente dall’elenco dei cattivi pagatori.

 

Se ne deduce che le aziende creditizie non possono, a norma di legge, usufruire di dati relativi a mancati pagamenti, ancorché della stessa blacklist, per situazioni debitorie antecedenti a un massimo di 60 mesi dalla conclusione del contratto.

 

Saldo e stralcio, conseguenze in ambito CRIF

 

Stabilite quelle che sono le tipiche normative della CRIF in materia di archiviazione dei dati e segnalazione dei cattivi pagatori, resta il problema di come ripristinare la propria “reputazione” agli occhi degli enti e delle società di credito (o bancarie) una volta che si è stati inseriti negli elenchi CRIF.

 

Una soluzione che molti debitori adottano è quella di ricorrere al saldo e stralcio, una soluzione legale molto comune anche nei casi in cui sia presente un pignoramento di beni o un decreto ingiuntivo.

 

Vedremo successivamente le caratteristiche che regolamentano questa tipologia di azione legale. Ma, dal punto di vista di chi si trova inserito in CRIF, quali sono le conseguenze se si sceglie di fare ricorso a un saldo e stralcio?

 

In questo caso le possibilità sono due e dipendono dall’effettivo livello di gravità raggiunto dalla situazione debitoria.

 

Gli esiti e le conseguenze del saldo e stralcio cambiano quindi a seconda dello stato in cui si trova il debitore.

 

  • In ritardo con i pagamenti, ma non ancora inserito nella black list (ritardi di 1-2 o più di 3 mesi)
  • Effettivamente segnalato alla CRIF come cattivo pagatore (inserimento in black list)

 

Nel primo caso sarà possibile far sì che la procedura di archiviazione dei dati si interrompa e che il nominativo non arrivi mai in black list, grazie a una revoca della segnalazione per mora.

cancellazione crif con liberatoria

Nel secondo caso occorrerà comunque attendere il limite minimo previsto dalla legge (36 mesi, quindi un totale di 3 anni) affinché i dati vengano cancellati dall’elenco della CRIF. Tuttavia, l’istituto di credito o la finanziaria che ha erogato il finanziamento potrà rilasciare al debitore una liberatoria del saldo e stralcio in cui si certifica che l’attuazione di quest’ulitmo ha consentito al debitore di saldare la sua posizione finanziaria e che quindi, pur risultando segnalato come “cattivo pagatore”, è in buona fede e può essere considerato attendibile.

 

Come funziona il saldo e stralcio?

 

Abbiamo visto che il saldo e stralcio può essere una soluzione molto utile e versatile al problema dell’inserimento nella black list della CRIF, ma come avviene questa quietanza e cosa presuppone?

 

Sostanzialmente il saldo e stralcio rappresenta un patteggiamento economico raggiunto fra chi ha erogato il prestito o il finanziamento e il debitore moroso.

 

Quest’ultimo si impegna a versare in un’unica soluzione un corrispettivo inferiore a quanto originariamente dovuto, senza nessun tipo di vincoli o rateizzazioni.  Questa parte viene appunto definita “saldo” della situazione debitoria.

 

Esiste la possibilità di chiedere un saldo e stralcio scaglionato, ma è senz’altro più difficile che il fornitore lo accetti, tranne in casi limite. Inoltre, in quest’eventualità, lo scarto fra quanto originariamente dovuto e quanto effettivamente retribuito sarà molto inferiore.

 

Per contro, il creditore si impegna a estinguere il contratto in essere accettando il saldo da parte del debitore, e cancellando di fatto altre eventuali conseguenze (come pignoramenti esecutivi o inserimento in black list, qualora quest’ultimo non sia già stato richiesto). Si parla in questo caso di “stralcio” del debito contratto. 

 

Lettera saldo e stralcio fac simile

 

Come dev’essere presentata una lettera di saldo e stralcio? E’ necessario usufruire di documenti prestampati, esistono dei modelli da scaricare o occorre rivolgersi a un legale?

 

Ribadiamo che soprattutto in questo genere di questioni finanziarie molto delicate, appoggiarsi a uno studio legale di comprovata esperienza come il nostro è senz’altro la soluzione più intelligente. Con l’ausilio di un Avvocato sarà possibile svolgere tutte le procedure necessarie a chiarire la posizione debitoria, nel minor tempo possibile e in concreto rispetto delle normative vigenti. 

 

Detto questo, per richiedere una soluzione di saldo e stralcio è necessario presentare al creditore una lettera  scritta che deve rispettare determinate caratteristiche. 

 

La proposta presenta in primo luogo l’anagrafica del debitore; nome, cognome, indirizzo di residenza e/o domicilio. Seguono i dati necessari a identificare la pratica debitoria in essere, ad esempio :

  • Numero del prestito o del finanziamento ;
  • Indicazione dell’Ente o della società che ha erogato il prestito ;
  • Data di apertura ;
  • Data di estinzione ;
  • Numero di rate previste ;
  • Rispettivo ammontare delle rate.

 

Il debitore così identificato procede a far presente le intercorse situazioni che gli hanno impedito di procedere regolarmente con i pagamenti e richiede, all’ente erogatore, di accettare una proposta di saldo e stralcio identificando contestualmente la somma che verrà versata (al netto di interessi e spese legali) e la data del versamento.

 

Nel caso ci si avvalga della mediazione di un legale, quest’ultimo vidimerà la richiesta che dovrà essere successivamente inviata all’erogatore del finanziamento tramite lettera raccomandata cartacea oppure PEC.

 

Accordi verbali o e-mail non tracciabili non avranno invece valore e potrebbero far decadere il saldo e stralcio.

 

Quietanza saldo e stralcio, cosa non deve mai mancare


La quietanza saldo e stralcio non è altro che il documento rilasciato ufficialmente dal creditore al momento del pagamento, che testimonia come l’accordo sia andato a buon fine e certifica il rispetto, da ambo le parti, delle reciproche responsabilità finanziarie.

 

Anche la quietanza, come del resto la domanda di saldo e stralcio, deve necessariamente rispettare alcune caratteristiche ben precise

 

In primo luogo deve riportare obbligatoriamente i dati del finanziamento, comprensivi di tutti i dettagli utili all’identificazione dello stesso; quindi il numero di pratica, il nominativo dell’ente erogatore ed eventualmente la data di stipula e di estinzione dello stesso. 

 

Solo in questo modo sarà possibile procedere all’identificazione del prestito negli archivi CRIF e alla successiva cancellazione automatica dello stesso.

 

Inoltre è fondamentale che la quietanza faccia riferimento all’articolo 1236 del Codice Civile (che regolarizza le trattative di saldo e stralcio) riportando in toto la normativa, oltre alla dichiarazione esplicita, da parte dell’erogatore, di rinuncia a qualsiasi diritto sulla differenza fra il totale originariamente stabilito e la somma effettivamente versata dal debitore (che andrà indicato con i suoi dati anagrafici).

 

Procedura cancellazione Centrale Rischi Banca d’Italia

 

La CRIF non è l’unico elenco disponibile per quanto riguarda i cattivi pagatori. 

 

Nel caso di prestiti erogati da banche si rischia invece l’iscrizione alle black list da parte della Centrale Rischi di Banca d’Italia. Quest’ultima è accessibile nello specifico solo agli istituti di credito bancario che, in base allo status del nominativo, possono arrogarsi il diritto di accettare o rifiutare richieste di prestiti, dilazioni o mutui.

 

Proprio come nel caso della CRIF, anche la Centrale Rischi Banca d’Italia prevede l’archiviazione sistematica sia dei clienti in regola con i pagamenti che di eventuali morosi. Periodicamente le banche possono accedere a questi contenuti, oppure modificarli tramite opportune segnalazioni.

 

Laddove il cliente bancario non è più in grado di ottemperare ai suoi obblighi nei confronti dell’istituto di credito, si parla genericamente di “sofferenza bancaria”.

 

Ma come avviene la procedura di cancellazione dalla Centrale Rischi Banca d’italia se si è contratto un prestito o un finanziamento che poi non si è riusciti a ripagare per tempo?

 

In questo caso più che mai è assolutamente fondamentale ricorrere all’ausilio di uno studio legale prima che la situazione degeneri. La sofferenza bancaria infatti può risolversi molto spesso con ingiunzioni o precetti esecutivi.

 

Anche in questa eventualità il saldo e stralcio rappresenta la soluzione più immediata, pratica e veloce per sanificare la propria posizione agli occhi della Centrale Rischi. Come vedremo, però, la cancellazione vera e propria in questo caso non avverrà come con la CRIF.

 

Saldo e stralcio cancellazione Centrale Rischi; è possibile?

 

Grazie al saldo e stralcio, il debitore può effettivamente estinguere in tempi brevi il proprio debito con la banca e regolarizzare la sua posizione debitoria. Dal momento in cui la banca accetta il pagamento e invia  una quietanza di saldo e stralcio, infatti, qualsiasi morosità da parte del richiedente risulterà azzerata.

 

Al contrario della CRIF, però, la Centrale Rischi di Banca d’Italia non prevede la cancellazione dei dati relativi a eventuali sofferenze bancarie o a insoluti, anche quando questi ultimi siano stati regolarizzati tramite un saldo e stralcio.

 

In altre parole, al momento dell’attuazione del pagamento la banca interessata comunicherà alla Centrale Rischi che il debitore si è riportato in pari, usufruendo di saldo e stralcio, e non risulta più imputabile di mancato pagamento. Lo storico comprensivo di tale esito rimarrà però ugualmente a disposizione delle banche che usufruiscono dell’archivio per effettuare ricerche e ottenere informazioni.

 

Solo dopo il termine massimo di 36 mesi dall’ultimo aggiornamento non sarà più possibile visualizzare i dati antecedenti. In questo caso però non si tratta di una cancellazione dalla Centrale Rischi dovuta all’attuazione di un saldo e stralcio. Semplicemente, il gestionale dell’archivio non è configurato per mostrare informazioni risalenti a più di 36 mesi prima laddove la banca, nel frattempo, non abbia effettuato alcuna nuova segnalazione o aggiornamento.

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